Vertigo, di Michelangelo Galliani al Castello di Caprese

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Il Castello di Caprese, nei dintorni di Arezzo, ospita dal 22 agosto al 26 settembre 2021 la mostra personale dello scultore Michelangelo Galliani, Vertigo.
Ospitata nel castello che fu la prima dimora di Michelangelo Buonarroti, la mostra è Promossa dal Comune di Caprese Michelangelo e dal Museo Casa Natale Michelangelo Buonarroti con la collaborazione di Cris Contini Contemporary e Galleria delle Arti.

Michelangelo Galliani Vertigo mostra
Michelangelo Galliani, Vertigo, 2021, marmo nero marquinia e acciaio inox, cm 105x30x35. Ph. Enrico Turillazzi

 

Michelangelo Galliani, Vertigo. 15 opere che ripercorrono la carriera dell’artista dai primi anni Duemila ad oggi

L’esposizione si sviluppa negli spazi racchiusi dentro l’antica cinta muraria: Palazzo Clusini, la Corte Alta e l’antica piazza d’armi, ora giardino per le sculture, un terrazzo che si apre sull’alta valle del Tevere, “la Valle Museo”, terra patria di Piero della Francesca, vissuta dal giovane Raffaello.

Il percorso espositivo comprende una quindicina di opere che testimoniano la produzione dell’artista dai primi anni Duemila ad oggi. Affiancano i lavori storici alcuni inediti, tra cui Vertigo, scultura in marmo nero marquinia e acciaio inox che dà il titolo al progetto. Opere di piccolo formato di Galliani dialogano con le sculture di Emilio Greco, Vincenzo Gemito, Medardo Rosso e Antonio Canova, presenti all’interno di Palazzo Clusini. Nella Corte Alta invece, sede di gipsoteca di opere di Michelangelo Buonarroti,  e nel giardino sono presentate le sculture di grande formato come Lassù (2016) e Vergine degli inganni (2014).

Michelangelo Galliani Vertigo mostra
Michelangelo Galliani, Matrice, 2013, marmo statuario di Carrara e acciaio inox, cm 280x65x55. Ph. Enrico Turillazzi

L’artista – scrive il critico d’arte Pasquale Lettierisi è proiettato in un luogo, la Casa Natale di Michelangelo Buonarroti, dove le sue opere esplorano ogni elemento di cultura materiale e lo verificano, esprimendo uno spessore paragonabile ai nomi mitici della storia dell’arte e pochi sono i continuatori che permettono di transitare tale potente forma espressiva nelle trame di questa tremolante attualità, rispondenti ai nomi di Nunzio, Antonio Trotta, Ivan Theimer, Igor Mitoraj, riaffermando la forza di queste opere nei contesti della vita collettiva, tanto che oggi sono considerate in tutto e per tutto, indispensabili”. 
“Michelangelo Galliani si colloca tra il classico e l’estrema sperimentazione, attraverso cui guardare le cose del mondo, con spirito aperto, ma anche con una grande opinione della propria individualità, che è la carta vincente, perché rende protagonisti, di lungo respiro. […] Un’enigmatica presenza quella delle opere di Michelangelo Galliani, trattate in modo da ottenere una visione fantasmatica, in grado di inquietare, come evocanti immagini misteriose ed impenetrabili, poste di fronte al peso della storia, che diventa la vera quinta scenica di apparizioni scultoree, di gestualità espressionistica, messa lì, a celebrare un contrappasso tra inconsistenza materica dell’evento plastico, quasi imprevedibile e questa evidenza scultorea di gusto classico”.

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