Home Arte Leonor Antunes: oggetti quotidiani, arte e design ad HangarBicocca

Leonor Antunes: oggetti quotidiani, arte e design ad HangarBicocca

Leonor Antunes Mostra HangraBicocca
© Leonor Antunesso / Air de Paris, Parigi / kurimanzutto, Città del Messico / Luisa Strina Gallery, San Paolo / Ph. Nick Ash | Leonor Antunesso, Then we raised the terrain so that I could see out, 2017 Veduta dell’installazione, 57a Esposizione Internazionale d'Arte, La Biennale di Venezia, 2017

Pirelli HangarBicocca ripensa il suo caratteristico spazio espositivo per ospitare the last days in Galliate la prima grande mostra personale in Italia di Leonor Antunes.

Portoghese, classe 1972, l’artista, che oggi vive a Berlino, reinterpreta attraverso le sue sculture la storia dell’arte, del design e dell’architettura del Ventesimo secolo, e in particolare la tradizione del Modernismo nelle sue istanze più radicali e di sperimentazione

Per questo dal 13 settembre al 13 gennaio l’Hangar si trasforma in un unico ambiente scultoreo, dove opere e luce si integrano, in un percorso che rende omaggio alla tradizione modernista di Milano e a figure di spicco che hanno contribuito al suo sviluppo e successo come Franca Helg e Franco Albini. 

Leonor Antunes: the last days in Galliate. Una grande narrazione corale che si interroga sul ruolo sociale di arte e design

Materiali tradizionali, come corda, legno, ottone, pelle, gomma e sughero, miscelati insieme con l’ausilio di tecniche manuali e artigianali, sono alla base delle eleganti sculture e installazioni della Antunes, attraverso le quali l’artista si interroga sul significato degli oggetti di uso quotidiano e sul ruolo sociale dell’arte e del design come mezzi espressivi per migliorare la qualità della vita.

La mostra di Leonor Antunes è concepita come una complessa installazione site-specific che invade i 1.400 metri quadrati dello spazio dello Shed: le opere, di cui molte create ex novo, entrano in dialogo con gli elementi strutturali e con la luce naturale per confluire in un’unica grande narrazione corale.

Milano e la sua ricca tradizione modernista, in particolare il lavoro degli architetti Franca Helg (1920-1989) e Franco Albini (1905-1977), sono evidenti fonti di grande ispirazione per l’artista che intreccia tali storie al retaggio culturale di aziende come Pirelli Olivetti e ai loro progetti innovativi, realizzati a partire dagli anni Cinquanta insieme a creativi d’avanguadia.

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