Antonello da Messina: tutto quello che c’è da sapere su di lui e sulle sue opere

Copertina: foto di Nicolas de Larmessin and Esme de Boulonais, Public domain, via Wikimedia Commons

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Antonello da Messina fu uno de più importanti pittori siciliani del quattrocento. La sua arte divenne famosa soprattutto per i suoi ritratti tanto che in molti sostengono che fu il più grande ritrattista del suo periodo. Ecco quindi tutto quello che c’è da sapere sul pittore Antonello da Messina e su alcune delle sue principali opere d’arte.

Antonello da Messina

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Della vita di Antonello da Messina si sa poco o perlomeno di certo. I documenti pervenuti sono pochi e confusionari per cui ricostruire la sua vita privata non è così facile. Secondo diverse fonti però si avvicinò all’arte sin da giovane ma fu durante il suo periodo a Napoli che divenne apprendista nella bottega del pittore Colantonio. Qui si avvicinò in particolare alla pittura spagnola, fiamminga e provenzale. Dopo una serie di opere realizzate insieme ad altri artisti tra cui il Colantonio, la sua prima commissione autonoma avviene nel 1457. Si tratta di un gonfalone per la confraternita di San Michele dei Gerbini a Reggio Calabria. L’opera però andò col tempo perduta. Negli anni a venire si concentrò molto sul ritratto e realizzò tantissime opere d’arte di altissimo valore.

Nel corso degli anni l’arte di Antonello da Messina diventò sempre più famosa e apprezzata ovunque tanto che a lui furono fatti diversi omaggi tra i quali:

  • Il palazzo della cultura della sua città Natale gli è stato dedicato;
  • Il traghetto che collega la Sicilia con le sue isole minori è a lui dedicato;
  • Il ritratto d’ignoto marinaio ha ispirato lo scrittore Vincenzo Consolo nel suo romanzo ‘Il sorriso dell’ignoto marinaio’;
  • Infine, ma non certo per importanza, il ritratto d’uomo di da Messina è rappresentato sulla banconota italiana da 5.000 lire, emessa dal 1979 al 1983.

Antonello da Messina i ritratti

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Nel corso degli anni successivi Antonello da Messina divenne via via sempre più abile e sempre più richiesto soprattutto per i ritratti tra i quali si ricordato la Madonna Salting di impronta evidentemente fiamminga, il Ritratto d’Ignoto e moltissimi altri. La particolarità dei ritratti di Antonello da Messina era che, mentre la scuola artistica italiana prediligeva  la posa medaglistica di profilo, lui invece scelse la posizione a tre quarti, tipica della scuola fiamminga. Di contro però, mentre i fiamminghi erano particolarmente attenti al dettaglio, lui cresceva più di far esaltare la psicologia e la parte umana del personaggio rappresentato. I ritratti di da Messina sembrano così quasi realizzati in serie: inseriti su uno sfondo scuro, raffigurati dalle spalle in su, con la testa girata verso destra ma con lo sguardo fisso sullo spettatore e con la luce che illumina il lato destro del volto. Infine, aggiunse, in pieno stile fiammingo, anche uno zoccolo di marmo in basso dove segnava la data e la propria firma.

Antonello da Messina Madonna

antonello da messina
Antonello da Messina, Public domain, via Wikimedia Commons

Quattro anni prima della sua morte l’artista ritornò nella sua amata Sicilia e realizzò una delle opere d’arte che più di tutte oggi è nota nel mondo. Si tratta della Madonna di Antonello da Messina, il cui vero titolo è l’Annunciata di Palermo realizzata nel 1475.

Qui il ritratto della Madonna viene raffigurata con un libro. il suo sguardo però pare come distratto da un interlocutore non visibile nell’opera. Guardando dritto verso lo spettatore infatti sembra quasi volerci parlare, specie visto il movimento della mano, ma in realtà, secondo diversi critici, il vero interlocutore “invisibile” pare essere l’Angelo.

Grazie alla sua composizione, allo sguardo, alla mano e al gioco tra interlocutori è diventato un capolavoro senza tempo.

Antonello da Messina San Sebastiano

Nel 1478 circa Antonello da Messina realizzò il San Sebastiano, oggi conservato nel museo di Dresda. L’opera in realtà faceva parte di un trittico che venne poi smembrato, il Trittico di San Giuliano. Qui la figura è intera ma il volto resta sempre girato da una parte, com’era tipico dei ritratti dell’artista.

Nell’opera, inoltre, si può notare l’influenza del collega Piero della Francesca nella prospettiva geometrica del pavimento, nella disposizione degli elementi sullo sfondo, quasi matematica e nel paesaggio contemporaneo con figure minuscole per far risaltare il soggetto del santo in primo piano.

Antonello da Messina Cristo

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Antonello da Messina, Public domain, via Wikimedia Commons

Una delle prime opere firmate e datate da Antonello da Messina è il Cristo, di cui il titolo originale era Salvator mundi.

L’opera riporta infatti la scritta: Mille simo quatricentessimo sexstage/simo quinto viije Indi Antonellus / Messaneus me pinxit. L’immagine di Cristo qui rappresentata non è girata ma si vede dal davanti. L’iconografia è quella tipica fiamminga, così come anche i colori scelti.

Antonello da Messina Opere

Infine, sempre, ecco qui alcune delle opere più famose di Antonello da Messina.

  • Virgo advocata 1452
  • Crocifissione Sibiu 1450-1460
  • Vergine leggente 1460-1462
  • Madonna Salting 1460
  • San Girolamo penitente nel deserto 1460-1465
  • Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione 1465-1470
  • Ritratto d’uomo, noto anche come Ritratto d’ignoto marinaio 1465-1470
  • Vergine Annunziata 1473
  • Annunciazione 1474
  • Salvator mundi 1475
  • San Girolamo nello studio 1475
  • San Sebastiano 1475-1476
  • Annunziata di Palermo 1475
  • Cristo in pietà e un angelo 1476-78
  • Cristo alla colonna 1476-78
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