I capolavori del Seicento italiano nelle collezioni Reali di Spagna in mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma

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Dal 13 aprile al 30 luglio le Scuderie del Quirinale di Roma ospiteranno la grande mostra Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle Collezioni Reali di Spagna”. Una co-produzione italo-spagnola a cura di Gonzalo Redín Michaus.

Attraverso una straordinaria selezione di dipinti e sculture, la mostra riflette gli strettissimi legami politici e le strategie culturali stabilite tra la corte spagnola e gli stati italiani nel corso del XVII secolo.

Scuderie del Quirinale
Guercio, Loth e le sue figlie, 1651

Ad arricchire le raccolte d’arte della dinastia asburgica contribuirono i frequenti doni diplomatici da parte dei governanti italiani, determinati a guadagnarsi il favore dei sovrani di Spagna che con i loro possedimenti, da Napoli a Milano, condizionarono dalla metà del Cinquecento l’evoluzione della complessa situazione politica italiana.

È questo il caso di due tra i dipinti più spettacolari in mostra, Loth e le sue figlie di Guercino e La conversione di Saulo di Guido Reni, donati a Filippo IV dal principe Ludovisi allo scopo di garantire la protezione spagnola sul minuscolo Stato di Piombino.

Alle Scuderie del Quirinale opere d’arte che sono testimonianze dei rapporti diplomatici tra la Spagna e l’Italia del 600

Moltissime le opere d’arte in mostra alle Scuderie del Quirinale, tra le quali il magnifico Crocifisso del Bernini proveniente dal Monastero di San Lorenzo del Escorial, opera raramente accessibile al grande pubblico.  Alcune donate altre invece ordinate o comprate dai rappresentanti della monarchia spagnola in Italia, come nel caso della Salomè con la testa del Battista di Caravaggio.

Scuderie del Quirinale
Caravaggio, Salomè con la testa del Battista, 1609

L’interesse per la cultura italiana da parte dei sovrani spagnoli si rifletté anche negli inviti a lavorare a corte rivolti a grandi maestri quali il napoletano Luca Giordano, attivo in Spagna per un decennio. Ed è testimoniato infine dai viaggi in Italia di alcuni artisti spagnoli.

Il primo soggiorno di Velázquez è datato tra il 1629 e il 1630 e si rivelò fondamentale per la sua pittura, come dimostra l’eccezionale Tunica di Giuseppe, tra i maggiori raggiungimenti della sua intera opera, mentre il suo trionfo come ritrattista presso la corte pontificia avvenne in occasione del suo secondo viaggio italiano tra il 1649-1650.

Scuderie del Quirinale
Diego Velázquez, Tunica di Giuseppe, 1630

Una collezione privata donata allo stato dalla regina Isabella II

Nel 1819, per volere del re Ferdinando VII, si procedette alla realizzazione del Museo Real, in seguito rinominato Museo del Prado, nel quale furono raccolte opere provenienti per la maggior parte dalle Collezioni Reali. Mentre quelle che non vennero trasferite nel museo rimasero presso le residenze a disposizione dei monarchi, i cosiddetti Reales Sitios.

Nel 1865 la regina Isabella II rinunciò alla proprietà personale dei beni ereditati dai propri antenati e ne cedette la gestione allo Stato, ponendo le basi di quello che oggi è Patrimonio Nacional.

E’ proprio da questo straordinario fondo collezionistico, a tutt’oggi sottoposto alla tutela di Patrimonio Nacional, che provengono i capolavori che saranno esposti a Roma presso le Scuderie del Quirinale dal 13 aprile al 30 luglio 2017.

Leggi anche: #ScrollTheExhibition: la Galleria Nazionale di Roma apre alle mostre virtuali su Instagram

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