Role Play, individualità autentica e idealizzata in mostra a Milano

In copertina: Tomoko Sawada, OMIAI♡, 2001. Credits of the artist. Courtesy ROSE GALLERY

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L’Osservatorio, la splendida  sede di Fondazione Prada che affaccia sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele a Milano, ospita Role Play; una mostra collettiva curata da Melissa Harris, aperta al pubblico dal 19 febbraio al 27 giugno 2022.

Role Play osservatorio fondazione prada milano
Juno Calypso, Die Now, Pay Later, 2018 Courtesy l´artista e TJ Boulting

Role Play. Riflessioni sul concetto di individualità tra sè autentici e la creazione di alter ego idealizzati e universali

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Il progetto include una selezione di fotografie, video e performance di 11 artisti internazionali; esplorando i processi di ricerca, proiezione e creazione di possibili identità alternative, in bilico tra sé autentici, idealizzati e universali.

Mettendo in discussione le metafore di genere, gli stereotipi, il senso del luogo e le prospettive future, gli artisti di Role Play si interrogano sulla nozione di individualità come la conosciamo e come potrebbero essere. Il gioco di ruolo, la creazione di alter ego e la proliferazione di sé, sono infatti tra le possibili strategie per comprendere l’essenza di ogni individuo e la sua immagine esterna.

Role Play osservatorio fondazione prada milano
Beatrice Marchi, When Katie Fox met the Evil Turtle, 2021-22-Video still. Courtesy l´artista e SANDY BROWN, Berlin
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Come sottolinea Melissa Harris, “dall’inizio del XX secolo, i progetti che prevedono il gioco di ruolo hanno approfondito il concetto di identità, permettendo agli artisti di sfidare le norme di comportamento legate al genere, a viaggiare nel tempo e a immaginare il loro sé in una miriade di modi diversi, riflettendo sulla loro stessa essenza, anche quando questa è in evoluzione. Un alter ego, un personaggio o un avatar possono rappresentare delle aspirazioni. Possono appartenere alla propria storia personale e culturale o richiamare un senso di alterità. Possono essere una forma di attivismo, o un mezzo per muoversi attraverso posizioni radicate, persino estreme, verso l’empatia, per mettersi letteralmente nei panni di un altro.”

L’evoluzione della fotografia e l’urgenza di esplorare se stessi e gli altri attraverso il “role-playing”

La fotografia, fin dalla sua invenzione, è uno dei linguaggi visivi più adatti per indagare l’altro. Attraverso diversi generi, dal ritratto, all’autoritratto e al reportage, e approcci alternativi, dalla narrazione alla ricerca concettuale, la fotografia è il mezzo ideale per l’autoriflessione, data la sua natura oggettiva e la derivata percezione di autenticità.

L’evoluzione della fotografia, la sua trasformazione nei linguaggi filmici, la vasta diffusione di comunità online e piattaforme virtuali, i futuri sviluppi del Metaverso e il conseguente emergere di avatar digitali hanno intensificato l’urgenza di esplorare se stessi e gli altri attraverso il “role-playing”, rafforzando la nostra ossessione per le identità alternative.

Role Play osservatorio fondazione prada milano
Mary Reid Kelley and Patrick Kelley Rape of Europa, 2021 – Video still. Courtesy l´artista

Role Play include opere degli artisti Meriem Bennani, Juno Calypso, Cao Fei, Mary Reid and Patrick Kelley, Beatrice Marchi; Darius Mikšys, Narcissister, Haruka Sakaguchi & Griselda San Martin, Tomoko Sawada; Bogosi Sekhukhuni e Amalia Ulman in un’installazione luminosa concepita dall’agenzia creativa Random Studio per i due piani espositivi di Osservatorio.

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