Leiko Ikemura: Prima del tuono, dopo il buio a cura di Frank Boehm

In copertina: Leiko Ikemura, After Dark (dettaglio), 2014-17, tempera e olio su juta, 290 x 190 cm

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BUILDING la mostra Leiko Ikemura. Prima del tuono, dopo il buio, prima importante rassegna personale in Italia dell’artista giapponese naturalizzata svizzera Leiko Ikemura, a cura di Frank Boehm, in corso fino al 23 dicembre 2021.

L’universo espressivo di Leiko Ikemura spazia dal disegno all’acquerello, dalla pittura alla fotografia, fino alla scultura, realizzata in terracotta, bronzo e, più recentemente, in vetro. Nei suoi lavori – all’inizio prevalentemente figurativi, poi sempre più tendenti verso l’astratto – l’artista si concentra sulla figura umana e sulla sua posizione all’interno del cosmo. Le figure femminili, tipiche della sua produzione, sono per lo più mostrate libere da qualsiasi ambiente spaziale, contestualizzate all’interno di paesaggi eterei, più emotivi che fisici. Queste figurazioni sono le protagoniste di una pittura senza tempo, espressione di una personale rappresentazione della condizione esistenziale contemporanea. Osservarle è un’esperienza intima, che trasmette un crescente desiderio inappagato di completezza.

Il catalogo

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Il volume che accompagna la mostra, in edizione bilingue (italiano-inglese), rappresenta il primo importante punto di riferimento in lingua italiana sul lavoro di Ikemura e raccoglie una inedita conversazione tra Leiko Ikemura e Frank Boehm tenutasi nello studio dell’artista a Berlino durante la preparazione del progetto espositivo. Il dialogo ripercorre il percorso artistico di Ikemura, dagli esordi in Giappone al trasferimento in Europa a ventun anni, gli studi in Spagna, il soggiorno in Svizzera e l’arrivo in Germania; le relazioni con artisti e galleristi, i riferimenti alla storia dell’arte, l’importanza dell’insegnamento, le grandi mostre che si sono susseguite, ma anche la relazione con l’Italia e la grande arte italiana, l’approccio alle diverse tecniche come il disegno, la pittura e la scultura con un focus sulle peculiarità dell’uso del vetro.

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Il catalogo include anche un saggio di Alessandro Rabottini, critico d’arte e curatore, sul senso del paesaggio nelle opere di Leiko Ikemura. Un paesaggio interiorizzato, che assorbe la figura umana e stabilisce con essa un rapporto osmotico, suscettibile di metamorfosi. Scrive: “I paesaggi che l’artista ci offre non sono soltanto luoghi di metamorfosi continue ma, anche e soprattutto, spazi di impermanenza, spazi che manifestano non soltanto l’instabilità della presenza umana ma anche delle tracce che l’uomo porta con sé”.

Infine, il saggio di Quinn Latimer, critica d’arte e curatrice, approfondisce l’altro soggetto fondamentale nella ricerca di Leiko Ikemura: la figura femminile, anch’essa soggetta a una sottile e continua mutazione verso altri corpi, animali e vegetali, del tutto ibrida. Scrive: “Le sue figure sono l’incarnazione di una dimostrazione fluida ma turbolenta dell’intreccio del corpo con altri corpi e con le loro forze, affetti, disastri e amori, una mescolanza al tempo stesso materiale e politica, emotiva e assolutamente ecologica”.

La mostra

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La mostra a BUILDING offre un’ampia panoramica sulla ricerca dell’artista riunendo una selezione di 50 opere realizzate dagli anni ’80 ad oggi. Il progetto espositivo, che si sviluppa su quattro piani, presenta alcune significative produzioni storiche accanto a lavori più recenti. Tra questi, una scultura in vetro, realizzata in collaborazione con Berengo Studio, Venezia. La rassegna è realizzata con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano e il supporto dell’Associazione Culturale Giappone in Italia.

Al piano terra lo spettatore viene accolto da Before Thunder (2014-17) e After Dark (2014-17), due dipinti di grandi dimensioni dai quali viene ripreso il titolo della mostra, volto a suggerire quella condizione di trasformazione e costante divenire spesso presente nell’opera dell’artista. Nel silenzio di un’atmosfera livida e rarefatta, i contorni sfocati delle figure in primo piano sembrano fondersi con il paesaggio circostante, irradiando una spiritualità soffusa. Accanto a questi, troviamo l’imponente disegno a pastello Ohne Titel, realizzato nel 1983 in occasione del soggiorno a Norimberga, dove trascorre un anno come artista in residenza. Quest’opera, altamente esemplificativa del primo periodo della produzione artistica di Ikemura, viene eccezionalmente esposta a BUILDING per la prima volta dopo trent’anni. Il tema ricorrente della figura femminile sdraiata, ampiamente indagato dall’artista attraverso diversi media, è qui espresso in forma scultorea dalle bronzee Sleeping Figure in Red (1997/2012) e Lying in Yellow Dress (1997/2008) che, nella loro solitudine raccolta, comunicano tutta la complessità e la fragilità interiore dell’universo femminile.

Il primo piano ospita una composizione corale di bronzi e terrecotte, disposti sullo sfondo di una cornice scenica dai toni rosa pastello. Lo sguardo dello spettatore si apre così verso un mondo complesso di creature ibride, grottesche, dalle sembianze inedite ma incredibilmente famigliari, ispirate tanto all’universo mitologico giapponese, quanto alle figure fantastiche che adornano le antiche chiese e cattedrali cristiane. L’artista si avvicina alla scultura alla fine degli anni ’80, lavorando per la prima volta l’argilla nel 1987. La superficie irregolare delle sue creazioni biomorfe incarna il gesto modellante dell’artista, che plasma la materia informe in una sintesi inedita ed eterogenea, dove la memoria si mescola al sogno e all’immaginazione.

Il percorso espositivo continua al secondo piano con una serie di disegni su carta, ispirati ai suoi viaggi in Messico. Il linguaggio visivo dell’artista si esprime in maniera più diretta e immediata nel tratto spesso e morbido del carboncino, che si sviluppa in linee nervose per poi condensarsi in macchie fosche e fumose, da cui emergono apparizioni spettrali e visioni impalpabili di un mondo misterioso e altro.

Appartenenti alla produzione più recente, le tele disposte al terzo piano offrono un punto di vista privilegiato sugli aspetti più astratti del lavoro di Ikemura. In opere quali A Bit of Blue(2019), CRN Act (2020) e Moon Shine (2020) la narrazione lascia spazio a un linguaggio che privilegia l’intensità cromatica e un lirismo pacato, come la luce tenue delle sue atmosfere cosmiche.

Di particolare rilievo all’interno del progetto espositivo è la presenza di una scultura in vetro, creata appositamente per la mostra. Una produzione unica nel suo genere, che nasce dalla collaborazione tra BUILDING e la vetreria artistica Berengo Studio di Venezia, avviata in occasione del ciclo Dalla sabbia, opere in vetro che ha caratterizzato la stagione espositiva 2020 di BUILDINGBOX.

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