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Lecce città d’arte: cosa vedere, attrazioni, storia e info utili

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Photo by Tim Kohlen on Unsplash

Continuiamo il nostro viaggio tra le bellezze d’Italia e stavolta ci trasferiamo in Puglia. Oggi vi parliamo di Lecce, della sua storia, delle sue tradizioni e attrazioni così che possiate presto organizzare il vostro viaggio in questa splendida città d’arte.

Lecce informazioni generali

Situata nel centro della penisola salentina, Lecce, capoluogo dell’omonima provincia pugliese, si trova a metà strada quasi tre le coste adriatica e ionica. Con i suoi oltre 95 mila abitanti, Lecce è considerato come un piccolo centro urbano ma pieno d’arte e cultura.

Grazie alle sue antichissime origini messapiche, ai resti archeologici risalenti all’epoca romana e allo stile barocco che arricchisce l’architettura del centro storico, Lecce è stata inserita nella lista delle maggiori città d’arte italiane. Non a caso, infatti, la città è stata candidata nel 2019 come Capitale Europea della Cultura, titolo poi assegnato a Matera.

Nel sud d’Italia, grazie anche alla presenza della sede dell’Università del Salento e alla massiccia ondata di turisti sempre in aumento, Lecce è considerata una delle città più amate dai viaggiatori e dai giovani. Ovviamente il primato turistico del sud resta di Napoli e Matera.

Lecce storia

La storia di Lecce affonda le sue radici molto in profondità. Si parla, infatti, di un’epoca antecedente a quella della nascita di Roma, nell’età messapica. Secondo una leggenda, pare che la città sia nata nel 1200 a.C. per opera di Malennio, un personaggio mitologico, insediatosi sul territorio subito dopo la distruzione di Troia. Sembra sia stato lui a diffondere la cultura greca a Lecce che allora veniva chiamata Sybar.

Il ‘regno’ d Malennio durò fino al 300 a.C. quando i romani conquistaro il Salento, compresa la città di Sybar per aveva già cambiato nome di Lupiae. La città, sorta sui resti delle rovine messapiche, era circondata da mura, era dotata di un foro, un teatro e un anfiteatro, senza contare il suo sbocco sul mare fornito dal Porto Adriano. In questo periodo inoltre, si diffuse il cristianesimo.

Le dominazioni greca e ostrogota si susseguirono per anno, da 542 al 549, fino all’arrivo del dominio dell’Impero Romando d’Oriente che rimase al potere sul territorio per ben cinque secoli. A scacciare i romani all’antica città di Lecce furono, nel VI secolo i Saraceni, seguiti poi a ruota dai Bizantini, dai Longobardi, dagli Ungari e dagli Slavi.

Con un susseguirsi così frenetico di dominazioni, la città cadde quasi in rovina. A rimettere insieme i pezzi e dare di nuovo lustro alla città furono i Normanni che, conquistando tutto il territorio, fecero di Lecce il capoluogo del Salento. I confini territoriali leccesi si espansero e la città diventò un importante centro commerciale. A partire dal 1069 i normanni stabilirono a Lecce la loro corte ed è qui che nacque l’ultimo re normanno, Tancredi, figlio di Ruggero III. Ma come tutte le dominazioni, anche quella normanna ebbe vita breve. A loro seguirono infatti gli Svevi di Federico II e successivamente gli Angioini.

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Il periodo storicamente più florido di Lecce parte dal 1463, con l’arrivo degli Aragonesi. La città cade nelle grinfie del Regno di Napoli e si assoggetta alla monarchia di Ferrante d’Aragona. In questi anni Lecce diventa uno dei più grandi centri del commercio nonché una delle città più ricche del mediterraneo, grazie anche ai traffici commerciali con mercanti fiorentini, veneziani, greci, genovesi e albanesi. Nonostante le continue minacce di incursioni da parte dei turchi, Lecce continua a crescere e prosperare. Vengono infatti costruite una nuova cinta muraria, un castello e moltissime chiese, queste ultime sopratutto dal 1630 in poi.

Soltanto nel 1656 la crescita di Lecce si arresta bruscamente quando una terribile ondata di peste si abbatte sulla città. Le vittime di questa epidemia furano migliaia e si narra che, disperati, i cittadini chiesero a Sant’Oronzo un miracolo. Le preghiere degli ammalati furono ascoltate e la peste lascià Lecce; è per questo motivo che Sant’Oronzo fu fatto patrono della città.

Alla dominazione spagnola seguì quella austriaca cominciata nel 1734 alla quale Lecce non si volle assoggettare. La città partecipò nel 1831 al moto carbonaro e mandò il suo esercito a combattere gli austriaci al fronte. In attesa che la guerra finisse, venne formato un governo provvisorio e nacque così il Partito Liberale.

Dopo l’Unità d’Italia del 1861, la città conobbe una seconda fase di crescita urbanistica e culturale. In particolar modo negli anni dal 1895 al 1915 nacquero molte opere pubbliche e vennero creati dei nuovi quartieri in stile neoclassico, neomoresco e neogotico.

Lecce città d’arte: cosa vedere

Come si evince dal paragrafo precedente, il periodo più florido della città fu quello seicentesco che si identifica con la dominazione aragonese. Molti sono i monumenti risalenti a quell’epoca (e non solo) e qui di seguito troverete i più importanti. Venite, quindi, a scoprire con noi tutte le attrattive della città di Lecce.

