A Roma la prima mostra europea su Konrad Mägi

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In occasione dell’avvio del Semestre di Presidenza Estone dell’Europa, l’Eesti Kunstimuuseum, Museo nazionale d’arte, Estonia, e l’Ambasciata dell’Estonia in Italia promuovono, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la prima ampia mostra europea su Konrad Mägi (1878 – 1925), uno dei maggior artisti del Novecento estone.

Artista singolare per vicende personali e per la sua pittura, l’estone è certamente tra i più “eccentrici” protagonisti dell’arte europea nel fatidico ventennio intorno alla prima guerra mondiale.

Per molti versi Mägi resta un artista e un uomo difficile da collocare negli “ismi” di quegli anni. Si confronta con tutti, nelle sue opere ne sfiora alcuni, l’espressionismo fra tutti, ma non ne fa proprio nessuno. Così come non si appiattisce, pur amandola, sulla tradizione artistica estone.

Konrad Mägi artista europeo

Si tratta di un artista originale, unico nel panorama continentale del momento. Anche perché del tutto personale fu il suo approccio con la pittura, arte con la quale si misurò per meno di un ventennio, a partire dal 1906. Uomo fortemente irrequieto, problematico, instabile, nel 1912 fu uno dei rifondatori di Scuola d’Arte di Pallas, che diventa un campus per decine di artisti

Nei primi anni ’20 Mägi comincia a peregrinare in Europa. Visita Venezia, Capri e Roma. Il sole, la luce, i colori del Mediterraneo sembrano catturarlo ma l’artista continua a misurarsi con i problemi di una complessa vicenda umana, in costante difficile equilibrio. La morte prematura arriva nel 1925, a concludere una esistenza intensa, complessa e magmatica e difficile.

Mägi, che era un uomo distinto, molto attento alle forme, elegante, si descrisse come un nano soffocato dalla solitudineincapace di fare nulla se non prendere un pennello. Puntando sul colore per dipingere quadri che dovevano trasmettere allegria, positività, gioia, annullando la paura del passare del tempo e il dissolversi della bellezza. Ed è proprio il colore la principale cifra dell’opera di Mägi. Colori brillanti e potenti. Si tratta dei paesaggi, sua espressione di elezione, ma anche dei suoi ritratti forti e affascinanti.

Leggi anche: I capolavori di Hokusai in mostra a Roma

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