La zattera della Medusa: tutto quello che c’è da sapere sull’opera

Copertina Théodore Géricault, CC BY 3.0 , via Wikimedia Commons

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La zattera della Medusa è un dipinto del pittore Théodore Géricault realizzato nel 1818-19, quando l’artista aveva solamente 29 anni. Il quadro La zattera della Medusa divenne presto famoso anche per via della sua minuziosità nel raccontare i tragici avvenimenti realmente accaduti il 2 luglio del 1816 alla fregata francese la Medusa. L’opera è oggi visibile al Museo del Louvre di Parigi.

Gericault La zattera della Medusa

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La scelta dell’episodio. Per lungo tempo Géricault fu indeciso sull’episodio da narrare. Inizialmente pensò di rappresentare l’ammutinamento contro gli ufficiali, poi pensò alle scene crude di cannibalismo e al salvataggio. Solo all’ultimo trovò il soggetto che divenne poi quello definitivo.

La fama. Quando l’opera venne esposta al Salon di Parigi del 1819 ebbe un particolare richiamo mediatico tra commenti positivi e condanne. Solo anni dopo però venne rivalutato diventando un’icona del Romanticismo che influenzerà tantissimi artisti.

Influenze. Per realizzare La zattera della Medusa Géricault si ispirò ai tanti dipinti dei suoi colleghi passati che ebbe modo di osservare durante i suoi viaggi. Tra questi si notano le cupe tonalità caravaggesche, la tensione scultorea tipica del periodo neoclassico. Tra gli altri, vi sono rimandi anche a Michelangelo, Raffaello e Jacques-Louis David.

La zattera della Medusa significato

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La storia. La fregata la Medusa si incagliò sul fondale sabbioso e le persone presenti sulla nave finirono tutte in mare. Circa 250 riuscirono a salvarsi grazie alle scialuppe mentre le altre 150 vennero imbarcate su una zattera di fortuna di circa 20 metri x 7. Di questo solo 15 giunsero a riva. Il significato de La zattera della Medusa quindi è il racconto di una storia e, forse anche una denuncia dei fatti che per molto tempo vennero discussi, come spesso accade in casi tragici come questi.

L’ispirazione. A ispirare Géricault per La zattera della Medusa, furono i racconti del chirurgo Henry Savigny, uno dei pochi sopravvissuti della zattera. Per lungo tempo l’artista lavorò a fianco di due sopravvissuti e del falegname che realizzò la Medusa per costruire un modello dettagliato e in scala della zattera. L’artista fece poi numerosi viaggi per studiare il movimento delle onde e osservare il mare durante tempeste e terremoti. Infine, si recò all’obitorio per poter rappresentare nel dettaglio i marinai deceduti sulla zattera.

Il “protagonista”. Se protagonista si vuol definire, la figura del giovane ragazzo nero che si erge nella speranza di farsi notare dalla nave fu certo innovativa per il periodo tanto che rese il quadro un simbolo anche di eguaglianza. Charles Blanc infatti scrisse “Ma come! Questo negro non sta più nel fondo della stiva ed è lui che salverà l’equipaggio! Non vi stupite per come questa grande disgrazia ha, tutt’a un tratto ristabilito l’eguaglianza tra le razze?”.

la zattera della medusa
Théodore Géricault, Public domain, via Wikimedia Commons

La zattera della Medusa analisi e descrizione

Descrizione. La zattera della Medusa raffigura il momento in cui i quindici sopravvissuti scorgono la nave Argus all’orizzonte. Sulla zattera vi sono diversi corpi, alcuni anche morti, ma il protagonista pare essere l’africano che, posizionato sulla cima di una botte vuota, sventola il fazzoletto per farsi notare dalla nave che li porterà poi in salvo. A completare l’opera è la cornice che recita «L’unico eroe in questa toccante storia è l’umanità».

Stile e tecnica. Le enormi dimensioni del dipinto, pari a 491 x 716, furono studiate appositamente per rappresentare le figure in scala reale, fatta eccezione di quelle in primo piano che sono più grandi per dare il senso dell’opera che tende verso lo spettatore. La struttura dell’opera è piramidale e ha come angoli la zattera, i corpi delle persone già morte e i corpi dei sopravvissuti che, invece, si ergono verso l’alto. I colori, che come abbiamo detto richiamano lo stile del Caravaggio, sono cupi e la scelta ricade su tinte scure. Gli unici punti di luce sono la nave e il mare che è rappresentato con un verde intenso invece che il tipico blu scuro utilizzato in quel periodo. Infine, a contribuire al senso di teatralità delle figure anche la tecnica che impiegò il pittore. Géricault infatti decise di posizionare modelli e figure uno alla volta sulla tela, disegnarli, dipingerli e solo una volta finiti passare alla figura successiva.

I soggetti. Facendo una accurata analisi de La zattera della Medusa, si scopre che i personaggi raffigurati non furono inventati dall’artista ma furono dipinti dal vero. Tra loro spuntano i due sopravvissuti, in penombra ai piedi dell’albero, il suo assistente Louis-Alexis Jamar, e persino l’amico e collega Eugène Delacroix, al quale si ispirò per la figura in primo piano con il volto puntato verso il basso.

La zattera della Medusa e La libertà che guida il popolo

La zattera della Medusa e la Libertà che guida il popolo. L’opera di Géricault negli anni ispirò moltissimi artisti. Tra di loro il confronto primario si trova nelle opere dell’amico Delacroix e, in particolare nelle sue opere La barca di Dante, La Libertà che guida il popolo e il massacro di Scio. Nell’opera Delacroix ne riprende la composizione a piramide prima di tutto ma anche i due uomini in primo piano riversi e il dettaglio del calzino sfilato al popolano collocato sulla sinistra. Se, però Géricault descrisse lo sconforto e la disperazione dei francesi, l’opera di Delacroix lascia trasparire ottimismo con i parigini che hanno ritrovato la fiducia in sé stessi. A dimostrarlo è il fatto che se nell’opera precedente  soggetti sembravano spinti verso il fondo, qui, invece, si protraggono in avanti con fare deciso.

Tra i grandi artisti che nel corso della loro carriera si ispirarono all’opera o anche solo a dei dettagli, vi sono William Turner che riprese il tema del disastro in mare in molte delle sue tele; l’artista George Cooke ne realizzò una copia di dimensioni ridotte; lo statunitense Winslow Homer che utilizzò la stessa composizione; lo scultore John Connel ha ricreato lo scenario con sculture in legno, carta e catrame posizionate su una zattera di legno.

La zattera della Medusa Banksy

Tra i tanti che si sono ispirati al dipinto di Théodore Géricault, c’è anche il famoso street artist Banksy. L’artista realizzò una copia simile in una cittadina francese. In questa versione moderna de La zattera della Medusa di Banksy, sullo sfondo, si intravede il profilo di una nave. Quest’ultima, che simboleggia la prosperità europea, ha già superato la zattera e prosegue la sua rotta restando indifferente alla zattera di naufraghi. Il significato nel suo insieme dunque va interpretato come il contrasto tra le due società: quella consumistica europea e quella povera dalla quale si cerca di scappare seppur con molte difficoltà.

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