La grande onda di Kanagawa: tutto quello che c’è da sapere

Copertina foto di After Katsushika Hokusai, Public domain, via Wikimedia Commons

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Ci sono alcune opere d’arte che appena le vedi subito le riconosci. Sono quelle opere considerate tra le più famose di sempre e che tutti, anche i meno avvezzi al mondo dell’arte vi sapranno dire “massì certo è quell’opera lì”! Tra questi, rientra di diritto La grande onda di Kanagawa, l’opera d’arte più conosciuta non solo del Giappone ma in tutto il mondo.

La grande onda di Kanagawa significato

L’opera nasce da un periodo personale particolarmente complesso dell’artista. Trovatosi ad affrontare il dolore per la recente scomparsa della moglie e la preoccupazione per i problemi di gioco di un nipote, Hokusai decise di mettersi a lavorare alla serie dedicata al simbolo del Giappone, il Monte Fuji.

Secondo alcuni studiosi dall‘analisi de La grande onda di Kanagawa, della luce e della raffigurazione della scena si possono capire molte cose:

  • la luce fa pensare che l’opera narri un fatto alle prime luci del mattino;
  • l’abbigliamento dei pescatori fa pensare a un giorno primaverile;
  • l’onda, sempre secondo alcuni studiosi, raggiunge un’altezza di circa 10 metri.

Il significato della Grande onda di Kanagawa è piuttosto semplice da intuire, ma per farlo è necessario leggere l’opera da destra verso sinistra, proprio in pieno stile giapponese. L’onda enorme e il monte in lontananza rappresentano la natura mentre l’uomo è piccolo al suo confronto ma è pronto s fidarla per poter sopravvivere. Ecco qui quindi che il significato dell’opera è l’eterna lotta tra uomo e natura.

La grande onda di Kanagawa quadro

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L’opera è stata realizzata nel 1830 dall’artista, neanche a dirlo, giapponese Katsushika Hokusai e fa parte di una serie di stampe “Trentasei vedute del Monte Fuji”.

L’opera dunque raffigura un’enorme onda, simbolo di un mare burrascoso e in tempesta, ma, per la sua stessa configurazione, fa vedere in lontananza il Monte Fuji. Protagonisti dell’opera sono, inevitabilmente, anche gli umani che, con le loro barche, cercano di sopravvivere.

Infine, nel quadro La Grande onda di Kanagawa sono presenti anche due scritte. La prima è il titolo situato in alto a sinistra in un riquadro rettangolare. La seconda, invece, è la firma dell’artista. Una delle sue particolarità era infatti l’utilizzo di pseudonomi. Certo era una scelta piuttosto usata in Giappone ma Hokusai ne cambiò addirittura trenta!

La grande onda di Kanagawa tecnica

La tecnica impiegata ne La Grande onda di Kanagawa è in realtà ibrida riuscendo così ad unire l’arte orientale e quella occidentale. L’opera è una xilografia stile ukiyo-e ovvero una tecnica d’incisione tipica dell’Oriente. Dall’Occidente, invece, arrivano diverse influenze, dalla prospettiva fino alla tonalità di blu di Prussia utilizzata.

Tra le influenze del dipinto non mancano anche dei richiami all’arte cinese. In Cina infatti, vengono spesso rappresentati i fiumi, le cascate e le montagne anche se, a onor del vero, raramente sono simbolo di una forza divina che può contrastare l’uomo.

La grande onda di Kanagawa dove si trova

Se vi state chiedendo dove si trova La grande onda di Kanagawa beh, la risposta è più o meno in tutto il mondo. È possibile, infatti, trovare diverse copie dell’opera conservate in tantissimi musei sparsi nel mondo tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York, il British Museum di Londra, l’Art Institute of Chicago, la National Gallery of Victoria di Melbourne, la Bibliothèque nationale de France di Parigi, il Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste, il Museo d’arte orientale di Torino e il Museo d’arte orientale Edoardo Chiossone di Genova.

La grande onda di Kanagawa prezzo

Prima di parlare del prezzo della grande onda di Kanagawa, è bene citare un fatto forse poco noto ma sicuramente curioso inerente proprio alla sua prima diffusione. Come abbiamo detto l’opera risale a parecchi anni fa, più precisamente al 1830. Ebbene, pare che all’epoca, diverse stampe che rappresentavano l’opera, venissero usate per l’imballaggio di oggetti giapponesi diretti a Parigi e, pare, che fu proprio così che una delle opere d’arte più famose di sempre cominciò la sua diffusione in tutto il mondo!

Sicuramente poi non va tralasciato il fatto che, come abbiamo già accennato, l’opera è ibrida unendo influenze artistiche orientali e occidentali. Anche questo quindi ha aiutato la comprensione dell’arte e la sua diffusione.

La serie dell’onda fu un successo sin da subito. Fu talmente richiesta che, della serie originale si contarono fino a circa 5.000 copie il prezzo de La grande onda di Kanagawa, o almeno di una di queste copie, si aggirava intorno ai 16 mon, ovvero una doppia porzione di noodles.

In anni più recenti, invece, alcune copie provenienti da collezioni private, vennero vendute all’asta. La prima, nel 2003, raggiunge la cifra di 23.000 euro mentre le quarantasei stampe della serie Trentasei vedute del Monte Fuji raggiunsero circa 1.350.000 euro a Sotheby’s.

La grande onda di Kanagawa tattoo

A partire dal XX secolo l’opera entra nella cultura di massa e, da allora, diventa oggetto di svariate riproduzioni artistiche, pubblicitarie, nella vita di tutti i giorni e persino sulle persone di tutti i giorni. Un esempio? Avete mai visto un tattoo de La grande onda di Kanagawa? Ebbene, in giro ve ne sono parecchi. L’idea di tatuarsela parte sicuramente dalla concezione giapponese nella quale i tatuaggi rappresentano molto spesso delle onde ma, diciamocelo, sicuramente oggi, almeno in Occidente, il motivo di questa scelta riguarda soprattutto una moda.

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