Peter Downsbrough, la personale alla Loom Gallery di Milano

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Loom Gallery presenta a Milano, dal 11 marzo al 23 aprile, Peter Downsbrough. Four walls – one room, mostra personale dell’artista concettuale americano Peter Downsbrough.

Peter Downsbrough Loom Gallery milano
Peter Downsbrough, Untitled, 1973/74
@LoomGallery

Two Pipes (quando posizionate all’esterno) e Two Poles Dowels (quando installate all’interno) sono le versioni scultore delle Two Lines che indicano lo spazio e il riferimento a un possibile luogo dove l’opera si potrebbe installare o immaginare. In realtà il lavoro di Peter Downsbrough nasce da quegli stessi indicatori di posizione: il riferimento allo spazio è l’opera, anzi l’opera è lo spazio, ribaltando la percezione.

Come altri artisti concettuali del periodo che non creavano opere ma si limitavano a descriverle solamente, Downsbrough indica la posizione che si potrebbe occupare, suggerisce delle indicazioni e costringe a scegliere: This or that? Here or there? As, And, Then… come citano anche i suoi testi, sempre con lo stesso rigoroso font, pulito e lineare. A chi guarda spetta la scelta di capire, o voler capire: d’altronde per cogliere il mondo intorno, ciascuno deve sapersi situare e ritrovare. Peter Downsbrough ha iniziato la sua ricerca a New York agli inizi degli anni ‘60 e le sue Notes on Location da allora sono divenute storia.

Peter Downsbrough, lo spazio che si fa opera

Peter Downsbrough Loom Gallery milano
Peter Downsbrough, Two Poles (Segrate, Milano), 1974 | Published in Two Pipes, Two Lines | Studio International, London (GB) | Volume 188, Number 971, November 1974

Nato a New Brunswick, New Jersey, nel 1940 dopo diversi anni di lavoro e di sperimentazioni sui materiali, tra cui cartone, legno, acciaio, piombo e tubi al neon, nel 1970 Peter Downsbrough inizia la sua ricerca con Two Pipes, Two Lines, Two Poles Dowels, riassunte nel suo primo libro d’artista Notes on Location (1972). Nello stesso periodo inizia a scattare fotografie da diverse angolazioni e distanze, riprendendo “tagli” che già esistono nel paesaggio urbano. Alla fine degli anni ‘70 risalgono il primo lavoro audio, FROM, pubblicato come vinile nel 1982, e una serie di lavori realizzati con i dadi.

Nel 1980 proietta sulla Spectacolor Board di Times Square a New York uno spot di 30 secondi che appare una volta ogni ora e lo documenta in un cortometraggio dal titolo “7 come 11”. Negli stessi anni inizia a spedire cartoline con due linee che tagliano i paesaggi, completate successivamente dall’utilizzo di parole. Il lavoro con le maquette come mezzo per esplorare lo spazio e la struttura inizia intorno al 1983, mentre dalla fine degli anni ’80 iniziano le opere pubbliche su commissione e i Wall Pieces e i Room Pieces. A Rennes, nel 1990, realizza UNITE/ DE, LA, la sua prima opera pubblica su commissione.

Leggi anche: ALDO ROSSI. L’ARCHITETTO E LE CITTÀ, LA RETROSPETTIVA AL MAXXI

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