Nuria Mora, la personale a Milano alla Patricia Armocida

In copertina: Nuria Mora, HOME, 2021, acrylic on linen, 291X197 cm (triptych) (Dettaglio)

Pubblicità
Pubblicità

La galleria Patricia Armocida ospita a Milano, fino al 24 settembre 2021, J.L. vs Lilla personale di Nuria Mora. Un omaggio ai genitori dell’artista spagnola, dove J.L. sta per José Luis, il padre di Nuria Mora, mentre Lilla è il nome di sua madre.

Dipinti su carta, sculture in ceramica e grandi acrilici su tela racchiudono, infatti, un universo intimo e personale. Con J.L. vs Lilla, Mora, racconta dell’equilibrio instabile delle relazioni famigliari e della costruzione di una nuova casa. Una cura per le cicatrici lasciate da momenti dolorosi.

Nuria Mora, J.L. vs Lilla. Lo spazio, le relazioni familiari e la nuova quotidianità nell’era Covid-19

Nuria Mora mostra Milano
Nuria Mora, HOME, 2021, acrylic on linen, 291X197 cm (triptych)

 Il linguaggio visivo di Nuria Mora è strettamente connesso alla sua capacità di osservare lo spazio circostante. Dettagli di paesaggio, urbano o naturale, astratti e isolati che l’artista sintetizza, attraverso il colore, in motivi in continuo divenire. Si tratta di una scomposizione geometrica della realtà in cui l’artista ha sviluppato un suo codice formale e cromatico che può essere inteso come firma personale.

L’artista madrilena, quindi, negli ultimi vent’anni ha tratto ispirazione dal mondo esterno, portando stimoli captati dal normale flusso della vita quotidiana all’interno di gallerie e istituzioni. L’avvento di una pandemia però, e le conseguenti restrizioni, hanno ribaltato completamente la prospettiva di Nuria.

Il Covid 19, infatti,  ha rivoluzionato il concetto stesso di “normalità”, costringendo l’umanità a ripensare la propria vita all’interno delle mura domestiche, con le persone più vicine. Questa radicale trasformazione “della quotidianità” ha avvicinato Nuria Mora a una nuova dimensione. Uno spazio artistico in cui il suo io interiore, le sue radici e la sua identità più profonda si potessero liberare verso l’esterno. I totem, i disegni e i dipinti in mostra esprimono allora i legami tra famiglia e sé stessi, memoria e presente, patrimonio ed eredità, tradizione e sensibilità contemporanea.

Leggi anche: #DANTEPOP, DANTE E LA SOCIETÀ CONTEMPORANEA AL VITTORIALE

Pubblicità