Parmigianino: 10 cose da sapere su di lui e sulle sue opere

Foto di copertina: Parmigianino, Public domain, via Wikimedia Commons

Il nome vero di quello che tutti conosciamo come “il Parmigianino” in realtà è Girolamo Francesco Maria Mazzola. L’appellativo nasce sia dal fatto che Parmigianino è di Parma, sia per via del suo aspetto minuti. In ogni caso divenne ben presto uno dei maggiori esponenti della corrente manierista e, neanche a dirlo, uno dei maggiori pittori emiliani. Proprio nella sua città Natale sorge oggi la Scuola Parmigianino di Parma in suo onore.

Parmigianino pittore

  1. Gli esordi. Tra i primi maestri del Parmigianino vi furono i suoi stessi zii anche se, a onor del vero, l’artista si formò anche grazie alle meravigliose opere del Pordenone, del Correggio e di Dosso Dossi. Sin da subito si distinse per il suo talento che che, a soli sedici anni, realizzò il Battesimo di Cristo nella Chiesa dell’Annunziata.
  2. Roma. Pochi anni dopo si trasferì a Roma dove, sperando di lavorare per il pontefice, donò le sue opere a papa Clemente VII. In realtà però si dedicò più che altro a lavori commissionati dai personaggi della corte pontificia. Qui entrò in contatto con l’arte di Raffaello e, ammirando le sue opere cominciò a inserire alcuni tratti similari nella sua arte tanto che, per molti, il Parmigianino divenne il successore di Raffaello Sanzio.
  3. Lo stile. Tante sono le caratteristiche dell’arte del Parmigianino, ma tra le più note troviamo l’eleganza eccessiva, la preziosità formale e il ricercato virtuosismo compositivo. Le sue figure infatti rimandano ai canoni di bellezza di un tempo, forse ripresi proprio dai suoi studi su Raffaello. Capita però che alcune sue opere o anche solo dei soggetti o dettagli arrivino quasi a diventare stravaganti senza mai però perdere la classe che contraddistingue l’arte del Parmigianino.
  4. Il disegno. Tra le tante abilità artistiche del Parmigianino non si può certo non citare il disegno. La sua bravura era tale che venne spesso paragonato ai più grandi e noti maestri rinascimentali e le sue piccole opere vennero spesso vendute o fungevano da ispirazioni per artisti minori. Tra i principali soggetti disegnati dal pittore vi erano richiami al sacro e al mitologico.
  5. L’alchimia. La fama del Parmigianino si deve senza dubbio alla sua arte ma, diciamocelo, il mistero attira un po’ tutti e sicuramente aiutò l’artista. Pare infatti che fosse molto preso dai suoi esperimenti alchemici e a raccontarne la storia fu il noto critico Giorgio Vasari. L’alchimia però fu anche un componente spesso presente nelle sue opere d’arte come nello specchio del suo autoritratto o nei due numeri ben visibili nell’opera che raffigurava Galeazzo Sanvitale.

 

Parmigianino Madonna dal collo lungo

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Parmigianino, Public domain, via Wikimedia Commons

 

6. L’opera. Nella Madonna con il Bambino, angeli e un profeta, noto anche come Madonna dal collo lungo del Parmigianino, sono raffigurati San Girolamo, San Francesco e la Madonna col bambino.
7. La figura della Madonna. Qui l’immagine della Madonna dal collo lungo di impone in una posa a spirale allungata diventando così l’immagine umana più importante del dipinto anche rispetto alle altre figure divine che sono posizionate sulla sinistra. Il corpo allungato secondo alcuni, è interpretato come simbolo del tempio di Salomone e posto in relazione col Cantico dei cantici “il tuo collo come una torre d’avorio”, raffigurata alle spalle della Vergine.

 

Parmigianino autoritratto

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Parmigianino, Public domain, via Wikimedia Commons

 

8. L’opera. L’Autoritratto del Parmigianino raffigura l’artista stesso mentre è intento a specchiarsi.
9. Analisi. L’opera venne inserita dai critici tra quelle che esprimono l’interesse per l’alchimia del pittore. La raffigurazione di sé stesso allo specchio è tanto reale quanto imperfetta nella rotondità dello specchio e della mano in primo piano, enorme, eppure così reale.

