Dama con l’ermellino: 10 cose da sapere sull’opera

Foto copertina La Dama con l'ermellino, Leonardo da Vinci, Public domain, via Wikimedia Commons

Pubblicità
Pubblicità

Quando si parla di arte le curiosità sono sempre tante dai dettagli dell’opera all’artista. Prendiamo la Dama con l’ermellino, per esempio. Le domande su quest’opera sono davvero molte: dal chi è questa donna alla simbologie presenti nel dipinto, primo fra tutti il fedele animale fino a quesiti come chi l’ha dipinta e soprattutto dove si trova. Vediamo quindi insieme di scoprirne di più su questa bellissima e famosissima opera.

Dama con l’ermellino descrizione

  1. L’opera. La dama con l’ermellino fu realizzata tra il 1489 e il 1490 e raffigura una giovane donna a mezzo busto con in braccio, appunto, un ermellino. Gli abiti che indossa sono, per la prima volta, i classici usati dalle nobili milanesi del quattrocento. La giovane è intenta a osservare una scena, o qualcuno, che però noi non vediamo. L’animale invece pare colto alla sprovvista dalla scena che ci è oscura e lo si nota dalle unghie che quasi si impigliano nel vestito della dama che lo accarezza per cercare di tranquillizzarlo.
  2. Chi è la Dama con l’ermellino. Su chi sia la Dama con l’ermellino si sono interrogati tutti a lungo per molto tempo. C’è chi ha ipotizzato che fosse Caterina, Sforza, figlia di Galeazzo Maria Sforza, per via della collana che rimanda al lutto e all’ermellino simbolo dello stemma del sicario responsabile della morte del duca. In realtà ancora oggi non vi è certezza di chi sia anche se la risposta più probabile (per diversi motivi che vedremo più avanti) è Cecilia Gallerani, la giovane amante di Ludovico il Moro.
  3. Il collegamento con la Vergine delle rocce e la Gioconda. La Vergine delle Rocce, risalente al 1483 fu conclusa poco prima del ritratto con della Dama con l’ermellino. Se mettiamo a confronto le due opere, si nota subito una somiglianza impressionante tra la Dama e l’angelo situato sulla destra e intento a guardare lo spettatore. La somiglianza è tale che molti hanno pensato che l’angelo fosse un primo schizzo proprio del ritratto della Gallerani. La Dama con l’ermellino però non richiama solo la Vergine delle Rocce, ma anticipa il sorriso enigmatico e appena accennato che vedremo poi ne La Gioconda del Leonardo.
  4. L’ermellino. I significati dell’ermellino sono davvero molti. Il primo lo si ritrova nella narrazione che probabilmente ha voluto fare Leonardo ovvero un amore proibito che, per potersi vivere, diventa favoloso. Tra i vari libri di Leonardo infatti vi è anche un riferimento al mito di Zeus che, per amare Leda, si trasforma in cigno. L’ermellino simboleggia dunque Ludovico il Moro. Ma perché proprio questo animale? Solo un anno prima della raffigurazione il Moro aveva ricevuto una prestigiosa investitura dell’Ordine dell’Ermellino, dal re di Napoli. E ancora, l’ermellino è simbolo della moderazione, una virtù più volte attribuita al Moro. Infine, vi è anche un rimando alla stessa Cecilia Gallerani, o meglio al suo cognome che in greco rimanda, niente che meno, alla donnola, furetto, animali molto simili all’ermellino.
  5. La scritta. Se si guarda con attenzione il dipinto, in alto a sinistra si trova una scritta “La Bele Feroniere Leonard d’Awinci”. La scritta ha a lungo fuorviato sull’identità della dama pensando che fosse appunto Madame Ferron, che fu già una delle protagoniste di un altro suo dipinto. In realtà pare che non fu Leonardo a farla ma anzi che venne aggiunta successivamente proprio in Polonia, dato supposto soprattutto per via delle inesattezze ortografiche.

dama-con-l-ermellino
La Dama con l’ermellino, Leonardo da Vinci, Public domain, via Wikimedia Commons

Dama con l’ermellino curiosità

6. Chi ha dipinto la Dama con l’ermellino. La Dama con l’ermellino è uno dei grandi capolavori del genio di Leonardo da Vinci, realizzato quando si trovava a Milano proprio quando era al servizio di Ludovico Sforza, ovvero il Moro.

7. Dove si trova. La Dama con l’ermellino è stata acquistata dallo stato polacco nel 2016 e da allora è conservata nel Museo Nazionale di Cracovia, dove è diventata una tra le opere d’arte più importanti del museo.

- Pubblicità -

8. Libro. La storia della Dama con l’ermellino e le sue curiosità sono tutte racchiuse in un libro che attesta che la giovane donne ritratta è appunto Cecilia Gallerani. Il libro dall’omonimo titolo racconta vita e passioni della giovane nonché alcuni simboli e allegorie dell’opera del Leonardo da Vinci. Edito da Rizzoli, è stato scritto da Daniela Pizzagalli nel 2003.

9. Cosa hanno detto sula Dama con l’ermellino. Tante le belle parole spese per questo quadro, considerato da Gould come “il primo ritratto moderno“. Il successo del dipinto fu tale che anche il poeta Bernardo Bellincioni volle dedicargli un sonetto:

“Di che ti adiri? A chi invidia hai Natura

al Vinci che ha ritratto una tua stella:

Cecilia! sì bellissima oggi è quella

che a suoi begli occhi el sol par ombra oscura.

l’onore è tuo, sebben con sua pittura

la fa che par che ascolti e non favella:

pensa quanto sarà più viva e bella,

più a te fia gloria in ogni età futura.

ringraziar dunque Ludovico or puoi

e l’ingegno e la man di Leonardo,

che a’ posteri di te voglia far parte.

chi lei vedrà così, benché sia tardo, –

vederla viva, dirà: basti a noi

comprender or quel eh’ è natura et arte.”

10. Isabella d’Este. A testimonianza che il soggetto rappresentato fosse proprio Cecilia Gallerani, infine, vi furono diverse lettere in merito tra la stessa Cecilia e Isabella d’Este, moglie del marchese di Mantova. Isabella fu talmente attratta dall’opera che più volte cerco di farsi ritrarre anche lei dal Leonardo, ma tutto quello che ne ottenne fu un disegno su un cartone a carboncino. Fu così che Isabella lo commissionò a Lorenzo Costa che l’ha ritratta nella stessa posizione di Cecilia ma con, al posto dell’ermellino, un cane. In seguito molti cercarono di riprodurre il fascino del ritratto tanto che, si può dire, nacque una bellezza leonardesca che venne usata per molti soggetti femminili a venire.

correlati

Pubblicità