Andrea Mantegna: 10 cose da sapere su di lui e sulle sue opere

Copertina: Nicolas de Larmessin and Esme de Boulonais, Public domain, via Wikimedia Commons

Pubblicità
Pubblicità

Andrea Mantegna fu uno dei pittori più originali del ‘400. Non si ha notizia certa della sua nascita ma pare che sia avvenuta nel 1431 sull’Isola di Carturo che oggi è meglio nota come Isola Mantegna, proprio in onore dell’artista.

Andrea Mantegna

  1. Stile. Andrea Mantegna fu uno dei massimi rappresentati del classicismo archeologico rinascimentale, o perlomeno nel mondo della pittura. Il suo stile è sicuramente difficile da confondere. Le sue opere infatti si caratterizzano per gli effetti scenografici e monumentali, per l’attenzione ai particolari, per i colori accesi e per il senso dello spazio. La sua arte e la sua tecnica Mantegna la imparò negli anni anche ispirandosi a diversi suoi colleghi come Donatello, Brunelleschi, Paolo Uccello e Filippo Lippi, giusto per citarne alcuni.
  2. L’architettura nei dipinti. Non solo pittore, ma Mantegna fu anche incisore, scultore e presumibilmente architetto. L’architettura, in particolare, è un dettaglio molto importante anche nei suoi dipinti. Al contrario di molti altri artisti per Mantegna non era solamente uno sfondo ma anzi era una parte importante dell’opera. Per capirlo basta analizzare alcune sue opere e subito si noterà che vi sono molte architetture, o perlomeno frammenti, di capolavori antichi realizzati in seguito a uno studio accurato.
  3. La vita con i Gonzaga. Negli ultimi anni della sua vita Mantegna vivette a stretto contatto con la vita di corte. A richiederlo come pittore fu lo stesso Ludovico Gonzaga. Mantegna però non fu solo l’artista di corte, ma anche curatore e consigliere artistico. Dopo essersi trasferito a Mantova con tutta la famiglia, vi rimase fino alla sua morte.
  4. Fama. La fama di Mantegna divenne tale che furono diversi gli artisti della sua epoca e postumi a riprendere il suo stile o a ispirarsi a lui. Tra questi Pinturicchio e Raffaello ripresero la Camera degli Sposi nelle Stanze Vaticane. Ma ad appassionarsi al suo stile furono anche Parmigianino, Degas Rembrandt e Rubens.

Cristo Morto Mantegna

Cristo Morto, Andrea Mantegna, Public domain, via Wikimedia Commons

5. L’opera. Come si evince dal titolo stesso, l’opera rappresenta la morte di Cristo con due figure femminili collocate sul lato sinistro e intente a piangerlo. Il punto di vista scelto dal Mantegna è un unicum rispetto al suo periodo. L’occhio infatti è leggermente rialzato e permette così di riuscire a percepire per intero il corpo di Cristo.

6. La seconda versione. Pare però che il Cristo morto di Mantegna non sia solo e vi sia anzi una seconda versione nella quale mancano le figure piangenti ai lati e che è parte di una collezione privata.

Camera degli sposi Mantegna

7. L’opera. La camera degli Sposi di Mantegna raffigura le celebrazioni dell’elezione a cardinale di Francesco Gonzaga. La narrazione parte dalla parete nord, nel momento in cui è giunta notizia della nomina e prosegue per tutta la stanza. La parte più famosa è però posta sul soffitto dove sono raffigurati putti e animali.

8. La collocazione. La Camera degli Sposi si trova, neanche a dirlo, a Mantova all’interno di Palazzo Ducale ed è sicuramente un’opera unica nel suo genere. Ogni angolo della stanza cubica e il suo soffitto composta da una volta ribassata è tutto completamente affrescato per raccontare la celebrazione.

9. Il dettaglio sul soffitto. La Camera degli Sposi di Mantegna raffigura nella volta un oculo circolare realizzato come se fosse aperto e potesse far intravedere un cielo dipinto. Il dettaglio è posto proprio al centro della stanza.

Mantegna Opere

10. Opere. Ecco, infine, come sempre la nostra selezione di opere di Mantegna.

  • Cappella Ovetari, 1448-1457, ciclo di affreschi in parte distrutti, Padova, chiesa degli Eremitani
  • Assunzione della Vergine, affresco staccato, base 238 cm
  • Martirio e trasporto del corpo decapitato di san Cristoforo, affresco staccato, base 664 cm
  • Serafino, affresco frammentario staccato
  • San Girolamo, 1449-1450, tempera su tavola, San Paolo, Museu de Arte
  • Adorazione dei pastori, 1450-1451 circa, tempera su tela, 40×55,6 cm, New York, Metropolitan Museum of Art
  • Pala di San Luca, 1453, tempera su tavola, 177×230 cm, Milano, Pinacoteca di Brera
  • Sant’Eufemia, 1454, tempera su tela, 171×78 cm, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte
  • Madonna col Bambino e i santi Girolamo e Ludovico, 1455 circa, tempera su tavola, 67×43 cm, Parigi, Musée Jacquemart-Andrndra
  • Pala di San Zeno, 1457-1459, tempera su tavola, 480×450 cm, Verona, basilica di San Zeno
  • Trittico degli Uffizi, 1460 circa, tempera su tavola, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Ritratto di Francesco Gonzaga, 1461circa, tempera su tavola, 25,5×18 cm, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte
  • Camera degli Sposi, 1465-1474, ciclo di affreschi, 8 m circa di lato ciascuna parete, Mantova
  • Cristo morto, 1475-1478circa, tempera su tela, 68×81 cm, Milano, Pinacoteca di Brera
  • San Sebastiano, 1481circa, tempera su tavola, 255×140 cm, Parigi, Musée du Louvre
  • Trionfi di Cesare, 1485-1505 circa, tempera su tela, 268×278 cm ciascuno, Londra, Hampton Court
  • Ecce Homo, 1500 circa, tempera e olio su tavola, 54×42 cm, Parigi, Musée Jacquemart-André
  • San Sebastiano, 1505-1506 circa, tempera a colla su tela, 213×95 cm, Venezia, Ca’ d’Oro, Galleria Franchetti

correlati

Pubblicità