Kandinsky: 10 cose da sapere su di lui e sulle sue opere

Foto di copertina: AnonymousUnknown author, Public domain, via Wikimedia Commons

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Vasilij Vasil’evič Kandinskij, noto anche come Kandinsky fu un artista di origine russa della seconda metà dell’ottocento, nonché fondatore della pittura astratta.

Vasilij Kandinsky

  1. Gli inizi. Kandinsky comincia ad avvicinarsi all’arte molto presto e già nel 1901 stava fondando il gruppo Phalanx con l’obiettivo di introdurre le avanguardie francesi in Germania. In realtà pare che l’amore per l’arte esplose in seguito a due particolari incontri ravvicinati proprio con la stessa in due forme differenti. La prima è quando l’artista vide per la prima volta l’opera I Covoni di Claude Monet che lo affascinò molto; la seconda è quando a Mosca ascoltò l’opera Wagneriana “Lohengrin”. Di quest’ultima Kandinsky scrisse che “ Mi sembrava di avere davanti agli occhi tutti i miei colori. Davanti a me si formavano linee disordinate, quasi assurde”.
  2. L’astrattismo. Era il 1910 quando Kandinsky realizzò il suo primo quadro totalmente astratto dopo un periodo di studi complessi sull’arte figurativa. Secondo lui l’arte astratta andava a toccare sia i moti dell’anima, sia il pensiero intellettuale. La sua prima opera, oggi conservata presso il Musée national d’Art moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi, è un trionfo di forme e colori puri che altro non sono che la fantasia del pittore in cerca di un contatto con l’anima di chi osserva il quadro.
  3. Lo stile. Sin dalle sue prime opere si notano figure che si mescolano con lo sfondo fino a non riuscirne a distinguere i colori. Tra le sue prime opere considerata astratte già emergono due dei colori caratteristici della sua arte: il rosso e l’azzurro. Kandinsky, attraverso il suo modo di vedere l’arte, vuole esprimere fiducia e gioia. Le sue opere sono smosse non da ciò che vede ma da ciò che sente e che guida la mano sulla tela.
  4. Lo spirituale nell’arte. Questo è uno dei primi libri dell’artista e proprio qui punta alla difesa dell’arte astratta. Secondo lui, infatti, ogni tipologia di arte può aspirare a un piano di spiritualità e, per farlo, si serve del colore. Le sfumature cromatiche infatti possono dare sia un effetto fisico che si basa sulle sensazioni, sia sull’effetto psichico ovvero sulle emozioni che smuove sull’anima.
  5. Punto e linea sul piano. Rispetto al libro precedente, in questo testo si sofferma più che altro sul significato delle forme. In particolare Kandinsky spiega che il punto è statico mentre la linea è il simbolo di un punto in movimento.
  6. Kandinsky e Paul Klee. Spesso le opere di Kandinsky e di Paul Klee vengono confuse e attribuite all’autore sbagliato. In realtà questo avviene perché la loro arte è molto simile sia nella concezione del soggetto, sia nel colore. I due pittori infatti si conobbero e divennero amici a tal punto da influenzare l’uno l’arte dell’altro.
  7. Il teatro. Non solo pittore, ma anche amante del teatro. Come nell’arte però, anche la visione del teatro di Kandinsky è tutta personale: secondo lui suono, colore, luce, movimento e forma sono un tutt’uno.

 

Composizione VIII

  1. L’opera. Composizione VIII di Kandinsky venne realizzata nel periodo che passò come insegnante della forma al Bauhaus di Weimar. Qui lo sfondo bianco sembra la base per una lezione dedicata ai suoi studenti dove forme geometriche basilari comunicano e interagiscono con lo spazio e con i colori primari.
  2. Analisi. Nel libro Spirituale nell’arte Kandinsky scriveva “E’ facile notare che certi colori sono potenziati da certe forme e indeboliti da altre. In ogni caso, i colori squillanti si intensificano se sono posti entro forme acute (per esempio il giallo in un triangolo); i colori che amano la profondità sono rafforzati da forme tonde (l’azzurro, per esempio, da un cerchio)”. Ed è proprio come se queste sue parole fossero state tramutate in arte. Ma non solo per la forza del colore all’interno delle forme, ma anche della comunicazione tra forme stesse come il triangolo e il cerchio che, come diceva l’artista, “il contatto dell’angolo acuto di un triangolo con un cerchio non ha effetto minore di quello del dito di Dio con le dita di Adamo in Michelangelo“.

 

Kandinsky opere

  1. Opere. Infine, ecco qui come sempre una breve selezione dei quadri di Kandinsky.
  • Il cavaliere azzurro (1903) – Collezione privata, Zurigo;
  • Improvvisazione 6 (1909) – Lenbachhaus Monaco di Baviera;
  • Primo acquerello astratto (1910-1913) – Parigi, Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou;
  • Impressione VII (1910) – Galleria Statale Tret’jakov Mosca;
  • Improvvisazione 11 (1910) – Museo di Stato Russo San Pietroburgo;
  • Impressione III (concerto) (1911) – Lenbachhaus Monaco di Baviera;
  • Macchia nera I (1912) – Museo di Stato Russo, San Pietroburgo;
  • Improvvisazione XXVI (Remi)(1912) – Lenbachhaus Monaco di Baviera;
  • L’oriente (1913) – Amsterdam, Stedelijk Museum;
  • Composizione VI (1913) – Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo;
  • Composizione VII (1913) – Galleria Tret’jakov, Mosca;
  • Improvvisazione con forme fredde (1914) – Galleria Tret’jakov, Mosca;
  • Macchia rossa I (1914) – Centre Pompidou, Parigi;
  • Arco azzurro (1917) – Museo di Stato Russo, San Pietroburgo;
  • Due ovali (1919) – Museo di Stato Russo, San Pietroburgo;
  • Tratto bianco (1920) – Museum Ludwig, Colonia;
  • Composizione VIII (1923) – Guggenheim Museum, New York;
  • Giallo, rosso, blu (1925) – Parigi, Musée National d’art Moderne, Centre Georges Pompidou;
  • Alcuni cerchi (1926) – Guggenheim Museum, New York;
  • Composizione X (1939) – Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf;
  • Blu di cielo (1940) – Parigi, Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou;
  • Slancio moderato (1944) – Parigi, Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou.

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