Jenny Saville, antico e contemporaneo si incontrano a Firenze

In copertina: Jenny Saville, Rosetta II 2005-06 © Jenny Saville. Collezione privata. Courtesy Gagosian

Pubblicità
- pubblicità -

Fino al 20 febbraio 2022 Firenze ospita una mostra diffusa dedicata a Jenny Saville. Un’esposizione corale tra Palazzo Vecchio, museo Novecento, museo dell’Opera del Duomo, museo degli Innocenti e museo di Casa Buonarroti. Il progetto espositivo è ideato e curato da Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento, in collaborazione con gli musei coinvolti.

- Pubblicità -

La mostra, promossa dal Comune di Firenze, organizzata da MUS.E e sostenuta da Gagosian, rappresenta un incontro unico tra antico e contemporaneo e invita il pubblico a scoprire l’opera dell’artista britannica attraverso dipinti e disegni degli anni ’90 e lavori realizzati appositamente per la mostra.

Jenny Saville mostra firenze
Jenny Saville, Gestation, 2017 © Jenny Saville. Photo Lucy Dawkins. Collezione privata Parigi. Courtesy l’artista & Gagosian

Young British Artist

Quotata e riconosciuta pittrice di fama internazionale, la Saville è esponente degli Young British Artist. Un movimento artistico nato alla fine degli anni 80 da un gruppo di visual artist, diplomati presso il Goldsmiths College di Londra, che iniziarono ad esporre insieme in fabbriche e magazzini.

Esponenti principali Damien Hirst e Tracey Emin, che condividevano con gli altri artisti l’uso di materiali di recupero, tattiche creative shock e uno stile di vita sregolato. Con il supporto di importanti galleristi e collezionisti come Charles Saatchi, il gruppo ha dominato la scena artistica inglese per tutti gli anni 90, grazie sopratutto ad uno spudorato anticonformismo che sapeva però, all’occorrenza, strizzare l’occhio al mercato.

Jenny Saville e Michelangelo. La centralità del corpo e il ruolo della pittura

Jenny Saville mostra firenze
Jenny Saville, Fulcrum, 1999 © Jenny Saville. Collezione privata. Courtesy l’artista & Gagosian
- Pubblicità -

La Saville trascende i limiti tra figurativo e astratto, tra informale e gestuale, riuscendo a trasfigurare la cronaca in un’immagine universale. Al centro del suo lavoro c’è la figura, sia essa un corpo o un volto. Una figura che rappresenta le forze che agiscono dentro e contro di noi. Jenny Saville va oltre il postmoderno scegliendo di dialogare con la grande tradizione pittorica europea. Un confronto costante tra il modernismo di Willem de Kooning e Cy Twombly e la ritrattistica di Pablo Picasso e Francis Bacon.

In questo senso il percorso di mostra delinea la forte correlazione tra Jenny Saville e i maestri del Rinascimento italiano, in particolare con alcuni grandi capolavori di Michelangelo. La misura monumentale dei dipinti, tratto distintivo del linguaggio figurativo dell’artista, così come la sua ricerca incentrata sul corpo, sulla carne, e su soggetti femminili nudi (mutilati o schiacciati dal peso e dall’esistenza) sono rimandi al grande Maestro del Rinascimento.

Jenny Saville mostra firenze
Jenny Saville, Aleppo, 2017-18 © Jenny Saville. Photo Lucy Dawkins. National Galleries of Scotland. Collezione dell’artista. Courtesy Gagosian

Considerata erede della cosiddetta Scuola di Londra, Saville è convinta, come Bacon, Freud o Andrews, che le potenzialità della pittura siano ancora da esplorare superando la distinzione tra astratto e figurativo, così come quelle tra espressionismo e informale. Sempre alla ricerca della verità in pittura per mettere a nudo l’immanenza espressiva del corpo, l’artista lavora sul modello in studio e sulla fotografia. Per costruire le sue immagini, raccoglie fotografie e ritagli da giornali e cataloghi, mescolando storia dell’arte e archeologia, immagini scientifiche e di cronaca, senza creare gerarchie o distinguo tra bellezza e abiezione, brutalità e venustà, tenerezza e crudeltà.

Leggi anche: GIACOMO BALLA, BAMBINA X BALCONE. LA MOSTRA A MILANO

- Pubblicità -
Pubblicità