Degas: 10 cose da sapere su di lui e sulle sue opere

Foto copertina Edgar Degas (circa 1862) Autoritratto 52 x 37.5 cm, Public domain, via Wikimedia Commons

Pubblicità
Pubblicità

Edgar Degas fu un pittore e scultore parigino dell’ottocento, inizio novecento. Sebbene sia del periodo degli impressionisti e da molti considerato come uno dei padri fondatori, lui non ama identificarsi come tale, preferendo invece essere definirsi come un realista.

Inizialmente Degas fu un pittore, molto abile nel movimento, cosa che ritroveremo poi nelle ballerine, uno dei suoi soggetti più amati, anche se in realtà lui avrebbe voluto essere un pittore di storia. Provenendo da una formazione accademica ne sarebbe stato anche ben portato, ma poi decise di cambiare direzione, applicando le tue tecniche su soggetti della vita moderna come, appunto, le ballerine.

Degas

  1. Degas e Ingres. Degas più volte si è trovato a girovagare per le sale del Museo del Louvre ammirando le opere, specie quelle rinascimentali. Tra tutti, quello che ammirava di più, era Ingres del quale ammirava soprattutto la purezza. L’amore di Degas per l’arte di Ingres fu talmente forte che lo portò a riempire la sua abitazione di sue opere. Fu così che raccolse circa diciassette dipinti e fino a trentatré disegni.
  2. Degas e l’Italia. Negli anni ’50 dell’ottocento Degas arrivò in Italia. Girò tutta la Penisola, da Napoli dove incontrò il nonno e frequentò l’Accademia di Belle arti per un periodo, a Roma dove realizzò 28 album con schizzi che raffiguravano il patrimonio artistico della città. Lungo il tragitto per Firenze poi, tra le sue tante tappe, si fermò ad Assisi dove rimase senza parole per l’opera di Giotto situata nella basilica di San Francesco. Il lungo giro in Italia rimarrà sempre nel cuore di Degas tanto che lui stesso ha più volte affermato di ricordarlo con grande nostalgia.
  3. Degas e Manet. Proprio durante uno dei suoi tanti giri al Louvre di Parigi Degas conobbe Manet. Col collega si instaurò da subito un’amicizia e una visione comune dell’arte. Fu proprio il rapporto con Manet a far avvicinare Degas al realismo. L’amicizia tra i due fu talmente intensa che, al funerale di Manet, Degas affermò «Era più grande di quanto pensassimo».
  4. Tra realismo e impressionismo. Come abbiamo già detto Degas amava definirsi più un realista che un impressionista. Mentre i secondi erano abituati a una visione istintiva e immediata dell’opera, spesso realizzata en plein air, Degas preferiva uno studio più profondo e meditativo dei soggetti. La sua convinzione di non essere un impressionista fu talmente profonda che, durante una mostra impressionista alla quale esibì anche le sue opere propose di cambiare l’etichetta con “Gruppo di artisti indipendenti, realisti e impressionisti“.
  5. L’animo da scultore. Negli ultimi anni dell’ottocento Degas alternò alla pittura la scultura. I temi furono più o meno quelli già noti della pittura come ballerine, fantini e cavalli. Tra tutte, forse, l’opera più celebre è quella della piccola danzatrice di quattordici anni.
  6. La cecità. Poco dopo la celebre statua l’artista cominciò un lento e inesorabile tracollo. Dapprima emotivo dovuto soprattutto a un isolamento anche a causa del suo stesso temperamento, che culminò con problemi alla vista che, ben presto, lo portarono a diventare completamente cieco. Fu così che nei suoi ultimi anni di vita, non potendo più vedere, abbandonò la pittura e si dedicò alla scultura grazie al senso del tatto.

Assenzio Degas

degas
Edgar Degas, Public domain, via Wikimedia Commons

7. L’opera. L’Assenzio di Degas raffigura due personaggi, l’attrice Elle Andrée e l’incisore Marcelin Desboutins sotto l’effetto dell’Assenzio. Questa bevanda alcolica particolarmente forte era la protagonista degli aperitivi parigini del periodo, appena prima di essere vietata, nel 1915. In realtà, per quanto triste, l’Assenzio è il vero protagonista non solo del dipinto, ma anche della vita dei due soggetti raffigurati isolati anche da loro stessi e quasi schiacciati dal tavolo davanti a loro.

