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Pillola per abortire cos’è e come funziona: tutto quello che c’è da sapere

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Photo by 🇨🇭 Claudio Schwarz | @purzlbaum on Unsplash
   

Quello dell’interruzione di gravidanza è un tema abbastanza scottante. Nonostante al giorno d’oggi si abbia accesso a una gran quantità di informazioni, questo sembra essere ancora un argomento tabù e su cui si fa ancora tanta confusione. Non esiste una solo metodo d’interruzione di gravidanza ma quello di cui ancora si fa fatica a comprendere il funzionamento è la pillola per abortire.

Oltre alla classica procedura medica, effettuata da uno specialista in una struttura sanitaria, da qualche anno esiste anche una pillola abortiva che interrompe la gravidanza in maniera meno invasiva. Ma se pensate che assumere una pillola per abortire sia come prendere un’aspirina vi sbagliate di grosso. Anche l’assunzione di questa pillola abortiva prevede rischi e controindicazioni.

Vediamo quindi nel dettaglio cos’è questa pillola abortiva di cui si sente tanto parlare, come funziona e quali sono i pro e i contro di questo medicinale.

Pillola per abortire cos’è e come funziona

Al giorno d’oggi ancora troppe persone confondono la pillola del giorno dopo con la pillola abortiva, ma tra le due c’è una differenza sostanziale. Mentre la prima previene l’insorgere di una gravidanza, la seconda agisce su di una gravidanza già in atto. Nello specifico, la pillola per abortire (detta anche RU-486) è un farmaco a base di corticosteroidi, sostanze in grado di indurre un aborto chimico. Questo farmaco, attivo in Italia solo dal 10 dicembre del 2009, può essere somministrate entro e non oltre il 49 giorno di gravidanza.

La pillola abortiva, già largamente utilizzata nel resto d’Europa, ha creato non poche polemiche nel nostro Paese dove l’opinione pubblica si è spaccata. Tra convinzioni religiose imposte dalla Chiesa e questioni etiche e morali, in tanti ancora contrastano l’utilizzo di questo farmaco. In teoria, ogni donna può accedere a questa pillola, dietro prescrizione medica, ovviamente; eppure non tutti i medici sono disposti a prescrivere questo farmaco. Ma lasciamo un attimo i problemi di carattere etico e vediamo nello specifico cosa fa questa pillola.

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La pillola abortiva deve essere assunta dalla paziente non oltre la settima settimana di gestazione e in ospedale, sotto sorveglia del medico. Anche un aborto farmacologico può avere delle complicazioni ed è indispensabile la presenza di una specialista che controlli la salute della donna. Ciò che questo farmaco fa è contrastare l’effetto del progesterone, un ormone indispensabile alla donna per il mantenimento della gravidanza.

In sostanza, la pillola abortiva blocca l’azione del progesterone che quindi impedisce lo sviluppo dell’embrione. Lentamente, il farmaco favorisce il distacco della mucosa uterina che viene poi eliminata dall’organismo. Questo avviene sotto forma di mestruazione.

Pillola per abortire: cosa succede dopo. Effetti collaterali

Il procedimento che vi abbiamo descritto, sulla carta, potrebbe sembrare abbastanza semplice e lineare ma dovete sapere che questa procedura non è priva di rischi o effetti collaterali.

Le perdite ematiche causate dal farmaco non sono delle classiche mestruazioni. Possono infatti durare dai 14 ai 17 giorni e sono accompagnate da dolori e crampi, nausea, debolezza, mal di testa e a volte anche vertigini. In alcuni casi eccezionali, le perdite possono durare anche 70 giorni. E’ ovvio quindi che, delle perdite di sangue così prolungate, possano causare gravi danni all’organismo femminile.

Dopo un primo controllo ginecologico a dieci giorni dall’assunzione della pillola, è bene quindi che un medico segua tutte le fasi dell’aborto e che monitori la situazione. A volte, molte donne, per alleviare i dolori delle mestruazioni causate dalla pillola abortiva, fanno abuso di antidolorifici che, in alcuni casi, possono mascherare sintomi più gravi. E’ bene quindi tenere sempre tutto sotto controllo e farsi assistere dai familiari o amici.

Utilizzare una pillola per abortire può essere fisicamente meno traumatico ma non bisogna sottovalutare l’aspetto psicologico della procedura. Non è raro, infatti, che molte donne possano cadere vittime di ansia e depressione. La vicinanza delle persone care, in momenti come questo, è fondamentale. Nessun sintomo, fisico o psicologico, deve essere tralasciato.

Non prendete quindi scelte avventate, fate le vostre ricerche e soprattutto, consultate il vostro medico di fiducia. Lui potrà rispondere a tutte le vostre domande e potrà consigliarvi la strada migliore da percorrere.