Notte Stellata, storia e curiosità del capolavoro di Van Gogh

In copetina: Vincent Van Gogh, Notte Stellata, 1889. Museum of Modern Art, New York. (dettaglio) Fonte Immagine: Wikimedia Commons

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La Notte Stellata è una delle opere più note di Vincent Van Gogh. Capolavoro della storia dell’arte De sterrennacht, questo il nome originale in olandese, con la sua straordinaria forza espressiva rappresenta al meglio il complesso mondo interiore di Van Gogh.

Conservata al MoMa di New York e ammirata ogni giorno da centinaia di migliaia di visitatori, l’opera è riprodotta e conosciuta in tutto il mondo. Ma cosa si cela dietro il dipinto del tormentato artista?

Notte Stellata Van Gogh Curiosità
Vincent Van Gogh, Notte Stellata, 1889. Museum of Modern Art, New York. Fonte Immagine: Wikimedia Commons

Storia ed analisi della Notte Stellata

Dopo una serie di episodi di violenza, tra i quali la ben nota automutilazione dell’orecchio, nel 1889 Vincent Van Gogh accetta di farsi ricoverare in una clinica per alienati mentali a Saint-Rémy de Provence. Nonostante le precarie condizioni mentali, questo periodo è uno tra i più prolifici dell’arista. Qui realizza una notevole mole di dipinti nei quali Van Gogh si affranca definitivamente dalla lezione impressionista per maturare il suo inconfondibile stile. Traendo ispirazione dalla sua alienazione, rielabora la realtà che lo circonda, riproducendola in quadri che concedono ampio spazio all’immaginazione.

Tra le opere di Saint-Rémy spicca La Notte Stellata, un paesaggio collinare illuminato dalla tenue luce delle stelle, poco prima dell’alba del 18 giugno 1889. Un lavoro nel quale Van Gogh cerca un contatto diretto con la realtà, dipingendo la vista dalla finestra della sua stanza nel manicomio. Una veduta notturna non fedele alla realtà, ma manipolata ed interiorizzata, per trasformare un’innocuo paesaggio collinare in una potente visione onirica. Una forma di espressione della realtà, piuttosto che la realtà stessa, dove si celano, e si svelano, le paure, le emozioni e l’anima dell’artista olandese.

«Le colline azzurre nella notte, trattate con linee ondulate e parallele, non hanno più il rassicurante aspetto di rilievi pettinati dal vento, indorati e scaldati dal sole (come in Renoir), ma sembrano minacciose acque dilavanti, di cui le curve degli ulivi sono le frange più avanzate e ribollenti» – Giorgio Cricco, Francesco di Teodoro 

L’immagine ha una forza straordinaria. A sinistra si staglia un cipresso che unisce la terra e cielo, quasi un simbolo del rapporto tra vita e morte. Al centro un paesino, forse Saint-Rémy, che si perde nel buio della vallata. Sulla destra una distesa di ulivi, mentre lo sfondo è disegnato dal profilo delle Alpilles (catena montuosa del sud della Francia). Da un lato, quindi, un’immagine di quiete e serenità con il il villaggio avvolto nel buio e nel sonno, dall’altro invece la forza lo sconvolgimento della natura che vortica attorno ai caseggiati.

Il fulcro dell’azione infatti è nel cielo, dove esplode l’inquietudine dell’artista. Con la luce della luna che rischiara il paesaggio e Venere, la stella del mattino. Ma quello che cattura l’attenzione sono le stelle, che ruotano su se stesse cambiando vorticosamente direzione. Qui Van Gogh interviene con pennellate precise e circolari che  restituiscono “ordine” a questo turbinio, rendendo alla perfezione la caratteristica pulsazione della luce stellare. L’armonia è data anche dai colori con i blu del cielo e i gialli delle stelle che si amalgamo e si fondono in queste onde che attraversano la tela.

Nonostante questa aprente armonia però, la Notte Stellata di Van Gogh racchiude al suo interno una visione tutt’altro che idilliaca. Il pittore infatti riflette sul mistero dell’universo e sopratutto sulla sua vita solitaria e drammatica, smarrita e allucinata. Non a caso ricorre a un segno pittorico materico, agitato e quasi aggressivo. In questa tela i tormenti del pittore olandese trovano una delle più espressive rappresentazioni, con il contratto tra il suo mondo interiore (rappresentato dal cielo e dalle vorticose stelle) e il mondo naturale (placido e addormento nelle ore prima dell’alba).

