Antonio Canova: tutto quello che c’è da sapere su di lui e sulle sue opere

Copertina: Antonio Canova, Public domain, via Wikimedia Commons

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Antonio Canova fu uno dei pittori e scultori italiani più influenti del Neoclassicismo. soprannominato per questo «il nuovo Fidia» e i suoi lavori furono commissionati dagli Asburgo ai Borbone, dalla corte pontificia a Napoleone, sino ad arrivare alla nobiltà veneta, romana e russa.

Antonio Canova scultore

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Gli inizi. rimasto orfano da giovanissimo viene affidato al nonno materno abile scalpellino e capomastro che gli insegnò le tecniche del mestiere. Date le abili mani del giovane Canova, viene mandato a Venezia dove frequenta studi di scultori e dove realizza le sue prime opere che gli danno in breve una certa notorietà nell’ambiente artistico locale tra le quali Orfeo ed Euridice, 1773; Apollo; busto di P. Renier; Dedalo e Icaro, 1779. Dal 1779 si trasferisce a Roma, città che per lui diventerà fondamentale da un punto di vista artistico. Sarà qui che realizzerà alcune delle sue opere più importanti.

Il neoclassicismo. Canova è considerato, come abbiamo già detto, uno dei massimi esponenti del neoclassicismo. Questa corrente artistica nacque come reazione opposta al barocco e al rococò. Il ritorno alla passione per il mondo classico, secondo molti, è da imputare anche a due particolari avvenimenti storici: l’apertura degli scavi di Pompei nel 1740 e le scoperte in campo archeologico di Johann Joachim Winckelmann, fondatore dell’archeologia moderna.

Lo stile. L’Antonio Canova scultore che oggi tutti conosciamo aveva uno stile davvero unico. le sue opere, infatti si contraddistinguono per l’eleganza delle forme, la bellezza e la semplicità della figure che ritornano alla loro purezza originaria. Tutto ciò anche grazie al candore del marmo. Tutte le sue opere, infatti sono realizzate in marmo bianco con un modellato armonioso e levigato. Il richiamo della bellezza ideale ed eterna è chiaro e rimanda allo stile delle sculture greche.

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La pittura. A partire dal 1978 Canova si dedica moltissimo alla pittura. In questo periodo dipinse moltissime delle sue tele e quasi tutte le tempere che oggi sono custodite nella sua casa Natale di Possagno. Nelle sue tele si può captare trasparenza, emotività, passioni e dubbi.

Napoleone. Napoleone chiese all’artista di essere il suo ritrattista ufficiale. Canova rifiutò ma realizzò comunque tantissime opere per lui e per alcuni dei suoi familiari come il Ritratto di Paolina Bonaparte ispirato alla Venere vincitrice, quello di Maria Luigia nelle vesti di Concordia. La prima opera di Napoleone, invece, fu un raffigurato dove Bonaparte aveva assunto le sembianze di Marte pacificatore.

Le tre grazie. Realizzata per Giuseppina di Beauharnais, la prima moglie di Napoleone, è una delle più famose di Canova. L’opera rappresenta le tre divinità che davano felicità e bellezza al mondo. L’opera si trova oggi a San Pietroburgo, Museo Hermitage.

Antonio Canova Amore e Psiche

antonio canova
Antonio Canova, Public domain, via Wikimedia Commons

L’opera. Amore e Psiche è senza dubbio l’opera più famosa di Antonio Canova. Realizzata tra il 1787 e il 1793 si trova oggi al Louvre. La scultura raffigura il momento di più dolce della storia di Amore e Psiche: quello in cui Eros risveglia Psiche dal sonno infernale, non con la puntura delle sue frecce, bensì con un languido bacio. Per la prima volta gli amanti possono guardarsi negli occhi: un attimo lungo e appassionato che emoziona più del bacio che verrà. Un bacio che rimane sospeso per sempre.

La composizione. Amore e Psiche di Antonio Canova, grazie al suo schema a X aiuta a focalizzare tutta l’attenzione sul vero protagonista dell’opera lo sfioramento, o quasi, dei volti dei due innamorati.

La seconda versione. Amore e Psiche, in realtà ha una seconda versione, conservata oggi all’Hermitage di San Pietroburgo. Questa scultura venne realizzata dall’artista per Caterina II di Russia che provò a chiamare a corte Canova. L’artista, anche in questo caso, rifiutò, facendole però arrivare la copia della statua.

Le altre copie. In realtà oggi è possibile vederne diverse copie di cui solo due però furono realizzate dal Canova. Tra le altre vi sono anche quella di Auguste Rodin che ne rielaborò una in chiave contemporanea e altre realizzate da Adamo Tadolini, uno dei migliori allievi di Canova.

Antonio Canova opere d’arte

Infine, come sempre, ecco qui una selezione di alcune delle più belle opere d’arte di Antonio Canova.

  • Canestro di frutta, 1774, museo Correr, Venezia;
  • Dedalo e Icaro, 1777-79, marmo, museo Correr, Venezia;
  • Teseo sul Minotauro, 1781-83, marmo, Victoria and Albert Museum, Londra;
  • Monumento funerario di Clemente XIV, 1783-87, marmo di Carrara, travertino e lumachella, basilica dei Santi Apostoli, Roma;
  • Monumento funerario di Clemente XIII, 1783-92, marmo di Carrara, travertino e lumachella, basilica di San Pietro, Roma;
  • Amore e Psiche che si abbracciano, 1787-1793, gruppo scultoreo in marmo, museo del Louvre, Parigi;
  • Maddalena penitente, 1793-96 circa, marmo, musei di Strada Nuova, Genova;
  • Adone e Venere, 1789-94, marmo bianco, musée d’Art et d’Histoire, Ginevra;
  • Monumento funerario a Maria Cristina d’Austria, 1798-1805, marmo, Augustinerkirche, Vienna;
  • Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore, 1803-1806, marmo, Apsley House, Londra;
  • Ritratto di Letizia Ramolino Bonaparte, marmo, Devonshire Collection, Chatsworth House, Inghilterra;
  • Paolina Borghese Bonaparte come Venere Vincitrice, 1804-1808, marmo, Galleria Borghese, Roma;
  • Ritratto di Maria Luigia d’Asburgo in veste di Concordia, 1811-1814, marmo, Galleria Nazionale, Parma;
  • Testa di Calliope, 1812, marmo, Galleria d’Arte Moderna, Firenze;
  • Le tre Grazie, 1812–16, gruppo scultoreo in marmo, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo;
  • Venere e Marte, 1816-1822, marmo, Buckingham Palace, Londra;
  • Stele Traversa, 1817, marmo, edicola Dall’Acqua, Cimitero Monumentale di Milano;
  • Venere Hope, 1818-1820, marmo, City Art Gallery, Leeds;
  • Endimione dormiente, 1819-1822, marmo, originale, Devonshire Collection, Chatsworth House, Inghilterra.
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