Jean Auguste Dominique Ingres: 10 cose da sapere su si lui e sulle sue opere

Foto di copertina: Musée Ingres, Public domain, via Wikimedia Commons

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Jean Auguste Dominique Ingres è un pittore francese della fine del settecento e inizio ottocento considerato uno dei più importanti artisti della pittura neoclassica.

Jean Auguste Dominique Ingres

  1. Gli inizi. Nella biografia di Jean Auguste Dominique Ingres vi sono diversi riconoscimenti tra cui il primo che avvenne nel 1797 all’Accademia di Tolosa dove vinse il primo premio di disegno. Successivamente ottenne anche il Prix de Rome, la borsa di studio per poter perfezionare la sua arte a Roma. Una volta giunto in Italia si interessò soprattutto agli artisti del quattrocento, come Raffaello, dai quali apprese le forme pure ed eleganti.
  2. Lo Stile. Lo stile di Ingres è ispirato soprattutto a Jacques-Louis David e Raffaello. Dal primo prese l’influenza neoclassica mentre da Raffaello imparò l’eleganza e la scelta dei colori. Punto molto importante del suo stile sono i suoi disegni che none rano solo dei bozzetti preparatori, ma vere e proprie opere d’arte.
  3. I ritratti. Jean-Auguste-Dominique Ingres fu noto anche per i suoi numerosi ritratti. Proprio a Roma infatti realizzò alcuni dei più noti. Purtroppo però questo tipo di arte non gli permetteva di vivere così decise di cominciare con i disegni a matita e con i ritratti per i turisti.
  4. Il Violon d’Ingres. L’artista non si dedicò solamente alla pittura ma si interessò anche di musica. La sua formazione divenne talmente alta che diventò presto il secondo violino dell’orchestra del Municipio di Tolosa. Fu proprio da qui che nacque il modo di dire Violon d’Ingres. L’artista non abbandonò mai la musica tanto che divenne amico di Niccolò Paganini e suonò spesso con altri suoi colleghi che condividevano la passione per gli stessi grandi nomi della musica.

Napoleone

  1. L’opera. L’opera venne commissionata dalla città di Liegi per commemorare Napoleone. Bonaparte però concesse a Ingres solo pochissimi istanti cosa che creò non pochi problemi all’artista che si possono intravedere nell’instabilità dello sfondo. La figura però ripristina la stabilità. L’opera raffigura il primo ritratto a figura intera e, l’osservanza dei mini particolari, fa emergere l’influenza fiamminga e olandese. Successivamente l’opera venne criticata tanto che l’artista ne realizzò un’altra priva di dettagli di bellezza e intenta solamente a esprimere la potenza dell’imperatore. Tutta la precisione venne inserita all’interno dei dettagli di potere come il trono, il mantello e tutti gli altri simboli della potenza di Napoleone.

Autoritratto

6. L’opera. Nell’Autoritratto a 24 anni Ingres si ritrae quasi di profilo, con l’abito da pittore, un attimo prima di mettersi a dipingere. Nato dopo un accurato periodo di studio della ritrattistica antica, l’opera colpisce soprattutto per la sua carica innovativa. Il soggetto è infatti rivolto verso lo spettatore slanciato e viene fatto un uso della luce che sembra anticipare lo stile romantico.

7. Le copie. L’opera è stata ripresa più volte sia dall’artista che dai suoi stessi allievi. Tra le tante versione ve n’è una anche realizzata dalla fidanzata dell’artista, Marie-Anne-Julie Forestier, risalente al 1807 e oggi visibile al Musée Ingres di Montauban. In questa versione l’abito è di colore bianco-grigio e tiene un gessetto in una mano mentre con l’altra è intento a cancellare un ritratto.

Jean Auguste Dominique Ingres
National Gallery of Art, CC0, via Wikimedia Commons

La grande Odalisca

  1. L’opera. La grande Odalisca di Jean Auguste Dominique Ingres venne commissionata da Carolina Murat, moglie di un generale francese ma soprattutto sorella di Napoleone. L’idea era quella di fare da pendant con un altro dipinto sempre dell’artista. In questa rappresentazione si nota l’ispirazione di Raffaello nell’eleganza e raffinatezza della figura femminile. Sdraiata su un letto di stoffe preziose occupa l’intero spazio insieme ai suoi ornamenti.
  2. Il filone orientale. La grande Odalisca col ventaglio di piume, il narghilè e il turbante si colloca in pieno col filone orientale del periodo e che lo stesso Ingres approfondirà anche in altri dipinti.

Opere

  1. Infine, ecco qui come sempre una breve descrizione delle opere di Jean Auguste Dominique Ingres.
  • Autoritratto a ventiquattro anni, cm. 78 x 61, Musée Condé, Chantilly.
  • Monsieur Riviere, cm. 116 x 89, Louvre, Parigi.
  • Napoleone Bonaparte primo console, cm. 227 x 147, Musée des Beaux Arts, Liegi.
  • Edipo e la Sfinge, cm. 189 x 144, Louvre, Parigi.
  • Ritratto di Madame Devaucay, cm. 76 x 59, Musée Condè, Chantilly.
  • Nudo femminile di schiena, cm. 51 x 42, Musée Bonnat, Bayonne.
  • La bagnante di Valpinçon, cm. 146 x 97,5, Louvre, Parigi.
  • La bagnante di Valpinçon, cm. 146 x 97,5, Louvre, Parigi.
  • Il sogno di Ossian, cm. 348 x 275, Musée Ingres, Montauban.
  • La grande odalisca, cm. 91 x 162, Museo del Louvre, Parigi
  • L’odalisca con schiava, cm. 72 x 100, Walters art Gallery, Baltimora
  • La sorgente, cm. 164 x 82, Louvre, Parigi
  • Bagno turco, cm. 108, Museo del Louvre, Parigi.

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