Edvard Munch: 10 cose da sapere su di lui e sulle sue opere

Foto di copertina: Anders Beer Wilse, Public domain, via Wikimedia Commons

Evard Munch è un noto pittore norvegese, conosciuto soprattutto per la sua opera L’Urlo che ancora oggi è tra i quadri più noti anche tra i meno esperti di arte.

Edvard Munch

  1. L’infanzia. La giovinezza di Munch non fu cosa semplice. Perse la madre e la sorella da piccolo e fu proprio in quel periodo che si avvicinò al mondo dell’arte. Il legame con la famiglia influenzerà sempre molto la sua arte e visione del mondo. I primi quadri, ad esempio, vennero fatti in un periodo di povertà economica tanto che gli sfondi usati dall’artista sono sempre sfondi di degrado.
  2. Lo stile malinconico-horror. La triste giovinezza dell’artista fu quella che più lo segnò tanto che cominciò a tramutarla in arte. La malattia, gli incubi e lo stato malinconico e depresso del padre trasmisero a Munch una visione macabra del mondo, la stessa che, ancora oggi, possiamo percepire dalle sue opere attraverso le forme, l’utilizzo dei colori e i soggetti.
  3. Parigi e la parentesi impressionista. Durante uno dei suoi tanti spostamenti, Munch giunse anche a Parigi. Qui ebbe modo di entrare in contatto con l’arte impressionista ammirando in particolar modo le tele di Paul Gauguin e Vincent Van Gogh. L’arte tipica parigina gli entrò talmente dentro che una serie di suoi dipinti che ritraggono la veduta dalla finestra del suo appartamento vicino la Senna hanno proprio note e accenni impressionistici. Prima di tutto nello studio della luce, motivo per il quale dipinse più vedute di questo soggetto.
  4. Munch e Gauguin. Sebbene amò diverse opere parigine, Munch instaurò un legame speciale con l’arte di Paul Gauguin. Ad attrarlo era soprattutto la sua abilità di rappresentare un significato anche solamente attraverso l’uso del colore. E’ da questa concezione che nasce Malinconia nel 1891. Qui le sensazioni vengono date sia dal giovane in primo piano, sia dai colori e dall’utilizzo di essi.
  5. Il Museo. Alla sua morte, avvenuta il 23 gennaio del 1944, Munch decise di donare alla città di Oslo tutte le sue opere. Una volta raccolte vennero inserite nel Museo Munch che venne inaugurato nel 1963 e che da allora offre la possibilità di conoscere meglio lo spirito tormentato di Munch e la sua arte e di tutelarla.

L’urlo di Munch

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Edvard Munch, Public domain, via Wikimedia Commons

6. L’opera. L’Urlo è certamente l’opera più famosa di Munch, tanto da essere considerata una delle opere più note e famose al mondo. Qui è raffigurato un soggetto non ben distinto ma che più facilmente raffigura uno spirito, intento in un urlo di disperazione. Sullo sfondo ricco di colori forti e accesi, anche due figure in lontananza, apparentemente impassibili.

7. Il significato. Il soggetto rappresenta appieno la concezione triste e poco fiduciosa della vita tipica di Edvard Munch. Qui infatti si può notare che, davanti alla disperazione lampante dell’uomo che urla, le altre due persone appaiono impassibili. Eppure il dolore e la disperazione è forte ed è espressa attraverso molteplici modi. L’urlo prima di tutto che riecheggia talmente forte da smuovere, letteralmente, anche lo sfondo e la natura nel quale è rappresentato. La scelta dei colori che sono forti e accessi e variano dal rosso sangue e al nero. Infine la rappresentazione del soggetto principale mezzo uomo mezzo spirito e che quindi ci fa capire che non può trattarsi dell’artista ma di un’immagine simbolo di una disperazione universale che si copre le orecchie non solo per non sentire sé stesso e il proprio urlo ma anche quello di un mondo intero.

8. Il successo. L’Urlo di Munch, come abbiamo già detto, è sicuramente la sua opera più famosa tanto che viene ancora oggi riconosciuta come una delle opere d’arte più note e conosciute da tutti. A dimostrazione di questo vi è anche la continua ripresa del soggetto e del suo significato sia nelle copertine di diversi artisti, sia in una delle emoji oggi più diffusa e utilizzata: quella, appunto, dell’urlo. Non avevate notato anche voi una certa somiglianza?

La pubertà Munch

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Edvard Munch, Public domain, via Wikimedia Commons

9. L’opera. Una giovane donna raffigurata nuda su un letto e uno sfondo spoglio. E’ questo il soggetto ne La Pubertà di Munch che vuole esplorare il tema della scoperta della sessualità ma utilizzando tutt’altri significati, com’era tipico di Munch. Qui l’artista infatti utilizza come suo solito colori cupi, talmente colmi di significato che anche la stessa ombra della giovane pare una figura sinistra e malvagia. Anche qui, come in molte opere, quello che merge è quindi l’angoscia esistenziale di un momento di cambiamento. La figura femminile di Munch quindi entra totalmente in contrasto con la simbologia dell’epoca: la donna ammaliatrice e distruttiva di Klimt qui lascia il posto a una giovane impaurita.

Munch opere

10. Opere. Dopo aver analizzato alcune delle principali e più note opere di Munch ecco qui una selezione parziale dei suoi quadri più famosi.

  • 1885-1886: La fanciulla malata
  • 1889: Inger sulla spiaggia
  • 1891-1902: Malinconia
  • 1892: Sera sul viale Karl Johan
  • 1892: Il bacio con la finestra
  • 1893: L’urlo
  • 1893-1917: Vampiro
  • 1894: Ansia
  • 1894-1895: Madonna
  • 1894-1895: La pubertà
  • 1895: Autoritratto con sigaretta
  • 1895: La morte nella stanza della malata
  • 1896: Separazione
  • 1897: Il bacio
  • 1899-1900: La danza della vita
  • 1899-1900: La madre morta e la bambina
  • 1902: Ragazze sul ponte
  • 1903: Chiaro di luna
  • 1903: Autoritratto all’inferno
  • 1907: Due persone sole
  • 1907: La morte di Marat I
  • 1940-1942: Tra il letto e l’orologio