Filippo de Pisis e il gusto per l’antico in mostra a Roma

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Riapre al pubblico il Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps con la mostra Filippo de Pisis, una monografica che pone l’accento sulla sensibilità pittorica dell’artista ferrarese  protagonista indiscusso della pittura italiana a cavallo tra le due guerre.

Con 26 dipinti e una nutrita selezione di carte e acquerelli l’esposizione, a Roma dal 17 giugno al 20 settembre 2020, completa in maniera suggestiva il percorso realizzato al Museo del Novecento di Milano, dove è stata presentata nei mesi scorsi la più ampia retrospettiva milanese degli ultimi 50 anni dedicata a de Pisis.

Curata da Pier Giovanni Castagnoli, con Alessandra Capodiferro responsabile del Museo di Palazzo Altemps, la mostra è promossa dal Museo Nazionale Romano, in collaborazione con il Polo Museale di Milano arte moderna e contemporanea e prodotta da Electa, con il sostegno dell’Associazione per Filippo de Pisis.

Filippo de Pisis mostra Roma
Filippo de Pisis, L’archeologo, 1928, Genova, Galleria d’Arte Moderna, Comune di Genova – Musei di Nervi – Galleria d’Arte Moderna |
© Filippo de Pisis by SIAE 2019

Filippo de Pisis. Nature morte inusuali, paesaggi metafisici e la passione per l’archeologia

Poeta e pittore dal talento versatile, Filippo de Pisis (Ferrara 1896 – Milano 1956) è una figura senza confronti nelle vicende artistiche del Novecento italiano. Una vasta cultura, studi classici, l’interesse per l’archeologia e la passione di collezionare cose minute sin dalla giovane età: sono tutti aspetti della personalità dell’artista che a Palazzo Altemps creano una relazione quasi diretta con il gusto per il collezionismo coevo e innumerabile di Evan Gorga, mentre rimandano alla suggestione per il bello antico che aveva nutrito il gusto antiquario del collezionismo cinque-seicentesco delle famiglie patrizie romane. Alle statue di dei, eroi, ai ritratti di imperatori, possono essere avvicinati i ventotto tra disegni su carta e acquerelli con nudi maschili e teste di giovani così come gli oli dove la statuaria ideale, il frammento scultoreo, inseriti in un paesaggio ora reale ora metafisico, riecheggiano la passione archeologica.

Instancabile viaggiatore, de Pisis ha anche vissuto e lavorato a Roma: una delle tappe, insieme a Milano, Venezia, il Cadore e soprattutto Parigi e Londra, che ha contribuito a creare una personale narrazione che non ha mai ceduto a correnti artistiche. Le vivaci vedute cittadine, i paesaggi ariosi delle montagne a lui care, gli intensi ritratti capaci di cogliere la personalità della figura descritta e le inusuali combinazioni di nature morte hanno sempre risposto a uno stile decisamente individuale.

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