Jackson Pollock: tutto quello che c’è da sapere sull’artista e la sua arte

Copertina: Smithsonian American Art Museum, Public domain, via Wikimedia Commons

Pubblicità
- pubblicità -

Jackson Pollock è stato uno dei maggiori pittori statunitensi noto soprattutto per essere un rappresentante dell’espressionismo astratto, altrimenti noto come action painting.

Biografia di Jackson Pollock

- Pubblicità -

Jackson Pollock è originario del Wyoming dove nacque nel 1912 da una famiglia di agricoltori. La biografia di Jackson Pollock non ha molti punti di luce ma anzi parecchi periodi bui e la sua vita fu spesso turbolenta. Sin dall’adolescenza evidenziò un carattere ribelle e anticonformista. Anche in età adulta continuò una vita di alti e bassi fatta di eccessi e abusi di alcool e farmaci. Fu proprio l’alcool a ucciderlo a soli 44 anni. Pollock stava guidando e, nell’incidente del 1956, uccise oltre a sé stesso anche un’amica della sua amante Ruth Kligman. L’amante fu l’unica a salvarsi.

Jackson Pollock action painting e dripping

Si avvicinò presto al mondo dell’arte. Dapprima si interessò agli studi dei muralisti messicani sul colore puro e all’arte nativo americana. Dall’arte dei nativi apprese, in particolare la ricerca dei soggetti. Così come i nativi li prendevano dal mondo degli spiriti, Pollock si lascia ispirare dal proprio inconscio. Ma il vero cambiamento fu quando l’artista andò alla mostra Indian Art and the United States nel 1941. Qui si avvicino alla tecnica di “pittura con la sabbia” che veniva praticata dagli stregoni in uno stato quasi di trance ed estrema concentrazioni: la sabbia colorata veniva poi versata su superfici piatte spesso appoggiate a terra per poterle avvicinare da ogni punto. Fu proprio da qui che Pollock cominciò la sua tecnica del dripping.

La tecnica del dripping non è stata creata da Pollock ma ha sicuramente contribuito a perfezionarla e proprio per questo è nota anche come “Jack the Dripper”. Dripping, tradotto in italiano, vuol dire sgocciolare. Questo tipo di arte infatti non si serve di pennelli ma bensì di bastoncini intrisi di colore e che Pollock faceva sgocciolare direttamente sulla tela creando dei veri e propri schizzi di colore. Secondo molti questa tecnica è stata alla base del movimento artistico dell’action painting.
jackson pollock
Rhododendrites, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Il colore utilizzato da Pollock erano in realtà smalti industriali a basso costo e in purezza, proprio com’era tipico dei muralisti messicani dai quali, come abbiamo già visto, aveva appreso le tecniche sul colore puro.
Ma la vera bellezza dell’arte di Pollock è la totale naturalezza con la quale viene realizzata, come lui stesso sostiene «Quando sono “nel” mio dipinto, non sono cosciente di ciò che sto facendo. È solo dopo una sorta di fase del “familiarizzare” che vedo ciò a cui mi dedicavo. Non ho alcuna paura di fare cambiamenti, di distruggere l’immagine, ecc., perché il dipinto ha una vita propria. Io provo a farla trapelare. È solo quando perdo il contatto con il dipinto che il risultato è un disastro. Altrimenti c’è pura armonia, un semplice dare e prendere, ed il dipinto viene fuori bene.»
I quadri di Jackson Pollock più famosi sono quelli realizzati tra il 1947 e il 1950 ovvero relativi al periodo del dripping. Gli anni dopo, invece, si caratterizzano per immagini scure, spesso solamente utilizzando i toni del nero, e con qualche elemento figurativi che riemerge dall’opera.

Jackson Pollock quadri

  • Number 31. L’opera realizzata nel 1950 è senza dubbio una delle più famose di Jackson Pollock nonché una delle più rappresentative della sua innovativa tecnica artistica. Pare che qui l’intento fosse proprio quello di riempire ogni singolo centimetro della tela di colore il tutto però mantenendo una perfetta armonia.
  • Pali blu. Realizzato nel 1952 l’opera rientra nel periodo post dripping di Pollock. Durante la sua prima esposizione alla Sidney Janis Gallery venne però esposto col titolo Numero 11 e solo in un secondo momento l’artista decise di cambiargli il titolo in, appunto, Pali blu. La particolarità dell’opera è che, nonostante il titolo possa far pensare il contrario, qui del blu non vi è nemmeno l’ombra. I toni utilizzati infatti variano dal rosso al giallo mentre i pali hanno toni più scuri come a simboleggiare un tratto interrotto della tela.

Jackson Pollock opere

Infine, ecco come sempre una breve selezione di alcune delle opere d’arte di Jackson Pollock più famose.

  • (1942) Male and Female– Philadelphia Museum of Art
  • (1942) Stenographic Figure– Museum of Modern Art, New York
  • (1943) Mural– University of Iowa Museum of Art
  • (1943) Moon-Woman Cuts the Circle
  • (1943) The She-Wolf– Museum of Modern Art, New York
  • (1946) The Tea Cup – Collection Frieder Burda, Baden Baden
  • (1946) Shimmering Substance– Museum of Modern Art, New York
  • (1947) Full Fathom Five– Museum of Modern Art, New York
  • (1947) Cathedral – Dallas Museum of Fine Arts, Dallas, Texas, USA
  • (1947) Enchanted Forest– Peggy Guggenheim collection, Venezia
  • (1948) Painting
  • (1948) Summertime: Number 9A– Tate Modern, Londra
  • (1949) Number 3 – Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, DC, USA
  • (1949) Number 10– Museum of Fine Arts, Boston
  • (1950) Number 1, 1950 (Lavender Mist)– National Gallery of Art, Washington
  • (1950) Autumn Rhythm (Number 30), 1950– Metropolitan Museum of Art, New York
  • (1950) Number 29, 1950– National Gallery of Canada, Ottawa
  • (1952) Blue Poles: No. 11, 1952– National Gallery of Australia, Canberra
  • (1953) Portrait and a Dream – Dallas Museum of Fine Arts, Dallas, Texas, USA
  • (1953) Easter and the Totem– Museum of Modern Art, New York
  • (1953) Ocean Greyness – Solomon R. Guggenheim Museum, New York, USA
- Pubblicità -
Pubblicità