Tomoko Nagao, la personale dell’artista giapponese a Milano

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La galleria Deodato Arte di Milano ospita, dal 27 settembre al 27 ottobre la mostra Tomoko Nagao: iridescente obsession. L’esposizione è incentrata sulla recente spettacolare e inedita produzione di Tomoko Nagao, artista giapponese che da anni contamina la grande arte occidentale con i miti della cultura manga nel solco della tendenza micro-Pop.

I lavori esposti fanno parte del ciclo Flowers, una recente produzione in vettoriale che rappresenta una rievocazione in chiave Pop dei classici vasi di fiori fiamminghi, tratti in particolare da Jan Brueghel: lo splendore delle varietà floreali, la magnificenza dei colori sono tradotti in superficie attraverso singolare rielaborazione digitale.

Tomolo Nagao e la riflessione attorno al motivo della morte attraverso il suo opposto, la vita

I fiori hana rappresentano uno dei punti cardine dell’ideale di bellezza effimera dell’estetica della cultura Giapponese, già introdotti in chiave ultra-pop da Takashi Murakami che ha utilizzato il soggetto floreale in modo seriale, tra opere uniche, stampe e capsule-collection, proposti con la faccina da “emoticon” come liaison tra l’immaginario pop occidentale e orientale.

Nell’interpretazione di Tomoko, il tema è legato alla vanitas e rappresenta l’ennesima riflessione attorno al motivo della morte attraverso il suo opposto, la vita. La scelta di questa singolare iconografia da parte dell’artista risponde al medesimo criterio che in passato l’ha avvicinata al particolare della mela bacata di Caravaggio, all’immagine di Narciso che si specchia, o alla Medusa dalla testa insanguinata, rappresentando una sorta di felice ossessione.

Tradizione giapponese dell’anime e miti della cultura occidentale

Tomoko Nagao, con i suoi lavori,  aderisce all’esperienza culturale Superflat, capace di elaborare dei dispositivi a lettura stratificata, apparentemente banali, basati sull’icona e sulla sua ripetizione “differente” dell’immagine tratta dall’antico, declinata in mille varianti.

Nelle sue opere si assiste all‘innesto della tradizione giapponese dell’anime nei miti della cultura occidentale, italiana in particolare, già peraltro setacciati dalla lunga esperienza Pop degli anni settanta e rivisitati dalle tendenze postmoderne degli anni Ottanta a cui esplicitamente Tomoko si ricollega: Caravaggio, Leonardo da Vinci, Botticelli, Tiziano, Velasquez, la scuola di Fontainebleau, Delacroix.

In questa contaminazione e rilettura del passato come presente, trovano protagonismo qualificato anche le icone dei brand più famosi, introdotte con gusto tra l’ironia e la satira, che diventano emblema del contemporaneo e della società dell’economia globale e dei consumi di massa.

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