Van Gogh: 10 cose che non sai sull’artista e le sue opere

Foto copertina Vincent van Gogh, Public domain, via Wikimedia Commons

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Vincent Willem Van Gogh è uno dei pittori olandesi sicuramente più famosi di sempre. Vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, Van Gogh realizzò quasi novecento dipinti, senza contare i disegni, gli schizzi e appunti.

Figlio di un pastore non poté seguire subito la sua vocazione artistica, tanto che divenne un pittore vero e proprio solo all’età di ventisette anni, anche se non vi è dubbio che alcuni dei suoi dipinti più famosi li realizzò negli ultimi anni di vita. Anni non certamente semplici per Vincent Van Gogh che trascorse in Francia tra Arles e Saint Remy.

Il tracollo di un personaggio già decisamente instabile cominciò in seguito a una lite col caro amico e collega Paul Gauguin che finì con Van Gogh che si mutilò un orecchio. Era la fine di ottobre del 1888 e, neanche due anni dopo, il pittore che divenne poi famoso in tutto il mondo si sparò un colpo di pistola in testa che pose fine alla sua vita tormentata ma che, ancora oggi, ci arriva forte e chiara attraverso i suoi dipinti.

Notte stellata Van Gogh

Notte stellata Van Gogh
Vincent van Gogh, Notte stellata (Saint-Rémy, giugno 1889); olio su tela, 73,7×92,1 cm, Museum of Modern Art, New York. – Vincent van Gogh, Public domain, via Wikimedia Commons

  1. L’ispirazione. La Notte stellata raffigurata in uno tra i dipinti più celebri di Van Gogh prende ispirazione dalla vista che l’artista aveva dalla sua piccola finestrella del manicomio di Saint-Paul-de-Mausole a Saint-Rémy, nel bel mezzo della Provenza, dove Van Gogh vi trascorse diversi mesi. La particolarità però sta nel fatto che, anche se si tratta, come dice il nome stesso, di una raffigurazione notturna in realtà Van Gogh l’ha dipinta in varie sessioni durante il giorno.
  2. Un nuovo studio. Van Gogh era noto aggiornare il fratello Theo di ogni sua novità: un rapporto tra i due molto particolare e ben descritto nel film Van Gogh – sulla soglia dell’eternità del 2018. Anche durante la composizione della Notte stellata Van Gogh scrisse al fratello sottolineando che stava lavorando a un nuovo studio di cielo stellato. Il cielo infatti più che la realtà vuole esprimere i sentimenti e le emozioni.
  3. Emozioni. Non solo nel cielo, ma tutta l’opera è un susseguirsi di emozioni e ricordi. Pare infatti che il paesaggio sulla collina sia olandese, terra di origine dell’artista.
  4. I cieli stellati. La Notte stellata di Van Gogh in realtà non è stata la sua prima opera raffigurante questo tema. Pare infatti che “la prima versione” sia Notte stellata sul Rodano, del 1888 conservata al Musée d’Orsay. Infine, presso lo Schusev State Museum of Architecture di Mosca, si può ammirare anche un disegno a penna della Notte stellata, anch’esso risalente al 1889.

Girasoli Van Gogh

Girasoli Van Gogh
Vincent van Gogh, Quindici girasoli in un vaso (Arles, agosto 1888); olio su tela, 83×73 cm, National Gallery, Londra. F 454, JH 1562.- Vincent van Gogh, Public domain, via Wikimedia Commons

5. Il colore. I girasoli di Van Gogh sono di un giallo intenso quasi inimmaginabile come se dentro a quei fiori dovessero esserci tutte le sfumature del giallo. Il giallo intenso dei girasoli è anche lo stesso colore dell’amata casa che Van Gogh affittò ad Arles e che, proprio per il suo colore, l’artista rinominò la casa gialla.

6. La simbologia. I girasoli sono per Van Gogh simbolo di positività, ottimismo e vitalità. La stessa che aveva nel periodo in cui nacque questa serie di fiori. Tra il 1888 e il 1889 infatti l’artista stava aspettando di ricongiungersi col suo amico Gauguin.

