Cioni Carpi e Gianni Melotti alla Fondazione Ragghianti di Lucca

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Fino al 6 gennaio 2021, la Fondazione Ragghianti ospita a Lucca L’avventura dell’arte nuova | anni 60-80. Cioni Carpi | Gianni Melotti. Due mostre in contemporanea che ripercorrono un periodo di grande fermento nell’arte italiana, nel trentennio Sessanta, Settanta e Ottanta, e riscoprono le figure di Cioni Carpi e Gianni Melotti, artisti poliedrici molto attivi rispettivamente a Milano e a Firenze.

L’avventura dell’arte nuova. Anni 60-80. Le sperimentazioni nell’arte italiana alla Fondazione Ragghianti

La prima mostra, a cura di Angela Madesani, è dedicata alle sperimentazioni di Cioni Carpi, nome d’arte di Eugenio Carpi de’ Resmini (Milano, 1923-2011). Artista complesso e ricco di sfaccettare Carpi, figlio di Aldo Carpi, pittore e storico direttore dell’Accademia di Brera, si avvicina dapprima alla pittura ma durante la sua carriera spazia dal cinema al teatro, fino alla fotografia sperimentale, utilizzano per la sua ricerca la fotografia, le installazioni, le proiezioni di luce e il video. Carpi è stato inoltre l’unico artista italiano, insieme a Franco Vaccari, a fare parte del gruppo della Narrative Art, una forma d’arte concettuale (sviluppasi alla metà degli anni 70) legata alle pratiche fotografiche del recupero della memoria e del tempo.

In mostra alla Fondazione Ragghianti una selezione di circa quaranta opere che attraversano il percorso artistico di Carpi, dal 1960 circa agli anni Ottanta. Lavori di grandi dimensioni tra dipinti, installazioni, lavori fotografici, filmati, disegni, progetti e libri creati dall’artista in unica copia, accompagnati da documenti e cataloghi sull’opera di questo intelligente protagonista dell’arte della seconda parte del XX secolo.

La seconda mostra, a cura di Paolo Emilio Antognoli, è dedicata a Gianni Melotti (Firenze, 1953), e presenta i risultati di una ricerca storica e archivistica, ancora inedita, riguardante l’opera dell’artista fiorentino nel suo primo decennio di attività, dal 1974 al 1984. Una trentina di lavori che, con un linguaggio concettuale dai risultati originali e trasgressivi, vanno dalle sperimentazioni camerale, senza uso della macchina fotografica, in bianco e nero alle sue coloratissime opere tridimensionali, realizzate con materiali cibachrome su tessuti decorati.

Focus della ricerca esposta alla Fondazione Ragghianti, sono il suo sviluppo storico-artistico e i rapporti che egli ebbe con alcuni artisti legati da amicizia e collaborazione, quali Lanfranco Baldi, Luciano Bartolini, Giuseppe Chiari, Mario Mariotti e altri artisti come Bill Viola legati alla sua esperienza in art/tapes/22, studio dedito alla produzione di videotapes per artisti di cui Melotti nel 1974 diviene il fotografo.

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