Elliott Erwitt: 10 cose da sapere su di lui e sulle sue foto

Foto copertina: AAlfred Weidinger, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons

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Elliott Erwitt è uno dei fotografi tra i più noti. Nato a Parigi negli anni ’30 del novecento e ha trascorso la sua giovinezza tra Milano, Parigi e l’America. E’ proprio qui che si avvicina alla fotografia, sviluppando alcune stampe per i fan delle star del cinema. Pochi anni dopo entra in contatto con diversi fotografi tra cui anche Robert Capa che nel 1953 lo invita a unirsi all’agenzia Magnum Photos.

Elliott Erwitt

  1. Lo stile. La fotografia di Elliott Erwitt è una fotografia ben lontana dal mondo dei grandi reportage. I suoi sono scatti più che altro giocosi, divertenti che vogliono rappresentare il lato leggero della vita. Come molti suoi colleghi anche lui opta per una fotografia in bianco e nero. Un particolare interessante delle foto di Erwitt, infine, è il bordo nero che a volte si nota quasi come se avesse già voluto incorniciare il suo scatto.
  2. L’ironia. Erwitt stesso si definisce una persona molto ironica “Non sono un fotografo serio come molti dei miei colleghi. Cioè prendo seriamente la mia mancanza di serietà“.
  3. Reali o organizzate? Le sue foto a volte sono talmente stupefacenti che sembrano quasi organizzate preventivamente, sembrano costruite. In realtà però sono tutte spontanee, come lui stesso ha ammesso nel corso degli anni rispondendo proprio a questa domanda, è solo questione di caso e fortuna. Un esempio è una delle sue foto più famose e iconiche “California Kiss” scattata nel 1955 dove si vedono due giovani intenti a baciarsi in auto. La visuale è particolare perché è presa dallo specchietto dell’auto. Un caso che ha reso immortale l’amore della giovane coppia.
  4. Elliott Erwitt e Henri Cartier Bresson. Molte sono le foto di Erwitt che fanno immediatamente pensare a Henri Cartier Bresson. Tutti e due infatti immortalano l’attimo decisivo anche se Erwitt lo fa nel suo modo leggero e giocoso. Tra gli scatti vi sono anche alcuni chiaramente ispirati al collega parigino. Un esempio? Neanche a dirlo il piccolo cane che sta saltando, o meglio dire volando, non vi ricorda la foto storica di Bresson dell’uomo che salta la pozza?
  5. Elliott Erwitt e Robert Capa. I due fotografi si conoscono sin da giovani durante il periodo americano di Erwitt. Capa apprezza sin da subito il suo modo diverso di vedere il mondo ed è proprio per questo che gli chiede di entrare in Magnum Photos. Tra le foto di Elliott Erwitt vi è anche una che raffigura proprio la madre di Robert Capa che piange sulla tomba del figlio morto in guerra.
  6. Il cinema e la carriera cinematografica. Sin da giovane non si concentrò solo sulla fotografia ma anche sul cinema. E’ così che dal 1970 si dedica quasi interamente al cinema tra spot televisivi, film, lungometraggi e documentari. La sua fama è nota a tal punto anche nel settore cinematografico che, nel 2011, gli è stata dedicata una serata “An evening with Elliott Erwitt” in occasione del DocNYC Festival.
  7. La fotografia contemporanea e il suo pensiero. Oggi Elliott Erwitt ha più di novant’anni. Nel corso della sua vita ha visto la fotografia cambiare e ha conosciuto la fotografia digitale e il suo essere così facilmente manipolata. Oggi, a chi gli chiede cosa ne pensa, la sua risposta è sempre la stessa: “Sono quasi violento quando ho sotto mano quella roba: la manipolazione elettronica delle foto. Penso che sia orribile. La rifiuto“.

Elliott Erwitt dogs

eliott erwitt dogs
Elliott Erwitt Dogs Unknown author, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

8. La scelta del soggetto dogs. Tra i soggetti preferiti di Elliott Erwitt vi sono i dogs, i cani appunto. Nel corso della sua lunga carriera da fotografo le immagini scattate ai fedeli amici dell’uomo sono davvero tantissime, una più particolare dell’altra, proprio com’è nel suo stile. Tra le tantissime razze quelle scelte e immortalate dal fotografo, spesso non sono le più belle il che ci fa capire subito che il suo non obiettivo non è estetico, ma puramente la voglia di raccontare il mondo da un punto di vista diverso. Ma da dove nasce la scelta di avere i cani come soggetti delle foto? Come Erwitt ha spesso dichiarato, “i cani sono come gli uomini“, solo che, al contrario dei bipedi, loro non hanno inibizioni, non si mettono in posa, anche se a volte sembra, ma reagiscono al naturale corso della vita.

9. I libri. I cani non erano solo i protagonisti delle sue foto, ma ai nostro fedeli amici a quattro zampe Elliott Erwitt ha dedicato anche quattro libri: Son of Bitch (1974), Dog Dogs (1998), Woof (2005) e Elliott Erwitt’s Dogs (2008). Nonostante la quantità di libri, il primo fu sicuramente il più divertente e lo rese molto famoso.

Elliott Erwitt foto e opere

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10. Foto e opere. Nel corso della sua vita Erwitt ha pubblicato circa 30 libri di fotografie e i suoi scatti hanno girato i più importanti musei di tutto il mondo.

Foto

  • USA, New York City, 1946
  • USA, North Carolina, Segregated Water Fountains, 1950
  • USA, New York City, 1953
  • USA, NYC, Felix, Gladys, and Rover, 1974
  • USSR, Russia, Moscow, Nikita Khrushchev and Richard Nixon, 1959
  • USA, California, 1955

Opere

  • Observations on American Architecture, 1972
  • Elliott Erwitt: The Private Experience, 1974
  • Son of Bitch, 1974
  • Recent Developments, 1978
  • Personal Exposures. 1988
  • On the Beach, 1991
  • To The Dogs, 1992
  • The Angel Tree, 1993
  • Between the Sexes, 1994
  • 100+1 Elliott Erwitt, 1997
  • Dog Dogs, 1998
  • Museum Watching, 1999
  • Snaps, 2001
  • Woof, 2005
  • The Art of Andre S. Solidor aka Elliott Erwitt, 2010
  • Elliott Erwitt Personal Best, 2010
  • Sequentially Yours, 2011
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