Sandro Miller: riapre Malkovich, Malkovich, Malkovich. Homage to Photographic Masters

Foto di Copertina - Andy Warhol / Green Marilyn (1962), 2014

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Riaperta da martedì 2 febbraio fino a domenica 2 maggio 2021 al Magazzino delle Idee di Trieste la mostra Malkovich, Malkovich, Malkovich. Homage to Photographic Masters del fotografo americano Sandro Miller, a cura di Anne Morin e Simona Cossu, presentata per la prima volta in Italia. L’esposizione è organizzata dall’Ente regionale per il patrimonio culturale Erpac, in collaborazione con diChroma Photography, La Chrome di Madrid e la Galleria FIFTY ONE di Anversa.

La mostra sarà visitabile fino alla prossima primavera, una decisione voluta da Erpac, visto il successo mediatico riscontrato nel primo periodo di apertura, per dare al pubblico la possibilità di visitare l’esposizione dal vivo e ammirarne le straordinarie fotografie e i video che caratterizzano il progetto fotografico di Sandro Miller: un omaggio a trentaquattro maestri della fotografia, fra cui Albert Watson, Annie Leibovitz, Bill Brandt, Diane Arbus, Herb Ritts, Irving Penn, Pierre et Gilles, Richard Avedon e Robert Mapplethorpe. In ognuno degli scatti John Malkovich impersona infatti il soggetto di una celebre fotografia, trasformandosi di volta in volta in Marilyn Monroe, Salvador Dalì, Mick Jagger, Muhammad Alì, Meryl Streep, John Lennon e Yoko Ono, Andy Warhol, Albert Einstein, Ernest Hemingway e in molti altri personaggi.

Allestimento grafico in mostra- Bruno Morello Design ©Marco Donà
Allestimento grafico in mostra: Bruno Morello Design ©Marco Donà

 

La collaborazione fra Sandro Miller e John Malkovich risale agli anni Novanta quando i due si incontrano a Chicago nella sede della Steppenwolf Theatre Company di cui Malkovich è uno dei membri fondatori. «È diventato la mia tela, la mia musa, John si sedeva ed ascoltava la mia idea, poi diceva “Ok facciamolo”, racconta Miller. Negli anni di collaborazione John non ha mai detto non mi piace». La mostra documenta il lavoro intrapreso da Sandro Miller e Malkovich nel 2013. Lo scatto che dà vita all’intero progetto è quello in cui John Malkovich reinterpreta Truman Capote ritratto da Irving Penn.

Durante una giornata di lavoro con Malkovich in teatro, Miller notò infatti la somiglianza dell’attore a Truman Capote. Desiderando omaggiare Irving Penn, suo maestro per eccellenza, Miller propose a Malkovich di posare per lui nelle vesti di Capote. Sulla scorta di questo primo scatto nascono tutte le opere esposte in mostra, in cui Malkovich interpreta una galleria di ritratti così noti da essere divenuti quasi immagini devozionali e che tuttavia non ha timore di dissacrare attraverso il proprio talento. Malkovich si cala nella parte di Che Guevara di Korda, in Warhol del celebre autoritratto, o in Mick Jagger nel ritratto di Bailey, sottolineando debolezze, vanità e contraddizioni dei grandi personaggi. Gli scatti sono preceduti da una minuziosa ricerca in cui Miller e Malkovich, assistiti da costumisti, truccatori e scenografi analizzano accuratamente ogni dettaglio degli originali, scandagliando i lavori dei grandi fotografi presi a modello.

«Non ho voluto fare una parodia. Rendere omaggio ai fotografi e alle fotografie che hanno cambiato il mio punto di vista sulla fotografia è una cosa seria per me. Queste sono le immagini che mi hanno ispirato facendomi diventare il fotografo che sono oggi.»
 
Arricchiscono l’esposizione tre ritratti non facenti parte del progetto originario che rappresentano Malkovich nei panni di Adolf Hitler (Hitler Green), di Papa Giovanni XXIII (Recreations), e impegnato in una rivisitazione del tema di Salomè con la testa del Battista (Head on Plate). Un video making-off permette inoltre di ripercorrere il processo creativo e di trasformazione di Malkovich davanti all’obiettivo e sotto la direzione di Miller. Per meglio apprezzare l’accurato lavoro affrontato da Miller e Malkovich saranno presenti in mostra anche le riproduzioni delle fotografie che hanno fornito l’ispirazione ai diversi scatti.

«Ognuno di noi ha un eroe o una persona che ammira. Li lodiamo, li veneriamo e li mettiamo su un piedistallo. Può essere una figura religiosa, un attore di Hollywood, una star dello sport come Tiger Woods o Michael Jordan. Per me i grandi maestri della fotografia sono come i campioni sportivi. Ammiro Irving Penn, Richard Avedon, Annie Leibovitz, e ogni singolo fotografo rappresentato nel mio Homage to the Masters. Ho ricreato le fotografie dei grandi maestri in segno di rispetto, amore e ammirazione.»

Conclude la mostra la sezione inedita Malkolynch che si compone del video Psychogenic Fugue (2015), un cortometraggio frutto della collaborazione fra Sandro Miller e David Lynch e definito da Miller “un ottovolante nella mente di David Lynch” e alcune fotografie. Nel video e nelle immagini fotografiche otto fra i personaggi più noti di Lynch sono reinterpretati da John Malkovich, tra cui Frank Booth, Mystery Man dal film Robert Blake, il protagonista di The Elephant Man, il personaggio di John Nance Henry Spencer del film Eraserhead, l’agente Dale Cooper e la Log Lady, del Segreto di Twin Peaks. Per il gran finale, Malkovich interpreta Lynch in persona.

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