Giuseppe Arcimboldo: tutto quello che c’è da sapere su di lui e sulle sue opere

Copertina Giuseppe Arcimboldo, Public domain, via Wikimedia Commons

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Giuseppe Arcimboldo è stato un pittore italiano del Cinquecento. Appartenente al periodo manierista, le sue opere si sono distinte e vengono ancora oggi ricordate soprattutto per quelle bizzarre teste composte, dei ritratti burleschi, realizzati combinando tra loro elementi appartenenti allo stesso genere.

Giuseppe Arcimboldo

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Le origini. Giuseppe Arcimboldo nacque a Milano nel 1527. Sin da piccolissimo si avvicinò all’arte grazie al padre Biagio, un pittore accreditato presso la Veneranda Fabbrica del Duomo.

I primi lavori. Tra le prime opere del pittore vi sono i disegni di cartoni delle vetrate del Duomo di Milano ma anche il monumentale affresco presente nel transetto del Duomo di Monza e un arazzo nella cattedrale di Como

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Vienna. Decisiva per la sua carriera e artistica fu la partenza a Vienna. Il pittore venne invitato a corte dal principe e futuro imperatore Massimiliano II d’Asburgo. Qui, infatti l’artista fu ben voluto e ben ricompensato anche da un punto di vista economico. Fu proprio in questo periodo che il pittore realizzò alcune delle sue opere più famose tra le quali Le otto tavole che compongono Le Quattro Stagioni e I quattro elementi. Alla morte di Massimiliano il pittore entrò subito nelle grazie del suo successore Rodolfo II anche grazie a diversi interessi in comune. Giuseppe Arcimboldo venne nominato Conte Palatino da Rodolfo e, seppur rimanendo al servizio dell’imperatore ricevette il permesso di tornare a Milano. Del loro rapporto resta oggi l’opera che raffigura l’imperatore nei panni del Vertumno.

Non solo pittore. Oltre ai dipinti Arcimboldo si dedicò anche a moltissime altre attività. Tra queste l’organizzazione delle mascherate, dei giochi e cortei fantastici che allietavano la vita cortigiana. Presso il Gabinetto Disegni e Stampe della Galleria degli uffizi a Firenze sono oggi conservati circa 148 disegni a testimonianza del solito impegno di Arcimboldo come coreografo, costumista e bizzarre acconciature femminili.

La riscoperta. Se negli ultimi anni di vita la fama di Arcimboldo andò via via scemando. Ritornò però con forza nel XX secolo quando i surrealisti, Dalì in particolare, vi si ritrovarono e ne trassero ispirazione per il suo modo di giocare.

Il commento di Roland Barthes. «Le teste di Arcimboldo sono mostruose perché rimandano tutte, quale che sia la grazia del soggetto allegorico, […] ad un malessere sostanziale: il brulichio. La mischia delle cose viventi […] disposte in un disordine stipato (prima di giungere alla intelligibilità della figura finale) evoca una vita tutta larvale, un pullulìo di esseri vegetativi, vermi, feti, visceri al limite della vita, non ancora nati eppure già putrescenti».

La morte. In molti poi si chiedono come morì Giuseppe Arcimboldo. La risposta la si può trovare nella documentazione dell’Archivio di Stato di Milano dove è conservata. Pare che le cause fossero delle complicazioni derivanti da ritenzione urinaria acuta e calcolosi renale.

Expo. La fama di Arcimboldo è ancora tale che pochi anni fa, in occasione di Expo 2015 che fu ospitato a Milano, la mascotte dell’evento, Foody, venne realizzato sullo stile del pittore. L’ispirazione fu presa dall’opera L’ortolano.

Dipinti di Giuseppe Arcimboldo

Tra i dipinti di Giuseppe Arcimboldo più famosi vi sono, come abbiamo già detto, le Teste composte. Di queste le due serie più note sono le quattro tavole dedicate agli elementi Aria, Fuoco, Terra e Acqua e i ritratti allegorici delle Quattro Stagioni ovvero Primavera, Estate, Autunno e Inverno.

Secondo la loro origine erano pensate per essere disposte a coppie sulle pareti della residenza imperiale: ogni stagione rivolta a un elemento secondo gli studi e le analisi di Aristotele. Di queste opere molte copie o varianti vennero donate a signori di tutta Europa proprio da Massimiliano II.

Ecco qui qualche informazione sulle quattro opere che compongono le Quattro Stagioni e dove si trovano per poterle ammirare dal vivo.

giuseppe arcimboldo
Giuseppe Arcimboldo, Public domain, via Wikimedia Commons

La Primavera. Ogni opera delle Stagioni viene raffigurata con i simboli che la rappresentano. la Primavera, per esempio, è rappresentata da tantissimi fiori, dalle labbra che sono dei petali di rosa ai boccioli e corolle fino a una collana di margherite che le ornano il collo;

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Giuseppe Arcimboldo, Public domain, via Wikimedia Commons

L’Estate. L’Estate, o Summer, di Giuseppe Arcimboldo pare che sia l’unica a portare la firma dell’artista anche se, comunque, sarebbe stato difficile diffidare della paternità. Qui a comporlo non sono fiori ma frutti, verdure e ortaggi del periodo dalle ciliegie alle pesche, dalle spighe di grano fino alla melanzana;

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Giuseppe Arcimboldo, Public domain, via Wikimedia Commons

L’Autunno. L’Autunno è invece una figura maschile rappresentata da pere, rami di salice, melagrana, fungo, ricci della castagna, uva e zucca;

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Giuseppe Arcimboldo, Public domain, via Wikimedia Commons

L’Inverno. L’inverno, infine, è un vecchio rappresentato da un tronco con diverse deformazioni che ne rappresentano le rughe della pelle. Gli unici frutti raffigurati sono il limone e l’arancia in quanto, in Italia, sono gli unici che nascono in un periodo buio come l’inverno.

Opere Giuseppe Arcimboldo

Infine, dopo aver visto più nel dettaglio alcune delle sue opere fondamentali, ecco come sempre una breve selezione dei quadri di Giuseppe Arcimboldo. Purtroppo la lista è breve in quanto, nonostante la sua fama, oggi il catalogo dei suoi lavori è piuttosto scarno e si compone, per lo più delle opere più note ovvero le Teste Composte.

  • Vertumno 1591
  • Il bibliotecario 1566
  • Summer 1563
  • Earth 1566
  • Testa delle quattro stagioni dell’anno 1590
  • Primavera 1573
  • Ortaggi in una ciotola 1590
  • Air 1566
  • Il Cuoco 1570
  • L’avvocato 1566
  • Testa reversibile con cesto di frutta
  • Water 1566
  • Autunno 1573
  • La Primavera 1563
  • Inverno 1573
  • Autoritratto 1570
  • Flora 1588
  • Allegoria dell’estate
  • Allegoria del fuoco
  • Allegoria dell’inverno
  • Carnet di Rodolfo II, 148 disegni, Gabinetto disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze
  • Autoritratto cartaceo (L’uomo di lettere), (1587)
  • Ortaggi in una ciotola o L’Ortolano, (1587-1590)
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