- Pubblicità -

8. Il Bacio di Klimt. Oggi l’Assenzio di Degas non è più solo un’opera, ma è anche una strofa di una canzone del giovane Emanuele Aloia, classe 1998, che la cita nel suo testo Il Bacio di Klimt: “Mentre perdi le parole, cerchi gocce dentro il mare, come piogge di ricordi che non passerà. Cerchi dentro i tuoi sospiri, ti senti sempre più sola, bere assenzio, come fossi un quadro di Degas“.

Ballerine Degas

degas
Edgar Degas, Public domain, via Wikimedia Commons

9. Le ballerine. Oggi se pensiamo a Degas, a tutti vengono subito in mente le sue aggraziate ballerine. Secondo diverse fonti la scelta di questo soggetto fu più che altro economica in quanto in quel periodo il tema era molto richiesto dai collezionisti e Degas si trovava in una brutta situazione finanziaria. Nonostante questo, ancora oggi, sono il tema più amato.
Le ballerine di Degas sono uno dei maggiori esempi di realismo della sua arte tanto che riescono non solo a comunicare la realtà dei corpi femminili, seppur a volte posti  in posizioni grottesche, ma anche a rappresentare la realtà di un mondo, quello del balletto dell’opera, spesso idealizzata che richiede invece impegno e fatica.

Degas opere

10. Opere Degas. Infine, ecco qui una piccola selezione delle sue tante opere d’arte.

  • Autoritratto, 1854-1855, olio su tela, museo d’Orsay, Parigi;
  • Ritratto di Hilaire De Gas, 1857, museo d’Orsay, Parigi;
  • La famiglia Bellelli, 1858-1867, olio su tela, museo d’Orsay, Parigi;
  • Ritratto del pittore Bonnat, 1863 circa, olio su tela, musée Bonnat, Bayonne;
  • Donna con crisantemi, 1865, olio su tela, Metropolitan Museum of Art, New York;
  • Ritratto di James Tissot, 1866-1868, olio su tela, museo d’Orsay, Parigi;
  • Cavalli da corsa davanti alle tribune, 1866-1868, olio su tela, museo d’Orsay, Parigi;
  • Ritratto di giovane donna, 1867, olio su tela, museo d’Orsay, Parigi;
  • Édouard Manet e la moglie, 1868-1869, olio su tela, Municipal Museum of Art, Kitakyushu, Giappone;
  • La classe di danza, 1871-1874, olio su tela, museo d’Orsay, Parigi;
  • Carrozza alle corse, 1872, olio su tela, Museum of Fine Arts, Boston;
  • Il mercato del cotone a New Orleans, 1873, olio su tela, Musée des Beaux-Arts, Pau;
  • La pédicure, 1873, olio su tela, museo d’Orsay, Parigi;
  • La lezione di danza, 1873-1875, olio su tela, museo d’Orsay, Parigi;
  • Prove di balletto in scena, 1874, olio su tela, museo d’Orsay, Parigi;
  • Il foyer della danza al teatro dell’Opéra, 1874, olio su tela, museo d’Orsay, Parigi;
  • Ballerina in posa per il fotografo, 1874, olio su tela, museo Puškin, Mosca;
  • L’assenzio, 1875-1876, olio su tela, museo d’Orsay, Parigi;
  • Ballerina con bouquet sulla scena, 1877 circa, pastello a guazzo su carta, museo d’Orsay, Parigi;
  • Ballerina con bouquet, 1877 circa, pittura a essenza ripresa a pastello, museo d’Orsay, Parigi;
  • Donne in un caffè, 1877, pastello, museo d’Orsay, Parigi;
  • Ballerine, 1883, pastello, Museum of Art, Dallas;
  • Donna che fa il bagno, 1883 circa, museo d’Orsay, Parigi;
  • Dopo il bagno, 1884, pastello, museo dell’Ermitage, San Pietroburgo;
  • Nel negozio di cappelli, 1885 circa, olio su tela, The Art Institute, Chicago;
  • La tinozza, 1886, pastello, museo d’Orsay, Parigi;
  • Tre danzatrici, 1900, dipinto a pastello, Narodni Muzej di Belgrado.
Pubblicità