Tabula Picta. Dipinti tra Tardogotico e Rinascimento a Milano

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La Galleria Salamon di Milano ospita, dal 23 novembre al 1 febbraio, la mostra Tabula Picta. Dipinti tra Tardogotico e Rinascimento. Un progetto espositivo dedicato ai fondi oro,  che riunisce insieme 15 dipinti su tavola, tutti databili tra l’ultimo quarto del Trecento e l’inizio del Cinquecento.

All’interno di Palazzo Cicogna, sede della mostra, un percorso articolato lungo la penisola italiana che parte dal Lazio e dalle Marche, e attraversando la Toscana, approda nel nord est senza tralasciare la Lombardia.

Tabula Picta. Dipinti tra Tardogotico e Rinascimento: un importante confronto fra civiltà, che percorrere per intero l’Italia del Quattrocento

Le tavole documentano un’Italia di territori, in cui tutti gli artisti cercano di parlare una stessa lingua pur con inflessioni e sostrati originali e diversi. Ne risulta un importante confronto fra civiltà, che percorrere l’intero Quattrocento: un’epoca che, come sosteneva Roberto Longhi, non vede l’irradiazione di una temperie formale da un centro verso tante periferie come accade ad esempio in Francia nello stesso periodo, quanto piuttosto la simultanea espressione di lingue differenti.

Ciascuna delle 15 tavole rappresenta un capitolo centrale della storia dell’arte nell’Italia del ‘400. Tra i Maestri presenti, il fiorentino Niccolò di Pietro Gerini, formatosi alla bottega dell’Orcagna e riferimento, a partire dagli anni ’70 del ‘300, della grande committenza fiorentina. Testimone della maggiore bottega attiva a Roma nella seconda metà del secolo fu invece Antoniazzo Romano, presente in mostra con un capolavoro della fase tarda della sua folgorante carriera. Allievo tra i più dotati del Ghirlandaio, il cosiddetto Maestro dell’Epifania di Fiesole è eccezionalmente presente con dipinto espressione di un linguaggio autonomo, che coglie con straordinaria capacità i dettami del suo maestro insieme al nuovo portato da Botticelli e Jacopo del Sellaio. Allievo, verosimilmente, del Perugino è il Maestro della Lamentazione di Scandicci, qui presente con un capolavoro che si evidenzia per la finezza del brano paesistico.

Elemento centrale che connota le opere selezionate per la mostra Tabula Picta è la certezza dell’autografia: le attribuzioni, precise e inappuntabili, nascono dalle ricerche e dal contributo degli esperti di riferimento per ciascun ambito culturale e spesso dal rilievo delle pubblicazioni in cui le opere sono state inserite.

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