Amore e Psiche: la storia, la statua di Canova, le frasi, e il significato

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La storia di Amore e Psiche la conosciamo bene, essendo una delle storie mitologiche d’amore che più hanno permeato la cultura moderna grazie alla pittura e alla scultura.

Ecco un riassunto di Amore e Psiche, raccontata dallo scrittore latino Apuleio e le sue frasi più belle, il significato della storia, e qualche notizia e curiosità sulla statua di Canova.

La storia di Apuleio

Da dove viene la storia di Amore e Psiche? Fu Apuleio, nelle Metamorfosi a raccontare la storia dei due amanti. Apuleio raccontò di Amore e Psiche nel II secolo d.C., ma rappresentazioni della favola appaiono nell’arte greca sin dal IV secolo a.C. Dalla riscoperta dello scrittore latino durante il Rinascimento, la storia dei due amanti (una delle poche storie d’amore a lieto fine della tradizione antica) ha ispirato tantissimi pittori, scultori, artisti.

Amore e Psiche: riassunto della storia

Quella di Amore e Psiche è una storia d’amore delle più complesse e affascinanti mai raccontate. Ecco un breve riassunto della storia di Amore e Psiche:

C’era una volta una bellissima ragazza di nome Psiche. Non solo era la più giovane e la più bella di tre sorelle, ma era di una bellezza e di una leggiadria talmente eccezionali da suscitare addirittura l’invidia e l’ira di Venere. Chiese allora al figlio Amore di aiutarla, chiedendogli che la colpisse con una delle sue frecce, facendola innamorare di un uomo brutto e insignificante. Quando questi arrivò da Psiche, però, rimase talmente incantato dalla sua bellezza che finì per ferire se stesso con le proprie frecce, innamorarsene perdutamente, e disobbedire agli ordini della madre. Fu così che Amore decise di portare Psiche, l’unica delle sorelle ancora senza un marito, nel proprio palazzo senza rivelarle chi fosse, e visitandola solo al calar del sole. Dopo aver passato la notte insieme, Psiche se ne andò prima dell’alba, chiedendole di non guardarlo. Psiche era invaghita dell’amante, e incuriosito dalla sua identità. Quando Amore permise alle sorelle di farle visita, queste, invidiose dello splendore nel quale viveva Psiche, le suggerirono di disobbedire alla richiesta. Una notte, quindi, Psiche decise di illuminare il volto dell’amante con una lampada. Quando una goccia di olio bollente cadde sulla mano di Amore addormentato, ma quando una goccia d’olio bollente gli cadde sulla mano, questi si svegliò e, deluso e tradito, scappò via.

Ma la storia di Amore e Psiche, fortunatamente, non finisce qui. Psiche, allora, andò in cerca dell’amato. Per trovarlo, però, dovette superare delle difficili prove imposte da Venere. La ragazza riuscì a superare tutte le prove, anche grazie all’aiuto di esseri divini. L’ultima prova consisteva nello scendere negli Inferi per chiedere a Proserpina un po’ della sua bellezza. Questa le diede un’ampolla, che a Psiche era stato ordinato di non aprire. Stanca dopo le difficili prove, però, Psiche aprì l’ampolla per recuperare un po’ della propria bellezza, e si addormentò profondamente. La risvegliò Amore, che l’aveva cercata a lungo a sua volta. I due si recarono sull’Olimpo, dove Giove permise a Psiche di bere l’ambrosia, e diventare anch’essa una dea immorale: in questo modo, i due si sarebbero potuti sposare da eguali. La coppia diede luce ad una figlia, Voluttà.

Amore e Psiche: la statua di Canova

La statua di Amore e Psiche di Canova è uno dei capolavori del Neoclassicismo e della storia dell’arte in generale. Commissionata nel 1787, è una statua di grande dolcezza e grande romanticismo, ma anche di grande sensualità: il momento che vediamo, l’abbraccio tra i due, è quello successivo al risveglio di Psiche dal sonno causato dall’ampolla di Proserpina (che possiamo vedere ai piedi della coppia). Se nelle Metamorfosi di Apuleio, Amore la risveglia con una freccia, mentre, nella versione di Canova, la ragazza viene risvegliata da un dolce e sensuale bacio. Una versione della statua di Amore e Psiche di Canova di trova ora al Louvre di Parigi, mentre la seconda si trova al Museo dellìErmitage di San Pietroburgo.

Amore e Psiche: il significato

Una storia complicata, quella di Amore e Psiche ha un significato mistico e allegorico, che la arricchisce incredibilmente. Il nome di Psiche, che in greco vuol dire “Anima”, ci rimanda a questo significato. Psiche è una donna curiosa, che commette diverse infrazioni, e disobbedisce ad ordini e richieste. La punizione, ovviamente, è inevitabile. Ma è anche vero che, prima il superamento di diverse prove, e poi la discesa agli Inferi, le permetteranno di purificarsi. Il che ci dice che la salvezza è sempre possibile, a patto che ci sia intenzione di purificazione e un sentimento autentico.

Per Amore e Psiche, il significato è molteplice: parla di curiosità, di impulso, di tradimento della fiducia, e anche della lotta (e della simbiosi finale), tra l’istintualità della passione e dell’eros, e della razionalità.

Amore e Psiche: le frasi più celebri

Ecco alcune frasi su Amore e Psiche proprio da Apuleio, che ha raccontato la loro storia come oggi la conosciamo:

  • Se Orfeo non si fosse girato, se Psiche non avesse tentato di conoscere, allora noi non avremmo creduto alla forza del loro amore.
  • Perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi e la passione.
  • Non sono veramente felici quelli di cui nessuno conosce la felicità.
  • La bellezza della più giovane era così straordinaria, così fuori dal comune, che il linguaggio umani appariva insufficiente e over non solo a descriverla, ma anche solo a lodarla.
  • Allora, in ginocchio e abbracciando l’altare ancora tiepido, dopo essersi asciugata le lacrime, prega così: “O sorella e sposa del grande Giove, sia che abiti gli antichi templi di Samo, che sola può vantarsi della tua nascita, dei tuoi primi vagiti e della tua infanzia, sia che frequenti le ricche dimore delll’alta Cartagine, dove ti adorano sotto l’aspetto di una vergine che percorre il cielo trasportata da un leone, sia che, accanto alle rive dell’Inaco che da tempo ti ricorda come sposa del Tonante e regina degli dei, vegli sulle famose mura di Argo, tu che tutto l’Oriente venera col nome di Zigia e tutto l’Occidente invoca col nome di Lucina, sii per me in questo momento di massima sventura, Giunone Salvatrice e liberami dalla paura del pericolo che incombe su di me. Per quanto ne so, tu di solito vieni spontaneamente in aiuto delle donne incinte in pericolo.”
  • “Oh, audace e temeraria lucerna, vile strumento d’amore, tu hai osato bruciare il dio di ogni fuoco, tu che sei stata certamente inventata da un innamorato che voleva godere più a lungo, anche di notte, le dolcezze tanto desiderate!”
  • “Quanto al tuo volto, io non cerco più di scoprirlo, ormai non mi danno più fastidio nemmeno le tenebre della notte: ho te, e tu sei la mia luce.”

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