Vittorio Corsini, un progetto di arte pubblica tra Milano e Prato

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Per tutta l’estate Milano e Prato ospitano Dai fammi un sorriso, un progetto di arte pubblica diffuso tra le due città realizzato dalla casa d’aste Farsettiarte con i lavori di Vittorio Corsini.

Dal 1 luglio al 30 settembre, una serie di sculture al neon dislocate tra il Portichetto di via Manzoni a Milano e il Castello dell’Imperatore a Prato fanno richiamo esplicito alla gentilezza e al buon umore che invita a rifondare la speranza nella vita di oggi, dopo l’emergenza sanitaria, attraverso un sorriso.

Dai fammi un sorriso, Vittorio Corsini ci invita a tornare ad abbracciare le relazioni interpersonali dopo i mesi di isolamento

Il progetto ruota intorno a una serie di scritte scultoree al neon che, come spesso accade nella pratica di Vittorio Corsini, rappresentano indicazioni, veri e propri inviti rivolti allo spettatore che diviene interlocutore diretto dell’opera. Attraverso il passaggio dall’intimità della grafia, specchio della personalità di ciascun individuo, alla dimensione pubblica dell’opera ambientale, l’artista trasforma una frase molto semplice, che rimanda a suoni di voci amiche, familiari, in un invito all’azione. Una comunicazione diretta che sottolinea l’urgenza di tornare a intessere relazioni, dopo mesi di distanza e paure anche all’interno dello stesso nucleo familiare.

A Milano, dalla vetrina di via Manzoni Corsini si rivolge direttamente al passante, chiedendo un sorriso con un’opera realizzata appositamente. La scritta “dai su fammi un sorriso” riproduce la calligrafia di una donna di 92 anni, con una grafia corsiva molto curata che lascia intuire una formazione scolastica di altri tempi. La striscia di neon che si illumina ad intermittenza richiama le persone che vi passeggiano davanti per ricondurle con la mente ai propri parenti più anziani. Anziani che danno voce a chi di fatto è sopravvissuto al Covid e chiedono, dopo mesi di preoccupazioni , di lasciarsi andare con un sorriso.

Intorno alle mura dal Castello Svevo a Prato invece, si incontrano le medesime parole al neon ma rappresentate da 5 grafie differenti. L’opera deriva da un progetto del 2019 realizzato a Cortina, che segna un momento fondamentale nella collaborazione tra Vittorio Corsini e Farsetti. L’artista aveva invitato 5 personalità di primo piano per la comunità ampezzana (Luigi Alverà, Nadia Dimai, Flavio Lancedelli, Kristian Ghedina e Roberta Alverà) a trascrivere la frase “dai su fammi un sorriso”.  I neon ricavati da queste scritture ne sono la traduzione scultorea, ma soprattutto la presentazione fisica di un invito che si riversa direttamente sul lettore/spettatore.

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