Notte Stellata Van Gogh Curiosità
Vincent van Gogh, Notte stellata, Saint-Rémy, giugno 1889; penna e inchiostro. Museo Shchusev, Mosca.
Fonte Immagine: Wikimedia Commons

Curiosità sulla Notte Stellata di Van Gogh

  • Il paesaggio. Come detto, la veduta notturna della Notte Stellata raffigura la vista dalla finestra della stanza che Van Gogh occupava al manicomio di Saint-Rémy de Provence. In realtà però l’artista non riprodusse fedelmente il paesaggio circostante tralasciando alcuni dettagli, come le sbarre alla sua finestra, e inserendone altri. Il paesino, ad esempio, sembrerebbe essere più una reminiscenza dei villaggi olandesi della sua infanzia. Ipotesi sostenuta dalle ricerche di alcuni storici che dimostrano l’impossibilità per Van Gogh di vedere Saint-Rémy dalla sua finestra.
  • Tra maggio e giugno del 1889. Nonostante una lettera, scritta da Van Gogh al fratello Théo, attesti che l’opera rappresenti l’alba del 19 giugno 1889, la critica sembra non avallare questa ipotesi. L’artista olandese, infatti, farebbe rifermento alla Notte Stellata anche in una lettera risalente al maggio 1889 e a due nel mese di giugno. Inoltre, la posizione degli astri sembrerebbe avvalorare questa ipotesi. Venere infatti raggiunge il massimo splendore tra la fine di maggio e l’inizio di giungo. Anche la Luna, raffigurata al suo terzo quarto, rimanda più alla fine di maggio, così come l’allineamento delle stelle. La data esatta andrebbe quindi ricercata tra il 23 maggio e il 19 giugno 1889.

Terrazza
Vincent Van Gogh, errazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles, 1888. Museo Kröller-Müller, Otterrò. Fonte Immagine: Wikimedia Commons

  • Una sola notte stellata? Come per i Girasoli, anche per la Notte Stellata non si può parlare di una sola opera. Esistono altri due lavori del pittore olandese che raffigurano un cielo stellato,  sebbene siano meno intensi. Nel 1888 infatti Van Gogh realizza Notte stellata sul Rodano (oggi al Musée d’Orsay, Parigi) e Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles (al Museo Kröller-Müller, Otterlo)Entrambi i dipinti raffigurato dei paesaggi, uno in città e due uno in riva al fiume, con cieli stellati. Sebbene siano meno famosi, si tratta comunque di due opere di eccezionale maestria tecnica, che hanno sicuramente influenzato la ricerca di Van Gogh.
  • L’opera non piaceva a Van Gogh. Van Gogh, forse perché rimandavano ad un periodo infelice della sua vita, non amava i lavori realizzati durante la sua permanenza a Saint-Remy. Tra questi anche la Notte Stellata. In una lettera inviata al fratello Théo, infatti, afferma che gli unici dipinti che considerava validi erano Il campo di grano, La montagna, Il frutteto, Gli ulivi con le colline blu, Il ritratto e L’ingresso alla cava. “Il resto non mi dice nulla” scrive lapidariamente.

Notte Stellata Rodano Curiosità
Vincent Van Gogh, Notte stellata sul Rodano, 1888. Musée d’Orsay, Parigi. Fonte Immagine: Wikimedia Commons

  • Dalla Provenza a New York. La storia tormentata della tela non finisce dopo la sua realizzazione. Van Gogh, infatti, a settembre del 1889 spedisce la Notte stellata al fratello Théo a Parigi, insieme ad altri nove dipinti. Vincent morirà suicida un anno dopo e il fratello nel gennaio 1891. La tela passa allora sotto la custodia della vedova di Théo e nel 1900 l’opera entra prima nelle collezioni del poeta Julien Leclerc e poi nelle proprietà di Émile Schuffenecker, vecchio amico di Gauguin. Jo, moglie di Théo, ricompra il dipinto nel 1906 per venderlo alla galleria Oldenzeel. Nello stesso anno l’opera è acquistata da una donna di Rotterdam, per poi arrivare nel 1938 nelle collezioni del gallerista francese Paul Rosenberg. Nel 1941, infine la Notte stellata trova la sua collocazione definitiva con l’acquisto da parte del Museum of Modern Art, di New York, dove si trova tuttora.
  • La Galassia M51. Infine, nel 2015 un gruppo di scienziati ha ipotizzato che la grande spirale al centro del quadro potesse in realtà rappresenterebbe la galassia M51. Identificata, secondo questi scienziati, per la prima volta nel 1773 dall’astronomo Charles Messier, la galassia fu poi disegnata da William Parsons, conte di Rosse, appassionato di astronomia. I suoi disegni ebbero un grandissimo successo e finirono in un libro che Van Gogh potrebbe poi aver consultato per realizzare la Notte Stellata.

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