Viandante sul mare di nebbia: tutto quello che c’è da sapere sull’opera di Friedrich

Copertina Caspar David Friedrich, Public domain, via Wikimedia Commons

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Caspar David Friedrich fu un noto pittore tedesco nonché tra i principali esponenti del romanticismo. Le sue opere infatti rappresentano la malinconia e ogni genere di sentimento, tutti racchiusi nei cinquecento e oltre paesaggi rappresentati nei suoi quadri. Tra i tanti, il più noto è senza dubbio Il Viandante sul mare di nebbia realizzato da Caspar David Friedrich nel 1818.

Caspar Friedrich Viandante sul mare di nebbia

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Dettagli tecnici. Il Viandante sul mare di nebbia realizzato da Caspar David Friedrich nel 1818 è un olio su tela di 95×75 cm. Dove si trova. L’opera è oggi conservata alla Hamburger Kunsthalle di Amburgo.

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Caspar David Friedrich, Public domain, via Wikimedia Commons

Viandante sul mare di nebbia analisi

L’opera. Il quadro del Viandante sul mare di nebbia raffigura un uomo, un viandante solitario appunto, che, una volta raggiunta la vetta di un monte si ferma attento ad ammirare il paesaggio circostante. Assieme a lui, in primo piano delle rocce mentre davanti la vallata si alterna in un continuo gioco di vedo e non vedo delle colline a causa della nebbia. Infine, il protagonista, è raffigurato di spalle, rimanendo così anonimo: di lui si vedono solo i folti capelli castani mossi dal vento e si intuisce un vestiario piuttosto elegante.

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Le figure umane. Come sappiamo bene Casper David Friedrich fu famoso per le sue tante tele che raffiguravano i paesaggi tedeschi e dei suoi viaggi. A un certo punto della sua vita però in mezzo alle foreste o alla nebbia, ecco che compaiono anche le figure umane. Cronologicamente parlando le sue prime opere con umani si collocano in un periodo felice per il pittore. Il 2 gennaio 1818 il pittore si sposò con Christiane Caroline Bommer dalla quale ebbe tre figli. In questo periodo si collocano delle opere dalle quali emerge un senso di leggerezza con toni più luminosi e meno austeri. C’è chi dice che «l’importanza della vita umana, ma soprattutto della sua famiglia, inizia ad occupare i suoi pensieri; i suoi amici, sua moglie, e i suoi compaesani iniziano quindi ad essere i protagonisti delle sue opere».

I colori. Come per la figura umana, anche il colore era una caratteristica del momento felice della vita privata del pittore. In questo quadro infatti, i toni sono piuttosto luminosi e si mescolano tra i toni del blu, grigio, rosa e giallo per il mare di nebbia, contrapposti alle tonalità opache e fangose per le rocce.

Chi è il viandante. Come abbiamo già accennato non ci è dato sapere chi sia in realtà l’uomo raffigurato. Volendo fare un’analisi del Viandante sul mare di nebbia, e collocandolo nel periodo storico all’interno del quale è stato realizzato viene naturale pensare che si tratti di uno stratagemma del pittore. Raffigurandolo di spalle, infatti, tutti possono immedesimarsi in lui, e perdersi nei suoi sentimenti e nelle sue emozioni davanti a questo paesaggio estremamente romantico e, proprio com’era tipico del Romanticismo, malinconico.

Il paesaggio. Come sappiamo il pittore era noto raffigurare paesaggi delle sue terre o che aveva visto durante i suoi lunghi viaggi. In questo caso, ci troviamo in un paesaggio montano realmente esistente dell’Elbsandsteingebirge, in Boemia. A farlo intuire è la roccia sullo sfondo a destra, lo Zirkelstein, del quale si intravede la caratteristica forma cilindrica, mentre a sinistra si profila il Rosenberg; le rocce sopra le quali si erge il viaggiatore, invece, fanno parte di un gruppo della Kaiserkrone.

Il richiamo a Giacomo Leopardi. Se si uniscono malinconia e Romanticismo e si pensa alla letteratura italiano subito spunta in mente un solo nome: il poeta Giacomo Leopardi. L’infinito del poeta italiano venne infatti realizzato proprio in quel periodo e, alcuni versi, sembrano quasi scritti apposta in riferimento a questo quadro. “mirando, interminabili “spazi… e sovrumani silenzi, e profondissima quiete/ io nel pensier mi fingo;…Così tra questa /immensità s’annega il pensier mio  / e in naufragar m’è dolce in questo mare”.

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L’emblema. L’opera non è solamente la più famosa dell’artista tedesco ma diventa l’emblema stesso della sua arte e di tutto il Romanticismo. Il paesaggio che si forma davanti agli occhi del viandante/spettatore, è emblematico e assume un’intensità tale da renderlo quasi irreale trasformando la scena in uno struggimento vero e proprio, tipico del periodo Romantico.

L’Altare di Tetschen. A dieci anni di distanza da La Croce di Montagna, nota anche come l’Altare di Tetschen, Caspar David Friedrich torna con un paesaggio dal sapore metafisico. Se il primo però riusciva a esprimere speranza, al secondo invece, il pittore affida un forte senso nostalgico.

Gli elementi dell’epoca. Tanti gli elementi raffigurati o che rimandano alla cultura dell’epoca come: l’ansia di infinito, l’impossibile e irraggiungibile aspirazione di comunione tra uomo e natura e, quindi col divino, la malinconia dell’essere confinati nei limiti umani, l’ammirazione della bellezza di tutto ciò che è stato realizzato da Dio e il suo forte senso religioso e, ovviamente, la solitudine.

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