Georges de La Tour: tutto quello che c’è da sapere su di lui e sulla sua arte

Copertina Georges de La Tour, Public domain, via Wikimedia Commons

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Georges du Mesnil de La Tour, noto solo come Georges de La Tour, è un pittore del seicento particolarmente noto per la sua arte di stile barocco e che richiamava lo stile del Caravaggio per i suoi giochi di ombre. In questi ultimi anni la sua arte è ritornata particolarmente in vista anche grazie a una mostra che si è tenuta a Milano, la prima mostra italiana interamente dedicata a lui.

Georges de la Tour

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Biografia. La vita di Geroges de La Tour è in realtà avvolta dal mistero e poco si sa delle sue origini se non che nacque in una famiglia di fornai. La sua vita cambiò quando si trasferì a Lunéville dopo aver sposato sua moglie. Qui l’artista aprì il suo studio cominciando a lavorare poco dopo per committenti importanti tra i quali anche la corte reale in Lorena, il cardinale Richelieu e Luigi XIII.

La fama. Georges de La Tour ebbe una vita di successi seppur breve. quando morì nel 1652 infatti venne quasi subito dimenticato per diversi anni. A “riportarlo in vita”, o almeno la sua arte fu il tedesco Hermann Voss che nel 1915 pubblicò un articolo sulle sue opere.

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Le prime opere. Tra le prime opere di de La Tour appaiono i diurni. In questo periodo rientrano tutte le opere realistiche dai ritratti di persone anziane, al mondo sacro. Sono tutte opere curate e con colori accesi e squillanti.

Nella seconda metà degli anni ’30, invece, appaiono i primi “notturni” ovvero le finte immagini di notte. Nelle opere è quasi sempre presente la luce di una candela che crea come un senso di raccoglimento tanto che anche l’opera perde la costruzione dello spazio e si riduce a un unico primo piano con personaggi molto vicini. I colori squillanti dei diurni spariscono e la gamma cromatica passa da tonalità accese a colori cupi.

Georges de La Tour e Caravaggio. La somiglianza con Michelangelo Merisi, noto come il Caravaggio, è senza dubbio evidente. Molti studiosi hanno a lungo ipotizzato che durante uno dei suoi viaggi in Italia l’artista ebbe modo di ammirare da vicino le tele del Caravaggio rimanendone affascinato a tal punto da riprendere quei toni cupi e scuri nelle sue opere. Se i due pittori si differenziano per i soggetti, che in de La Tour sfiorano la commedia, dall’altra parte infatti si accomunano per la scelta di utilizzare una luce non naturale. Il tutto cambia a allontana i due pittori e i due stili nel momento in cui de La Tour comincia a introdurre candele e torce all’interno delle sue opere.

Georges de la Tour l’Europa della Luce, Palazzo Reale Milano

Sebbene sia conclusa ormai da anni, la mostra che si è tenuta nelle sale di Palazzo Reale di Milano interamente dedicata al pittore è entrata nella storia. La mostra “Georges de La Tour: l’Europa della luce”, a cura della Prof.ssa Francesca Cappelletti, è stata infatti la prima esposizione italiana interamente dedicata al pittore. Una mostra non semplice da organizzare dato che, in Italia, non è conservata nessuna opera di La Tour e, in tutto, sono poco più di 30 quelle a lui attribuite con certezza.

Durante l’esposizione si sono potute ammirare diversi capolavori da la Maddalena penitente a La lotta dei musici fino al Suonatore di Ghironda con cane.

Georges de la Tour Maddalena penitente

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Georges de La Tour, Public domain, via Wikimedia Commons

La Maddalena penitente di Georges de La Tour risale al 1635.1640 circa. Nota per la sua intensità emotiva, l’opera è stata realizzata in diverse versioni di cui ve ne sono almeno quattro che sono attribuite al pittore. Le diverse opere sono conservate rispettivamente alla National Gallery of Art di Washington D.C., al Metropolitan Museum di New York, al Los Angeles County Museum of Art e al Louvre.

L’opera spicca nella sua produzione in quanto non è inserita in interni popolani ma in un luogo austero che ne fa risaltare i contorni, grazie anche all’illuminazione della candela. Nelle diverse opere la Madonna non è intenta a osservare in alto ma è concentrata, come se stesse meditando. Inoltre vi sono presenti alcuni simboli della fragilità umana e della passione di Cristo: la candela che simboleggia il tempo che passa e lo specchio, simbolo di fragilità e illusione.

Georges de la Tour Natività

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Georges de La Tour, Public domain, via Wikimedia Commons

Al Museo di Belle Arti di Rennes in Francia invece si trova La Natività di Georges de La Tour. Anche in questo caso a creare l’atmosfera quasi magica è proprio la luce.

Va però detto che non tutti riconoscono una figura sacra nell’opera. Secondo molti infatti l’opera potrebbe rappresentare semplicemente una nascita. Per coloro che invece vi vedono una raffigurazione sacra, riconoscono nella donna sulla sinistra Sant’Anna, la nutrice che accorse nella capanna a Betlemme che l’artista raffigurò anche nell’Adorazione dei pastori visibile al Louvre.

Georges de la Tour opere

Infine, come abbiamo detto classificare le opere di Georges de La Tour non è certo cosa semplice visto che per lungo tempo la sua arte venne dimenticata, ma ecco qui la breve selezione dei suoi dipinti che sono stati attribuiti a lui con certezza.

  • Lite dei musici, 1625, olio su tela, 90×140 cm, The J. Paul Getty Museum, Los Angeles.
  • L’indovino, 1633-1639, olio su tela, 102×123 cm, Metropolitan Museum of Art, New York.
  • San Giuseppe falegname, 1642 ca., olio su tela, 137×101 cm, Musée du Louvre, Parigi.
  • La Maddalena con la candela, 1642-1644 ca., olio su tela, 128×94 cm, Musée du Louvre, Parigi.
  • Adorazione dei pastori, 1644, olio su tela, 107×131 cm, Musée du Louvre, Parigi.
  • Maddalena allo specchio, 1635-1640 ca., olio su tela, 133,4×102,2 cm, Metropolitan Museum of Art, New York.
  • Giocatori di dadi, 1650-1651, olio su tela, 92,2×130,5 cm, Teesside Museum, Middlesbrough.
  • San Sebastiano, 1634-1643, olio su tela, 160×129 cm, Gemäldegalerie, Staatliche Museen, Berlino.
  • La buona ventura,1630, olio su tela, 101,9×123,5 cm, Metropolitan Museum of Art, New York.
  • Il Baro con l’asso di quadri,1636 ca., olio su tela, 106×146 cm, Musée du Louvre, Parigi.
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