Piero della Francesca: 10 cose da sapere sull’artista e sulle sue opere

Foto di copertina: Piero della Francesca, Duca da Montefeltro, Public domain, via Wikimedia Commons

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Piero di Benedetto de’ Franceschi, a molti noto solamente come Piero della Francesca, è stato un matematico ma soprattutto un pittore della seconda generazioni umanista.

Piero della Francesca

  1. La nascita. Il personaggio di Piero della Francesca è emblematico in tutto, anche nella data di nascita. Per anni infatti si è cercato di inquadrare l’anno ma con scarsi risultati. Ad oggi quello che si sa è che è nato nei primissimi anni del 1400 ma che, a causa di un incendio avvenuto negli archivi comunali di Sansepolcro, non si riesce a definire con maggiore precisione. L’ipotesi più accreditata pare che sia 1406. Il Vasari infatti scrisse che l’artista morì nel 1492 a 86 il che, con un breve calcolo, rimanda proprio al 1406.
  2. Una vita di forse. In realtà, non è solo la questione della nascita, ma tutta la vita di Piero della Francesca risulta un gran punto di domanda. Molti documenti e, purtroppo anche moltissime delle sue opere sono andate perse.
  3. Urbino. Lungo la sua vita però Piero della Francesca viaggiò molto lungo tutto lo stivale ma è a Urbino che, senza dubbio, la sua arte raggiunse il suo momento più d’oro e il perfetto equilibrio tra il richiamo monumentale e le regole geometriche. E’ qui che entra in contatto con Federico da Montefeltro che sarà uno dei suoi ritratti più noti. Forse è proprio per tutti questi fattori che Piero della Francesca è uno dei principali promotori della cultura di Urbino dell’epoca.
  4. Lo stile. C’è chi dice che Piero della Francesca fu il collante perfetto tra diversi stili e correnti artistiche e, in particolare tra la prospettiva di Brunelleschi, le pose plastiche del Masaccio, la rappresentazione della realtà tipica dello stile fiammingo e l’attenzione alla luce di Domenico Veneziano.

Piero della Francesca Flagellazione di Cristo

5. L’opera. La Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca è un’opera tra le più discusse. Tanti infatti sono stati i filoni interpretativi ma nessuno di questi è stato considerato “quello corretto al 100%”. La particolarità dell’opera però è più che la altro la sua suddivisione in due momenti distinti attraverso l’inserimento di una colonna divisoria.

Piero della Francesca i Duchi di Urbino

Piero della Francesca Duchi Urbino
Piero della Francesca, Public domain, via Wikimedia Commons

6. L’opera. Nell’opera i Duchi di Urbino di Piero della Francesca sono rappresentati Federico da Montefeltro e la moglie Battista Sforza. La raffigurazione è quella tipica delle monete: in primo piano e di profilo. Dietro alle due figure che catturano immediatamente lo sguardo, si vede un paesaggio di memoria nordica.

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7. Il Ritratto. Il ritratto del Montefeltro venne completato subito mentre quello della moglie è postumo.  Il successo del ritratto è tale che molti lo associano a uno dei simboli del Rinascimento in quanto è una celebrazione dell’uomo come personaggio attivo della storia. Nella rappresentazione il realismo è estremo tanto che non viene nascosto nessun dettaglio anzi, il naso aquilino marcato a causa di un incidente è bene in vista. I Duchi sembrano posti su un piano diverso rispetto al paesaggio sullo sfondo anche per via della netta differenza di colori tra il rosso dell’abito e la pelle perlata e il cielo. Lo stesso ragionamento di rappresentazione è stato fatto per la moglie del Duca: anch’essa è rappresentata di lato col proseguirsi dello sfondo di matrice fiamminga e anche lei è intenta a guardare davanti a sé, come se i due si stessero proprio guardando.

8. Pala di Brera. Il ritratto del Duca da Montefeltro non è però riproposto solamente nel dittico ma anche in altre opere tra le quali la nota Pala di Brera antecedente ai Duchi. Anche in questo caso Montefeltro è raffigurato in primo piano, inginocchiato e di profilo.

9. I Trionfi. Come abbiamo già detto i due ritratti posti in primissimo piano e di profilo richiamano la numismatica antica. Ma la loro rappresentazione non è l’unica cosa che la evoca. Oggi, se si capita agli Uffizi di Firenze, l’opera di Piero della Francesca è separata ma un tempo era unita da una cerniera. Questa unione permetteva dunque di poterla chiudere a libro ammirando anche il retro dell’opera. Sul retro infatti vengono narrate le gesta dei duchi. Sono due trionfi che, anche in questo caso vedono i due carri sui quali sono rappresentati i Duchi marciare l’uno verso l’altro. Nel il trionfo di Federico da Montefeltro il soggetto è rappresentato con la stessa armatura della Pala di Brera con alle spalle n personaggio alato che lo incorona e davanti le quattro Virtù.

Piero della Francesca opere

10. Le opere. Le opere di Piero della Francesca sono davvero molte e, come sempre, noi abbiamo provato a riassumere qui di seguito alcune delle più note.

  • Polittico della Misericordia, 1444-1465, tecnica mista su tavola, 273×330 cm, Museo Civico, Sansepolcro
  • Battesimo di Cristo, 1440-1460(datazione incerta), tempera su tavola, 167×116 cm, National Gallery, Londra
  • San Girolamo penitente, 1450, tempera su tavola, 51×38 cm, Gemäldegalerie, Berlino
  • San Girolamo e il donatore Girolamo Amadi, 1450circa, tempera su tavola, 49×42 cm, Gallerie dell’Accademia, Venezia
  • Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a san Sigismondo, 1451, affresco, 257×345 cm, Tempio Malatestiano, Rimini
  • Storie della Vera Croce, 1452-1466, affreschi, Basilica di San Francesco, Arezzo
  • Madonna del parto, 1455-1465, affresco staccato, 260×203 cm, Museo della Madonna del Parto, Monterchi
  • Resurrezione, 1450-1463, affresco, 225×200 cm, Museo Civico, Sansepolcro
  • Doppio ritratto dei Duchi di Urbino, sul verso Trionfo di Federico da Montefeltro e di Battista Sforza, 1465-1472circa, olio su tavola, 47×33 cm ciascun pannello, Uffizi, Firenze
  • Pala di Brera, 1469-1474, tecnica mista su tavola, 248×170 cm, Pinacoteca di Brera, Milano
  • Flagellazione di Cristo, 1470circa, tecnica mista su tavola, 58,4×81,5 cm, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino
  • Madonna di Senigallia, 1470-1485, olio su carta riportata su tavola, 61×53,5 cm, Galleria nazionale delle Marche, Urbino
  • Natività, 1470-1485, olio su tavola, 124×123 cm, National Gallery, Londra
  • Madonna col Bambino e quattro angeli, 1475-1482, tecnica mista su tavola, 107,8×78,4 cm, Clark Art Institute, Williamstown (Massachusetts)
  • Ritratto di bambino(Guidobaldo da Montefeltro?), (attribuzione incerta), 1483 ca., tempera su tavola, 41×27,5 cm, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza
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