Keith Haring: 10 cose da sapere su di lui e sulle sue opere

Foto copertina: Rob Bogaerts (Anefo), CC0, via Wikimedia Commons

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Keith Haring è un giovane che ha fatto della sua vita una vera opera d’arte di fantasia. Classe 1958 è da molti considerato uno dei padri della street art e i suoi celebri personaggi dai mille colori rappresentati in ogni dove sono un’icona degli anni ottanta del novecento.

Keith Haring

  1. L’ispirazione. Keith è nato e cresciuto tra le opere d’arte. Suo padre infatti era un disegnatore di cartoni animati e il giovane e futuro street artist prese proprio da lui, e dai tanto amati personaggi della Walt Disney, l’ispirazione per i suoi celebri omini.
  2. Lo stile. Per chi conosce l’arte di Keith Haring parlare del suo stile risulta quasi superfluo ma, per i meno avvezzi l’artista è noto soprattutto per i suoi colori accesi che fanno sembrare tutto allegro e fantasioso tanto da riuscire a farci evadere dalla realtà. Per quanto riguarda i soggetti e i personaggi preferiti sono “gli omini”: dei piccoli “pupazzi, dalle fattezze umane piuttosto semplificate tanto che non vi è possibile definirne età, etnia o sesso. Sebbene le sue opere siano un’immensa tavolozza di colore, Keith Haring prediligeva il giallo, il rosso, il blu e il verde, perlopiù delimitati da marcate linee bianche o nere.
  3. I luoghi. Keith si suddivide tra il lavoro nel suo celebre studio sulla Ventiduesima e i muri della città. Il suo studio in realtà, altro non era che un semplice magazzino vuoto nel quale l’artista amava dipingere a porte aperte. Questa scelta non era solamente per un fattore di luce ma anche e soprattutto per aprire le porte della sua arte a chiunque passasse di lì, accogliendo di buon grado i consigli di curiosi ma anche barboni e ubriachi della zona. Per quanto riguarda i muri invece celebri sono le sue opere realizzate nella metropolitana e nelle periferie.
  4. Il successo. Come per molti street artist, anche Keith Haring ha avuto spesso problemi con le forze dell’ordine. Questo almeno fino al 1982 quando ci fu una sua mostra a New York che ebbe parecchio successo. In seguito divenne noto in tantissime città arrivando anche in Europa e in Italia. Qui realizzerà l’opera a Tuttomondo sulla parete del Convento di Sant’Antonio di Pisa
  5. Da uomo di arte a uomo d’affari. Haring non fu solo un noto street artist, ma aveva anche una fiuto infallibile per gli affari. La sua arte infatti non finì “solamente” su muri e mostre, ma divenne anche la protagonista del suo brand. Fondò così il Pop Shop dove i suoi personaggi presero forma su magliette e gadget di ogni genere, collaborando anche con tantissimi marchi e brand noti.
  6. Keith Haring Foundation. Negli anni ottanta a New York come in molte altre città comincia a diffondersi un mostro invisibile che stronca molte giovani vite: l’AIDS. Tanti gli amici di Keith ne sono stati colpiti e, a un certo punto, questo mostro giunge fino a lui allontanandolo piano piano dall’arte fino a togliergli la vita. Prima di farlo però Keith fondò la Keith Haring Foundation per supportare tutti questi giovani che come lui sono colpiti dall’AIDS e devono affrontare questa dura lotta.

Keith Haring omini

7. Gli omini. Gli omini di Keith Haring sono uno dei suoi principali simboli artistici. Questi personaggi che ballano, saltano, si abbracciano, si amano e, semplicemente, vivono, altro non sono che ognuno di noi. Rappresentato la vita e la voglia di viverla a 360° in un mondo fatto di colori e felicità che pare quasi surreale e, proprio per questo, ci aiuta a evadere dalla realtà.

8. I significati. Oltre alla rappresentazione della quotidianità, gli omini di Haring nascondono anche un ulteriore significato. Molti l’hanno definito “l’alfabeto degli omini”, tanto che nel 2018 a Vienna vi fu una mostra a lui dedicata intitolata proprio Keith Haring-The Alphabet.
I suoi omini quindi altro non sono che simboli, definizioni, di lotte e battaglie della sua epoca che l’hanno toccato molto da vicino, come l’AIDS, ma anche di Paesi lontani o di stragi di innocenti.

Keith Haring Heart

9. Heart. Tra le opere più belle e famose di Haring c’è Heart che raffigura due omini che sorreggono un enorme cuore rosso pulsante. Questa è un’opera simbolo della sua arte: è infatti impossibile capire qualcosa di più dei due personaggi sesso, etnia o qualsivoglia differenza. Anche in questo caso dunque gli omini sono un simbolo di un battaglia che coinvolge l’artista in prima persona, dichiaratamente omosessuale.

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Keith Haring opere
Guglielmo Giambartolomei, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Keith Haring opere

10. Le opere. Sono davvero tantissime le opere di Keith Haring sparse in tutto il mondo che sono diventate il simbolo della cultura pop americana e non solo degli anni ottanta. Qui abbiamo provato a riassumerne alcune delle più note e più amate.

  • Bambino raggiante, 1990
  • Crack i Wack, Harlem New York
  • Free South Africa
  • Ignoranza=paura
  • Murale di Keith Haring, 1986
  • Montreux, 1983
  • Fight Aids Worldwide, 1990
  • Safe Sex, 1989
  • Tuttomondo
  • We the Youth, 1987
  • Monkey Puzzle, 11988
  • Lucky Strike, 1987
  • Labyrinth, 1989
  • Montreux, 1983
  • Pop Shop III N°3, 1989
  • The marriage of Heaven and Hell, 1984
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