La persistenza della memoria: 10 cose da sapere sul quadro di Dalí

Copertina Salvador Dalí, CC0, via Wikimedia Commons

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Tutti avrete visto almeno una volta l’immagine di un orologio che pare come sciogliersi. Ormai questo simbolo è infatti molto utilizzato dall’oggettistica al design. Ma da dove arriva? La sua prima rappresentazione è ne il quadro La persistenza della memoria. Ecco 10 cose da scoprire!

La persistenza della memoria quadro

  1. Autore. La persistenza della memoria è un quadro di Salvador Dalí, uno dei più importanti artisti del surrealismo. Questo movimento artistico del ‘900 si basa sull’ideologia che è grazie all’inconscio che si riesce a tirare fuori tutta la creatività che serve per fare arte e nessuno meglio di Dalí è riuscito a rappresentarne il senso. D’altronde come lui stesso sosteneva, “La differenza tra me e i surrealisti è che Io sono Surrealista”. Ma per saperne di più su questo stravagante artista e sulla sua arte qui potete trovare un approfondimento a lui dedicato.
  2. Dettagli. Il celebre dipinto La persistenza della memoria è stato realizzato nel 1931, tra i primi anni da surrealista di Dalì. E’ un olio su tela, 24 x 33 cm.
  3. Dove si trova. L’opera venne esposta per la prima volta nel 1932 alla mostra surrealista alla Galleria Julien Levy di New York. Oggi il dipinto si può ammirare in America e più precisamente a New York al Museum of Modern Art (MoMa).
  4. La fama. La persistenza della memoria, spesso rinominata anche solo Gli orologi molli, è uno dei dipinti più famosi non solo di Salvador Dalì, ma di tutto il surrealismo.

La persistenza della memoria descrizione

5. Descrizione. Ma veniamo ora alla descrizione de La persistenza della memoria. La persistenza della memoria di Dalí è un quadro tipico del surrealismo. Qui infatti tutto è irreale: dall’ambientazione quasi fiabesca ma con un che di sinistro per i toni usati – anche se il cielo è luminoso e privo di nuvole e il mare calmo. Anche i soggetti rappresentati sono del tutto irreali primi fra tutti i famosi “orologio molli”, per non parlare della strana figura mostruosa posizionata a terra.

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6. Gli orologi. Ma i veri protagonisti sono gli “orologi molli”. Seppur ancora attivi, o così pare dato che segnano l’ora infatti sono diventati privi di solidità e sembrano come sciolti da una calda giornata. Sono quattro in tutto di cui uno chiuso che pare l’unico rimasto nelle sue fattezze reali seppur circondato da formiche. Gli altri invece sono appoggiati sopra l’albero, il solido sulla sinistra e la strana figura a terra, tutti che si stanno per sciogliere. Da notare che tutti e tre, contando che uno è chiuso, segnano orari diversi.

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7. Da dove nasce l’idea. In realtà la sensazione di qualcosa che si scioglie è esattamente quella che voleva dare l’artista. Pare infatti che l’idea di questo quadro gli sia venuta proprio in una calda giornata estiva, rimasto da solo a casa. Quel giorno stava mangiando il Camembert, un formaggio molle e dalla forma rotonda. Mentre lo osservava il formaggio cominciò a colare e sciogliersi e fu proprio questo attimo che gli fece venire in mente il dipinto.

La persistenza della memoria significato e analisi

8. Simbolismi. Come molti altri pittori prima e dopo di lui, anche Dalì aveva alcuni simbolismi, alcune immagini ricorrenti che spesso tornavano nelle sue opere. Gli elefanti per esempio, simbolo fallico per via della proboscide, l’uovo, simbolo di nascita amore e speranza e, infine gli orologi come simbolo del tempo. Un esempio di tempo e orologi si trova infatti ne Ossificazione prematura di una stazione e nel Manifesto Surrealista.

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9. Il luogo. Come abbiamo già detto sullo sfondo si intravede una location che può essere marittima col mare e i faraglioni e, in realtà, è proprio così. Pare infatti che il paesaggio sia quello di di Port Lligat, in Spagna, dove viveva Salvador Dalì, al momento della realizzazione dell’opera con la compagna Gala.

10. Significato. Ma, dopo aver analizzato l’opera, qual è il significato de La persistenza della memoria? Semplice. Con quest’opera, e in particolari con la simbologia degli orologi molli,  Salvador Dalì vuole avvalorare la tesi di Einstein secondo cui il tempo non è qualcosa di fisso e stabile, ma è relativo e che passa. Questo è dato non solo dallo scioglimento dei quadrati degli orologi, ma anche dall’ora segnata che è diversa in tutti e tre i meccanismi. Non solo. La rappresentazione di altri soggetti vuole sottintendere che il tempo passa per tutti ma in maniera diversa: sicuramente sarà diverso per un albero che può vivere anche secoli o per una formica che può vivere anche un giorno. Proprio questo deve far capire che sebbene esistano cose come gli orologi o i calendari che cercano di scandire il tempo, ci sono cose che non si possono misurare in minuti ore e giorni e sono le emozioni, gli attimi e le esperienze.

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