Basilica di Santa Croce: in via Umberto I, nel centro storico di Lecce, si trova la Basilica di Santa Croce che costituisce la più importante struttura rappresentativa dello stile barocco leccese.

Inizialmente nell’area della basilica, nel XIV secolo, sorgeva un piccolo monastero. Due secoli più tardi però, per poter trasformare la zona in un’enorme basilica, fu realizzato un nuovo progetto. Per reperire più spazio attorno al monastero, furono espropriate terre e abitazioni agli ebrei della zona che furono cacciati dalla città nel 1510. I lavori di realizzazione della basilica iniziarono nel 1549 e terminarono solo nel 1646. Dalla facciata alla cupola, ogni parte della basilica fu affidata agli artisti più influenti del XVI e XVII secolo.

Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo di Lecce): si tratta del primo luogo di culto cattolico della città e si trova in piazza del Duomo, nel centro storico di Lecce.

La cattedrale originaria fu costruita del 1144 dal vescovo Formoso ma, successivamente, nel 1230 fu rinnovata in stile romanico per volere del vescovo Roberto Voltorico. Ma il viaggio architettonico della cattedrale non si ferma al medioevo. Nel 1659, infatti, Il vescono Luigi Pappacoda fece restaurare la struttura dall’architeto leccese Giuseppe Zimbalo, che ricostruì la cattedrale in stile barocco leccese. I lavori terminarono solo nel 1670 quando finalmente la cattedrale fu inaugurata e consacrata.

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Piazza del Duomo: se volete immergervi completamente nello stile barocco leccese, non c’è posto migliore di Piazza del Duomo. Qui, oltre alla splendida Cattedrale di Santa Maria Assunta troverete il Campanile, l’Episcopio (resistenza dell’arcivescovo) e il Palazzo del Seminario.

Questo è uno dei pochissimi esempi di piazza chiusa ancora esistenti in Italia. La piazza è infatti chiusa su tre lati mentre su quarto c’è una piccola apertura che anticamente ospitava delle porte che la sera veniva chiuse per limitare l’accesso.

La piazza risulta armonica nel suo stile barocco leccese nonostante gli edifici che la compongono siano stato costruiti in momenti diversi della storia. Quest’armonia è dovuta ad un’opera di ‘ammodernamento’ risalente al XVI secolo. L’architetto fu chiamato ad abbellire edifici e monumenti della piazza secondo lo stile barocco tipicamente leccese per farsi che tutto fosse in perfetto accordo.

Castello di Lecce: un po’ più ad est del centro storico di Lecce, si trova il Castello, struttura che risale al 1549.

Il castello originario di epoca aragonese fu distrutto per opera dell’imperatore Carlo V d’Asburgo nel 1539 che ordinò la costruzione di una nuova struttura più moderna ed efficiente. I lavori furono affidati quindi a Gian Giacomo dell’Acaya, un ingegnere del Regno di Napoli che fece i lavori al castello dal 1439 al 1549. Successivamente nel 1872 furono eliminati il fossato e i ponti levatoi della Porta Reale (principale) e della Porta Falsa o di Soccorso, sul lato posteriore. Nonostante i vari rimaneggiamenti, la struttura è rimasta più o meno invariata. La pianta del castello è infatti quadrangolare con una torre (o bastioni) ad ognuno dei quattro angoli: il bastione detto di S. Croce, quello di S. Martino, S. Giacomo e S. Trinità.

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Anfiteatro Romano: questo monumento risale all’età augustea e fu costruito tra I e II secolo d.C. I resti dell’anfiteatro sono stati rinvenuti negli primi anni del novecento durante gli scavi per la costruzione della Banca d’Italia. I lavori di costruzione furono interrotti e gli scavi per il recupero della struttura cominciarono. L’Anfiteatro vide la luce nuovamente nel 1940.

L’anfiteatro romano anticamente poteva ospitare 25mila spettatori e misurava all’esterno 102×83 metri. Oggi è possibile vedere solo un terzo della struttura che, per la maggior parte, è ancora nascosto nel sottosuolo di piazza Sant’Oronzo.

Chiesa di Sant’Irene dei Teatini: è un luogo culto cattolico dedicato a Sant’Irene che fino al 1656 era stata la santa protettrice della città. A seguito dell’epidemia di peste scoppiata a Lecce in quegli anni, si narra che alcuni cittadini, ormai disperati, chiesero a Sant’Oronzo un miracolo. Quando la peste abbandonò Lecce, il santo fu fatto patrono della città.

La chiesa fu costruita su progetto di Francesco Grimaldi, dal 1591 a 1639 anno in cui poi fu consacrata dal vescovo di Brindisi. Questa chiesa è stata teatro di tantissimi eventi storici importanti, tra questi ricordiamo:

  • 1797 visita del Re Ferdinando VI di Borbone
  • 1860 ospitò le votazioni di Lecce per entrare nel Regno d’Italia

Nel 1866 il convento dei Teatini che sorgeva affianco fu demolito ma la struttura della chiesa fu risparmiata. Oggi infatti la Chiesa di Sant’Irene è ancora attiva e aperta al pubblico e la comunità parrocchiale festeggia ogni 5 maggio la propria patrona.