De Chirico incontra Boccioni alle Gallerie D’Italia di Milano

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Nell’ambito della prima prima edizione del programma, Corrispondenze, una nuova rassegna che Intesa Sanpaolo propone nelle proprie sedi mussali delle Gallerie d’Italia, la sede milanese affianca la tela di Boccioni in collezione Intesa Sanpaolo, Officine a Porta Romana, a due Piazze d’Italia di De Chirico provenienti dal Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

De Chirico e Boccioni: due sguardi diversi, che rispondono alle stesse istanze

Affiancare a Officine a Porta Romana di Boccioni i due dipinti di de Chirico dedicati al tema da lui prediletto delle “piazze d’Italia” consente di mettere a confronto il Futurismo e la Metafisica, due tra le esperienze più innovative e internazionali della pittura italiana nella prima metà del Novecento. Si deve a questi due pittori una percezione e una rappresentazione dello spazio urbano che ha tenuto conto da un lato delle sue decisive trasformazioni legate alla rivoluzione industriale, e dall’altro della crisi d’identità e delle inquietudini dell’uomo moderno.

L’opera con cui Boccioni passava nel 1910 dal linguaggio divisionista a quello futurista, destinato a esplodere l’anno dopo nel famosissimo dipinto La città che sale, riflette l’entusiasmo per una realtà in continuo movimento, rinnovata dalla tecnica. Le “piazze d’Italia” di de Chirico, da lui create a partire dal 1909 e continuamente riprese nei decenni successivi, sono degli spazi ideali, immobili e silenziosi, ispirati ai valori immutabili della tradizione e della classicità. Non rappresentano un luogo reale, come la Milano periferica che Boccioni vedeva dalle sue finestre, ma elaborano in manipolazioni iconografiche e visive sempre più ardite i ricordi di edifici e monumenti di città diverse, che il pittore aveva frequentato.

De Chirico, Boccioni Mostra Milano
Umberto Boccioni Officine a Porta Romana, (1909-1910) olio su tela, 75 x 145 cm Collezione Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia – Piazza Scala, Milano

Si tratta di due sguardi profondamente diversi, ma che sembrano rispondere, anche se ognuno a suo modo, alle stesse istanze, nella comune volontà di indagare il mistero dello spazio che ci circonda nella nostra esperienza quotidiana per cercare di dargli un significato.

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