Perugino: 10 cose che non sai su di lui e sulle sue opere

Foto copertina Sposalizio della Vergine, Pietro Perugino, Public domain, via Wikimedia Commons

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Pietro di Cristoforo Vannucci, più noto con il suo nome d’arte il Perugino, fu un pittore tra i massimi esponenti dell’umanesimo nonché della pittura dell’Umbria della seconda metà del quattrocento. Originario della Città della Pieve si avvicinò all’arte frequentando la bottega del Verrocchio e di Piero della Francesca a Firenze, insieme ad altri suoi noti colleghi come il Botticelli e Leonardo da Vinci.

Perugino pittore

  1. Le prime opere. Delle prime opere de il Perugino sappiamo poco e nulla, anzi si tratta più che altro di attribuzioni che sono state fatte in seguito a confronti stilistici e fu così fino agli anni ’70 del quattrocento. Se delle sue prime opere oggi ne sappiamo molto poco, moltissime altre sono visibili nei musei di tutto il mondo e sono molto apprezzate e più avanti vedremo alcune curiosità su due opere molto note.
  2. L’approvazione contemporanea. Seppur le prime opere del Perugino siano andate perdute, quello che sappiamo con certezza è che ottennero sin da subito una grande approvazione dai maestri e critici dell’epoca, cosa che non possono certo dire tutti i pittori. Oggi infatti abbiamo documenti che già alla fine del quattrocento lo definivano un “famosissimo pittore in tutta Italia”. Solo pochi anni dopo Ludovico il Moro esaltò le “figure dall’aria angelica” realizzate dal Perugino, in particolare nei suoi affreschi e, infine, Agostino Chigi nel 1500 lo definì “il miglior maestro d’Italia”.
  3. Lo stile. Le figure de il Perugino sono facilmente riconoscibili perché sono soggetti dai tratti dolci e aggraziati e che cercano di trasmettere all’osservatore diversi sentimenti fino ad arrivare a emozionarlo. I personaggi del Perugino pittore infatti sono stati più volte associati alle forme angeliche, anche grazie ai colori pacati e a una rimodulazione del chiaroscuro tanto da ottenere una sensazione generale di serenità.
  4. Perugino e Raffaello. Dopo aver lavorato in giro per tutto lo Stivale, il Perugino si concentra nella sua bottega dove fa la conoscenza di tantissimi altri suoi colleghi, a partire da Raffaello Sanzio. Con lui si crea sin da subito un rapporto speciale. I due infatti si influenzarono a vicenda: il Perugino fu punto di partenza di un giovane Raffaello che si ispirò alle sue opere più volte, come nel caso dello Sposalizio della Vergine; mentre Raffaello fece ringiovanire il Perugino e con lui il suo stile e la sua arte. Nell’ultimo periodo artistico e di vita del Perugino però il successo di Raffaello, che tante volte si ispirò a lui, lo mise in ombra.

Sposalizio della Vergine del Perugino

sposalizio della vergine perugino
Sposalizio della Vergine, Pietro Perugino, Public domain, via Wikimedia Commons

5. L’opera. Realizzata tra il 1501 e il 1504 lo Sposalizio della Vergine del Perugino appare subito richiamare la Consegna delle chiavi affrescata anni prima nella Cappella Sistina. A richiamarlo è innanzitutto l’edificio situato alle spalle dei soggetti, la pavimentazione geometrica con la relativa prospettiva e lo sfondo naturale con le montagne. Proprio l’edificio, che rappresenta il Tempio di Gerusalemme, è molto particolare in quanto richiama l’ideale classico basandosi solamente sugli scritti di Leon Battista Alberti.

6. Il significato. Nello Sposalizio della Vergine sono presenti San Giuseppe, sulla sinistra e vestito di giallo e la Vergine Maria sulla destra. Secondo la storia pare che Maria, appena uscì dal periodo monacale, venne promessa in sposa. Tutti si presentarono con ramoscelli ma solo quello di Giuseppe fu il prescelto grazie a un segno divino che lo fece fiorire.

