Divine e Avanguardie. Le donne nell’arte russa, a Milano

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Icone, Sante e Zarine, Mogli, Madri e Figlie, corpi nudi ritratti nelle tele e Artiste dietro il pennello. Sono le donne le protagoniste indiscusse della mostra Divine e Avanguardie. Le donne nell’arte russa, dal 28 ottobre 2020 al 5 aprile 2021 nelle sale di Palazzo Reale a Milano.

Un progetto che indaga il ruolo della donna nell’arte russa, dalla riproduzione, vista con occhi maschili, della sua immagine attraverso i secoli e le trasformazioni sociali; al contributo dato dalle artiste nell’evoluzione dei linguaggi figurativi delle avanguardie russe del XX secolo.

Divine e Avanguardie mostra Milano
Olga Rozanova Composizione cubista con frutta, 1914-1915 Olio su tela, 56 x 65 The State Russian Museum, St. Petersburg

L’esposizione è promossa e prodotta dal Comune di Milano, Palazzo Reale e CMS Cultura in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, e si inserisce nel palinsesto de “I Talenti delle Donne” che il Comune ha dedicato alle diverse discipline del pensiero creativo in cui le donne sono state e continuano ad essere protagoniste.

Divine e Avanguardie. Il ruolo delle donne nell’arte russa da oggetto di venerazione a soggetto attivo

Curata da Evgenija Petrova (direttore Scientifico del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo) e Josef Kiblitskij, Divine e Avanguardie attraversa l’arte russa dal XIV al XX secolo, dalle Madonne raffigurate nelle icone votive alla famosa scultura di Vera Mukhina L’operaio e la kolkoziana, creata per il padiglione dell’URSS all’Esposizione Internazionale del 1937 a Parigi. Sette secoli che restituiscono l’idea del fondamentale ruolo delle donne in questo Paese, della loro bellezza, del loro contributo alla Storia dell’Arte, allo sviluppo e alla modernità, al loro ruolo nella società per l’emancipazione e il riconoscimento dei propri diritti.

Un vero e proprio viaggio nell’evoluzione culturale e sociale attraverso le espressioni artistiche: sacre icone, pittura a cavalletto, scultura, grafica e raffinata porcellana. Otre 90 opere provenienti dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, in larga parte mai esposte in Italia, che tracciano un ritratto della donna da oggetto di venerazione e contemplazione a vero e propio soggetto attivo nello sviluppo di una nuovo modo di fare arte.

Un ricco corpus di opere, mezzi espressivi e tecniche poliedriche articolato in 8 sezioni divise in 2 grandi capitoli che comprendono lavori di Il’ja Repin, Boris Kustodiev, Filipp Maljavin. L’opera dei pittori di icone e del suprematista Kazimir Malevich, dei maetsri degli anni Dieci e Venti del Novecento, di Aleksandr Dejneka, Kuzma Petrov-Vodkin, autore del ritratto della poetessa Anna Achmatova e di molti altri artisti della fine del XIX e inizio del XX secolo.

Affiancano gli uomini le donne artiste,“amazzoni dell’avanguardia russa”, che furono attive nei primi trent’anni delNovecento quando vennero creati veri capolavori da artiste tra le quali Natalia Goncharova, Ljubov Popova, Aleksandra Ekster e Vera Mukhina. 

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