Home Arte Questioning Pictures: Stefano Graziani all’Osservatorio Prada

Questioning Pictures: Stefano Graziani all’Osservatorio Prada

CONDIVIDI
Stefano Graziani osservatorio Prada
Veduta della mostra. Foto- Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti. Courtesy Fondazione Prada

Dal 9 Novembre al 26 febbraio Milano ospita Questioning Pictures, il nuovo progetto espositivo di Stefano Graziani per l’Osservatorio Fondazione Prada in Galleria Vittorio Emanuele II. Una mostra che include un nuovo corpus di opere commissionate dalla Fondazione che esplorano la fotografia come strumento di narrazione, catalogazione e reinterpretazione.

Questionino Pictures: Stefano Graziani. Il rapporto ambivalente tra fotografia ed oggetto mussale, tra documentazione ed interpretazione

Stefano Graziani indaga i sistemi di archiviazione e conservazione di musei come il Canadian Centre for Architecture (CCA) di Montreal, il Sir John Soane’s Museum di Londra, il Kunstmuseum Basel, il Museum Insel Hombroich di Neuss, il Museo di Castelvecchio a Verona e la gipsoteca del Museo Canova di Possagno, concentrandosi sul rapporto ambivalente tra fotografia e oggetto museale.

Il fotografo si muove su un territorio ambiguo: da una parte svolge un lavoro di documentazione di materiali diversi come disegni e modelli architettonici, libri, fotografie e dipinti, dall’altra intraprende un percorso di interpretazione attraverso un uso attento delle luci e degli angoli di ripresa e l’inclusione nei suoi scatti di elementi di disturbo. Le sue fotografie non solo rivelano raccolte museali e archivi a cui solitamente il pubblico non ha accesso, ma li riattivano secondo logiche e prospettive del tutto soggettive.

Stefano Graziani osservatorio Prada
Veduta della mostra. Foto- Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti. Courtesy Fondazione Prada

Un allestimento, concepito come un sistema di paraventi colorati e modulabili, disposti sui due livelli dell’Osservatorio, che crea degli accostamenti visivi e semantici inaspettati tra le fotografie e tra gli oggetti rappresentati.

Il modello di un edificio di Aldo Rossi è collegato a un disegno di Gordon Matta-Clark, un album fotografico di fine Ottocento su Pompei è accostato a un plastico del Pantheon in mostra al Sir John Soane’s Museum di Londra, un gesso di Antonio Canova conservato a Possagno dialoga con le Tre Grazie di Lucas Cranach esposte al Kunstmuseum Basel e ancora una maquette di un progetto utopico di Cedric Price è associata a un prototipo di tavolo disegnato da Mies van der Rohe. Ciò che unisce questo insieme eterogeneo di oggetti e opere d’arte è il pensiero di Graziani, la cui visione li trasforma in nature morte, disorientanti e inattese.

Leggi anche: Fondazione Prada: il nuovo site-specific del collettivo Gelitin