7. La versione di Raffaello Sanzio. Situata nella Pinacoteca di Brera di Milano si trova una copia dello Sposalizio della Vergine, realizzata però da un giovanissimo Raffaello Sanzio. L’opera fu una delle prime a diventare famose dell’artista ed è un chiaro omaggio al Perugino col quale condivise molto a livello personale e artistico. Allo stesso tempo però già da qui si mostra un superamento del maestro e dei suoi modelli che sembrano già come invecchiati.

Consegna delle chiavi Perugino

perugino consegna delle chiavi
La consegna delle chiavi Pietro Perugino, Public domain, via Wikimedia Commons

8. L’opera. La scena della Consegna delle chiavi del Perugino venne inserita nella Cappella Sistina e realizzata tra il 1481 e il 1482. Il momento raffigurato è quando Cristo, posto in primo piano, consegna le chiavi dorate e argentate del Paradiso a San Pietro che qui vediamo inginocchiato. Tutte le figure sono ordinate e situate su un piano specifico facendo così percepire un’organizzazione molto razionale, talmente tanto che rende quasi impercettibile il rendersi conto che vi sono delle piccole imprecisioni di proporzioni tra le varie figure.

9. L’autoritratto. Tra le tante figure presenti vi è, oltre a Giuda, anche lo stesso Perugino. L’artista è posto sul lato destro dell’opera, vestito di nero e intento a fissare lo sguardo dello stesso spettatore.

Opere Perugino

10. Due delle opere più famose del Perugino le abbiamo già viste e un po’ analizzate. Ora vi lasciamo una selezione delle opere del Perugino più belle.

  • Adorazione dei Magi, 1472 o 1476 circa, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
  • Natività della Vergine, 1472 circa, tavola, Liverpool, Walker Art Gallery
  • Consegna delle chiavi, 1481-1482, Città del Vaticano, Palazzi Vaticani, Cappella Sistina
  • Viaggio di Mosè in Egitto e circoncisione del figlio Eliezer, 1482 circa, insieme a Pinturicchio, Città del Vaticano, Cappella Sistina
  • Orazione nell’orto, 1483-1495 circa, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Crocifissione, 1483-1495circa, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Pietà, 1483-1495, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Madonna col Bambino, 1490, Napoli, Museo di Capodimonte
  • Apollo e Dafni, 1490-1492circa, Parigi, Musée du Louvre
  • Tondo della Vergine col Bambino tra due sante e due angeli (attr.), 1490-1492 Parigi, Musée du Louvre
  • Polittico Albani Torlonia, 1491, Roma, Collezione Torlonia
  • Madonna col Bambino in trono tra i santi Giovanni Battista e Sebastiano, 1493, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Madonna col Bambino tra santa Caterina d’Alessandria e una santa, 1493, Vienna, Kunsthistorisches Museum
  • Apparizione della Vergine a san Bernardo, 1493, Monaco, Alte Pinakothek
  • San Sebastiano, 1493-1494, San Pietroburgo, Ermitage
  • Madonna del Sacco, 1495-1500, Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina
  • Madonna della Confraternita della Consolazione, 1496-1498, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
  • Polittico di San Pietro, 1496-1500
  • Autoritratto, 1500 circa, Perugia, Collegio del Cambio
  • Fortezza e Temperanza con sei eroi dell’antichità, 1497, Perugia, Collegio del Cambio
  • Prudenza e Giustizia sopra sei savi antichi, 1497, Perugia, Collegio del Cambio
  • Polittico della Certosa di Pavia, 1499circa, Londra, National Gallery, Certosa di Pavia
  • Madonna col Bambino, 1501, Washington, National Gallery of Art
  • Gonfalone della Giustizia, 1501, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
  • Sposalizio della Vergine, 1501-1504, Caen, Musée des Beaux-Arts
  • Pala Chigi(Crocifissione), 1506-1507, Siena, chiesa di Sant’Agostino
  • Natività di Cristo, 1506-1510, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
  • Pietà tra i santi Giovanni Evangelista e Maddalena, 1522 Spello, chiesa di Santa Maria Maggiore
  • Madonna col Bambino in trono di Fontignano, 1522, Fontignano, oratorio dell’Annunziata
  • Madonna di Loreto, 1507, Londra, National Gallery

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