Gauguin, opere: le più famose

Copertina: Il Cristo giallo, Paul Gauguin, Public domain, via Wikimedia Commons

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Paul Gauguin è un famoso pittore francese della seconda metà dell’ottocento. Durante la sua vita viaggiò molto e tante delle sue opere furono influenzate dalle tante culture con le quali entrò in contatto. Le prime opere furono influenzate da colleghi come Claude Monet e Eugène Delacroix ma la tecnica che più contraddistingue la sua arte è il richiamo a quella primitiva con colori decisi e contorni marcati. Ma quali sono, tra le tante, i suoi quadri più belli? Ecco qui le 10 opere di Paul Gauguin più belle di sempre.

Le 10 opere di Gauguin più famose

Gauguin opere Tahiti

  1. Due donne tahitiane, 1891. L’opera, conservata al museo d’Orsay di Parigi, è una delle prima che realizzò a Tahiti. L’immagine è semplice e rappresenta due giovani intente nelle loro attività quotidiane vestite secondo le classici vesti del luogo. Quello che può sembrare un dipinto banale rappresenta invece una perfetta armonia cromatica data dalle vesti delle due giovani una più audace e forte e l’altra più tenue. Infine, a conferire dinamismo al quadro, l’onda increspata del mare.
  2. Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?, 1897. L’opera vuole rappresentare le diverse età della vita come si evince dal titolo. stesso. L’opera, che va letta da destra verso sinistra, rappresenta dunque 12 figure dal bambino al giovane fino alla donna anziana con ai piedi un uccello morto, simbolo, secondo la cultura polinesiana del lutto. L’opera è anche l’esternazione di un’esistenza tormenta dell’artista che proprio in quel periodo tentò il suicidio da una montagna.

    paul gauguin opere
    Paul Gauguin, Public domain, via Wikimedia Commons
  3. Il Cristo giallo, 1888-1889. La particolarità di quest’opera è racchiusa non solo nel titolo ma anche nel colore giallo stesso. Pare infatti che questa scelta abbia diverse simbologie nascoste. La prima è che per Gauguin il giallo rappresenta il dolore e utilizzandolo vuole rappresentare non solamente il dolore di Cristo ma anche il suo. Un altro significato pare nascondersi dietro al fatto che il giallo è il simbolo del grano che, a sua volta, simboleggia la vita.
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gauguin gristo giallo
Il Cristo giallo, Paul Gauguin, Public domain, via Wikimedia Commons

Gauguin opere di paesaggi

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4. Paesaggio tahitiano con montagna, 1891. Questa è forse tra le opere di Gauguin questa è quella più emblematica. Il paesaggio infatti esprime, con la sua scala cromatica, un’atmosfera preziosa, fresca, pura e armoniosa. Il tutto è interrotto però dal giovane con i due fardelli che simboleggia che anche in paradiso bisogna lavorare per sopravvivere.

5. La Senna presso il ponte di Jena. 1875. Tra i suoi tanti viaggi non mancarono anche le visite alla sua terra, la Francia. Realizzato nella sua prima fase di vita da pittore non poteva dunque mancare uno scorcio di vita e puramente rappresentativo della stessa de la Senna di Parigi.

Gauguin opere di donne

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6. Gli antenati di Tehamana, 1893. La giovane Tehamana tanto amata dal pittore in quest’opera viene raffigurata in un equilibrio instabile tra oriente e occidente. Sopra la testa della giovane infatti sorge una sorta di crittografia che rimanda alle tavolette di legno presenti all’Isola di Pasqua. Le vesti della giovane, invece, non sono quelle tipiche della Polinesia ma bensì delle donne in viaggio nelle missioni cattoliche francesi a Tahiti.

gauguin opere
Paul Gauguin, Public domain, via Wikimedia Commons

7. La donna dei manghi, 1896. L’opera è stata definita dall’artista stesso, la migliore mai fatta almeno fino a quel momento. Siamo ancora a Tahiti. La donna potrebbe essere Eva, se si nota il serpente vicino a lei. La giovane è però primitiva senza nessuna allusione al peccato o al proibito. Anche qui, nella posa e nella sua nudità, si rimanda subito all’Olympia di Manet. Qui però Eva è prima anche di qualsiasi malizia anche solo nello sguardo, dettaglio che la rende molto più vicina a Il riposo di Diana di Lucas Cranach il vecchio.

Gauguin opere principali

8. La visione dopo il sermone, 1888. Conservato alla National Gallery of Scotland di Edimburgo, è uno dei quadri che più di altri racchiudono diverse culture dall’arte giapponese al mondo arcaico della Bretagna, dal suo misticismo fino agli orientamenti cloisonniste. La particolarità dell’opera però è la capacità che ha avuto Gauguin di immaginazione e, allo stesso tempo, di inserimento della realtà. Dopo aver visto delle donne dopo la messa infatti ha raffigurato il momento immaginandosi la scena tratta dalla Genesi e l’arrivo dell’angelo misterioso.

9. Lo spirito dei morti veglia, 1892. Conservata all’Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, l’opera altro non è che una raffigurazione della donna che Gauguin conobbe nel suo primo soggiorno a Tahiti. Teha’amana. La sua rappresentazione rimanda subito a opere di altri tempi come la Venere di Giorgione ma, ancora di più l’Olympia di Manet. Anche la giovane infatti è raffigurata su un letto e nuda. Alle sue spalle una figura oscura che simboleggia la morte e tutti i pensieri negativi che essa comporta e che da il titolo all’intera opera.

10. La Orana Maria, 1891. Conservato al Metropolitan Museum of Art di New York, il dipinto è una delle prime opere appartenenti al periodo tahitiano. A descriverlo è lo stesso Paul Gauguin: «Ho fatto una tela con un angelo dalle ali gialle che indica due donne tahitiane, vestite con un pareo, tessuto a fiori che si allaccia come si vuole alla cintura. Sullo sfondo montagne in ombra ed alberi fioriti. Un sentiero violetto ed in primo piano del verde smeraldo; a sinistra delle banane. Ne sono abbastanza soddisfatto».

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