Home Arte Concerto Spaziale: la performance di Christian Marclay al Museo del 900

Concerto Spaziale: la performance di Christian Marclay al Museo del 900

Christian Marclay performance Milano
© Ph. Simon Letellier | Christian Marclay, Paris, 2014

Il Museo del Novecento di Milano e Fondazione Furla ospitano, il 14 aprile 2018, Concerto Spaziale, la performance di Christian Marclay appositamente ideata per l’ultimo appuntamento di Furla Series #01 – Time after Time, Space after Space in Sala Fontana.

Christian Marclay: suoni e acustica naturale

Artista, musicista e compositore, Christian Marclay ha iniziato a intrecciare performance, suono e arte visiva alla fine degli anni Settanta, quando scandagliava il supporto fisico del disco per creare successivamente assemblaggi surreali e giochi visivi di parole, elementi divenuti subito ricorrenti nella sua produzione artistica.

Da quel momento Marclay è diventato un virtuoso della tecnica del collage che applica tuttora a diversi livelli in sculture, installazioni e video, così come nella musica, nel cinema e nella performance. Componendo e sperimentando, ha creato negli anni quel “teatro del suono trovato” di influenza duchampiana che ha ispirato un’intera generazione di musicisti e artisti.

Dal 2011 Marclay ha messo da parte dischi in vinile e giradischi per concentrarsi unicamente sui suoni e la loro acustica naturale, in reazione alla percezione comune per cui ogni suono è mediato e amplificato. Usando come “strumenti” musicali oggetti quotidiani, l’artista porta la nostra attenzione sulle potenzialità sonore che tali oggetti hanno.

Concetto Spaziale: una performance musicale con strumenti dal vivo e riproduzioni di suoni

In Sala Fontana, Marclay presenta Concerto Spaziale, una performance musicale basata sull’improvvisazione in cui i suoni di strumenti si fondono con quelli riprodotti attraverso l’utilizzo, la percussione e lo sfregamento di svariati oggetti rinvenuti durante il suo soggiorno a Milano.

Insieme a lui performano Okkyung Lee, violoncellista sudcoreana, e Luc Müller, percussionista svizzero, dando vita a una composizione senza regole prestabilite, in cui lo spazio stesso viene attivato dai performer mentre stimoli acustici e visivi si intrecciano tra loro. A differenza della musica concreta dove i suoni sono registrati e distorti durante la riproduzione – attraverso il rallentamento, l’accelerazione o l’amplificazione – Marclay crede nel naturale potenziale acustico di qualsiasi oggetto, che quindi non richiede di essere amplificato. Musicista senza strumenti, esegue un concerto in cui ogni rumore è musica.

Ingresso ore 20.00, con inizio performance ore 20.30

Leggi anche: Viaggio Sentimentale: Giosetta Fioroni al Museo del Novecento