7. Il ritratto di Gauguin. Nel mese di ottobre Paul Gauguin arrivo ad Arles ed ebbe modo di vedere più volte Vincent Van Gogh all’opera nella realizzazione dei suoi girasoli. E fu proprio durante uno di quei momenti che Gauguin decise di realizzare un ritratto di Van Gogh intento a dipingere i suoi amati girasoli. Si dice inoltre che era dicembre e, non essendo certamente il mese ideale per questo genere di fiori e non trovandone in giro, Van Gogh si rifaceva e ispirava alle sue stesse opere nelle realizzazione delle nuove.

Autoritratto Van Gogh

Van Gogh
Vincent van Gogh, Public domain, via Wikimedia Commons

8. La personalità e le emozioni. I ritratti del Rinascimento pongono spesso l’artista al centro della loro stessa opera. Nel caso Van Gogh però non si vede solo quello che c’è fuori, ma anche e soprattutto quello che c’è dentro. Pare che l’artista abbia realizzato circa una quarantina di autoritratti di sé stesso e se andiamo ad analizzarli in ordine cronologico si vede il suo tormento che cerca di uscire e che poi alla fine esplode.

9. Il rimando ad altri dipinti. C’è chi dice che nell’autoritratto dell’agosto 1889 che si sviluppa su uno sfondo scuro, i capelli dell’artista risaltano particolarmente. L’immagine  ei colori sono talmente in contrasto che si fatica quasi a capire dove finisce la barba e cominciano i capelli e il netto contrasto col volto pallido e lo sfondo blu notte, ricorda appunto una notte stellata, anzi LA Notte stellata.

9. Gli ultimi ritratti. Gli autoritratti di Van Gogh raccontano la vita dell’artista in tutte le sue sfumature, mostrando anche i momenti bui. Non manca infatti l’autoritratto con orecchio bendato risalente a gennaio del 1889 uno dei suoi periodi bui e immediatamente successivo alla partenza di Paul Gauguin.

Quadri Van Gogh

I quadri di Van Gogh sono davvero tantissimi, alcuni molto simili tra di loro, altri completamente diversi, alcuni molto noti e altri quasi sconosciuti. Ecco qui quindi una breve lista di alcune delle sue opere e dove è possibile ammirarle.

Personaggi

  • Contadino che zappa, 1882, Izumi, Kuboso Memorial Museum of Arts
  • Ritratto di contadina con cappuccio rosso, 1884, Parigi Museo d’Orsay
  • Ritratto di giovane contadino con cappello, 1885, Bruxelles Museo reale delle belle arti del Belgio
  • Ritratto di contadino con pipa in terracotta, 1884 1885, Otterlo, Museo Kröller-Müller
  • Teschio che fuma una sigaretta, 1886, Amsterdam, Van Gogh Museum
  • Ritratto di una prostituta, 1185, Amsterdam, Van Gogh Museum
  • Autoritratto con cappello di feltro scuro al cavalletto, 1886, Amsterdam, Van Gogh Museum
  • Donna al Cafè Le Tambourin, 1887, Amsterdam, Van Gogh Museum
  • Autoritratto con cappello verde di feltro, 1887, Amsterdam, Van Gogh Museum
  • Autoritratto con l’orecchio bendato, 1889, Londra, Courtauld Gallery
  • Ritratto del dottor Gachet, 1890, Parigi Museo d’Orsay

Paesaggi e fiori

  • La torre del cimitero di Neunen, 1884, Zurigo, Stiftung Sammlung E.G. Bührle
  • View of Montmartre with Windmills
  • Vaso con margherite e anemoni, 1887, Otterlo, Museo Kröller-Müller
  • Notte stellata sul Rodano, 1888 Parigi, Museo d’Orsay
  • Still Life: Vase with Fifteen Sunflowers, 1888, Londra, National Gallery
  • I girasoli, 1888, Monaco di Baviera, Neue Pinakothek

Altri quadri Vincent Van Gogh

  • La sedia di Vincent, 1888, Londra, National Gallery
  • La camera di Vincent ad Arles, 1888, Amsterdam, Van Gogh Museum
  • La sedia di Gauguin, 1888, Amsterdam, Van Gogh Museum
  • Il bordello 1888, Filadelfia, Barnes Foundation
  • La sala da ballo di Arles, 1888 Parigi, Museo d’Orsay

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