 

Parmigianino opere

  1. Opere. Infine ecco qui come sempre la nostra speciale selezione delle opere del Parmigianino.
  • Battesimo di Cristo(attr.), 1519 circa, olio su tavola, 195×137 cm, Berlino, Gemäldegalerie
  • Pala di Bardi, 1521, tempera su tavola, 203×130 cm, Bardi(Parma), chiesa di Santa Maria
  • Putto(come assistente di Correggio), 1522, affresco, Parma, cupola di San Giovanni Evangelista
  • Autoritratto entro uno specchio convesso, 1524, diam. 24,4 cm, Vienna, Kunsthistorisches Museum
  • Ritratto di un collezionista, 1524 circa, olio su tavola, 89×64 cm, Londra, National Gallery
  • Stufetta di Diana e Atteone, 1523-1524, affreschi, Fontanellato, Rocca Sanvitale
  • Ritratto di Galeazzo Sanvitale, 1524, olio su tavola, 109×81 cm, Napoli, Museo nazionale di Capodimonte
  • Ritratto d’uomo col petrarchino, 1524, olio su tavola, 66×31 cm, collezione privata
  • Ritratto di Lorenzo Cybo, 1524 circa, olio su tavola, 126×104 cm, Copenaghen, Statens Museum for Kunst
  • Natività con angeli, 1525, olio su tavola, 59×34 cm, Roma, Galleria Doria Pamphilj
  • San Rocco e un donatore, 1527, olio su tavola, 270×197 cm, Bologna, basilica di San Petronio
  • Conversione di san Paolo, 1527circa, olio su tela, 177×128 cm, Vienna, Kunsthistorisches Museum
  • Sacra Famiglia con san Giovannino, 1528 circa, tempera su tela, 159×131 cm, Napoli, Museo nazionale di Capodimonte
  • San Rocco, 1528circa, tempera su tela, 27,8×21,5 cm, Parma, collezione privata
  • Adorazione dei Magi, 1529, olio su tavola, 120×94 cm, Taggia(Imperia), chiesa di San Domenico
  • Uomo che sospende la lettura(attr.), 1529 circa, olio su tavola, 67,5×53 cm, Vienna, Kunsthistorisches Museum
  • Madonna di Santa Margherita, 1529-1530 circa, olio su tavola, 204×149 cm, Pinacoteca Nazionale di Bologna
  • Madonna Kedleston, 1529-1530 circa, olio su tavola, 48,5×35,5 cm, Fort Worth, Kimbell Art Museum
  • Ritratto di giovane, 1529-1530 circa, olio su tavola, 97×82 cm, Hampton Court, Royal Collection
  • Ritratto virile, 1530 circa, olio su tavola, 100×70 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Madonna della Rosa, 1530 circa, olio su tavola, 109×88,5 cm, Dresda, Gemäldegalerie
  • Fanciullo con l’abbecedario e un dito in bocca, 1530 circa, olio su tavola, 45,5×32,5 cm, collezione privata
  • Madonna di San Zaccaria, 1530-1533 circa, olio su tavola, 73×60 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Tre vergini sagge e tre vergini stolte, 1531-1539, affreschi, Parma, chiesa di Santa Maria della Steccata
  • Schiava turca, 1533 circa, olio su tavola, 67×53 cm, Parma, Galleria nazionale
  • Cupido che fabbrica l’arco, 1533-1535 circa, olio su tavola, 135×65,3 cm, Vienna, Kunsthistorisches Museum
  • Madonna dal collo lungo, 1534 circa, olio su tavola, 216×132 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Antea, 1535 circa, olio su tela, 135×88 cm, Napoli, Museo di Capodimonte
  • Pala di Casalmaggiore, 1540, olio su tavola, 253×161 cm, Dresda, Gemäldegalerie
  • Lucrezia romana, 1540 circa, olio su tavola, 68×52 cm, Napoli, Museo nazionale di Capodimonte